La Lazio è ancora alla ricerca della giusta alchimia in mezzo al campo: Rovella e Cataldi si contendono la regia, mentre Dele-Bashiru non ha ancora pienamente convinto. In questo scenario incerto, c’è però una figura che spicca per solidità e personalità: Matteo Guendouzi. Secondo la Gazzetta dello Sport, il centrocampista francese è diventato il perno dell’equilibrio tattico e uno dei riferimenti principali del progetto biancoceleste.
Le amichevoli estive lo hanno confermato. Con 398 minuti in campo sui 540 complessivi, Guendouzi è stato il giocatore più utilizzato da Maurizio Sarri. Non un semplice dato statistico, ma un’indicazione precisa: per l’allenatore, il francese non è un comprimario, bensì il motore della squadra che si sta costruendo. Alle sue spalle, per minutaggio, Cancellieri (368) e la coppia Gila-Dele Bashiru (302). Numeri che lasciano presagire un ruolo da protagonista assoluto nella nuova stagione.
Il legame con Sarri è profondo. Fu proprio l’ex tecnico del Chelsea, due anni fa, a convincerlo ad accettare la sfida in biancoceleste. E ancora il suo ritorno in panchina, poco più di due mesi fa, ha avuto il peso decisivo nel respingere le sirene di mercato dopo la delusione europea. Guendouzi, che cerca visibilità anche in chiave Nazionale, ha scelto di restare perché convinto che con il “Comandante” la Lazio possa tornare subito competitiva.
Per Sarri è “un animale contagioso”, il vero leader in campo. L’ex Arsenal lo ha dimostrato fin dal ritiro, con concentrazione, ritmo e spirito di sacrificio, diventando un esempio per i compagni. Ora dovrà tradurre queste qualità anche in campionato, a partire dall’esordio a Como: una trasferta complicata, dove la sua energia e la sua leadership potrebbero rivelarsi decisive.


