Il Milan è ancora in mezzo al guado. La nuova stagione si avvicina, il raduno è fissato per il 12 luglio, ma la società rossonera non ha ancora completato l’assetto dirigenziale che dovrà guidare il mercato e accompagnare il lavoro di Ruben Amorim, già scelto per la panchina con un contratto triennale.
Il problema, però, è tutto attorno all’allenatore. Senza un direttore tecnico e senza un direttore sportivo pienamente operativi, la programmazione resta sospesa. Le prime pagine del Corriere dello Sport e della Gazzetta dello Sport raccontano una fase di forte incertezza: il Milan aveva guardato con decisione in casa Eintracht Francoforte, ma le piste che portavano a Markus Krösche e Timmo Hardung si sono complicate fino a sfumare.
Il doppio no dell’Eintracht
Il club tedesco ha fatto muro. Krösche, indicato come il primo obiettivo per l’area sportiva, non ha ricevuto il via libera. Stesso destino per Hardung, altro profilo valutato dai rossoneri per dare struttura al nuovo corso.
Il risultato è un mercato fermo, con troppe questioni ancora aperte e poche decisioni definitive. Amorim ha bisogno di una squadra chiara, ma il Milan non ha ancora definito chi dovrà costruirla.
Maignan e Leão, due casi pesanti
A rendere il quadro più delicato ci sono anche le situazioni di Mike Maignan e Rafa Leão. Entrambi vengono descritti come giocatori allo strappo: il portiere e l’attaccante portoghese potrebbero diventare i simboli di una fase complicata, nella quale il Milan rischia di perdere riferimenti tecnici e identitari.
Non solo: anche Modric non dovrebbe rinnovare. Un altro segnale di un progetto che, prima ancora del campo, deve ritrovare una guida forte fuori dal campo.


