Dopo l’intervista rilasciata al Messaggero, Angelo Fabiani ha commentato la situazione in casa Lazio e ha parlato di Marco Baroni. Ecco le parole del direttore sportivo biancoceleste ai microfoni di Radio Radio.
Le parole di Fabiani su Baroni
“Penso che ci sia poco da chiarire e se poi ci siano delle interpretazioni sul mio pensiero riguardo la stabilità di Baroni non è così. Marco non è assolutamente in discussione perché lui è parte del progetto partito un anno e chiarisco che la posizione del mister non è in discussione. Certamente prendere cinque gol lascia l’amaro in bocca ed è giusto che la società faccia sentira la sua voce affinchè queste situazioni non si possano ripetere. Ci dobbiamo rimboccare la maniche, non dimenticando quello che abbiamo fatto di buono fino a qui. Ora abbiamo degli impegni che affronteremo con la migliore concentrazione, sconfitte come quelle di Bologna ci possono stare ma risultati come questi ci lasciano spiazzati”.
Poi continua:
“Nel calcio ogni previsione è azzardata perché è subito pronta ad essere smentita, stiamo facendo un buon lavoro e un grande percorso. Abbiamo fatto delle cose egregie e io sono una persona che non si accontenta e nel calcio ne faccio una questione di mentalità. Con la mentalità vincente ti togli qualche soddisfazione, non bisogna mai accontentarsi. Da un evento negativo però devo vedere delle cose positive per cercare di migliorarci sempre di più. Io parlo sempre al plurale, non credo in un uomo solo al comando ma al gioco di squadra. Gli errori ci sono stati ma quando sei chiamato a fare delle decisioni, il rischio c’è e di errori ne abbiamo fatti. Abbiamo avuto come gruppo di lavoro insieme al mister il coraggio di fare un salto nel vuoto: i fatti ad oggi ci dicono che abbiamo intrapreso una nuova strada e vedremo dove questa ci porta”.
Lazio squadra offensiva: pregio o difetto?
“Effettivamente abbiamo preso molti gol e non siamo da premio oscare per gol subiti rispetto alle altre consorelle ma siamo tra le prime forze del campionato per gol fatti, compensando il tutto. Questo è di pertinenza dell’allenatore che deve andare alla ricerca di miglioramenti in entrambe le fasi. Guai a invadere quello che spetta a lui e a influenzarlo minimamente perché gli si toglie la legittimità del suo mestiere. Per me Marco non è una sorpresa perché lo conosco da tanti anni e ricordo che la sua prima panchina all’Ancona gliel’ho fatta prendere io. Va alla ricerca della perfezione e non era facile ripartire da zero dopo gli addii di Luis Alberto, Ciro Immobile e lui è riuscito a dare un senso di stabilità, partendo dai quarti di Europa League. Una qualificazione che non mi aspettavo e ad oggi il campionato italiano si è molto livellato e le squadre “mediocri” possono dare fastidio a chi persegue obiettivi europei. Io vado alla ricerca di una mentalità vincente e oggettivamente a Bologna questa mentalità è venuta meno ma non per colpa del nostro tecnico che ha preparato la partita come tutte le altre. Io sarò ancora più soddisfatto quando la Lazio andrà a giocarsela alla pari ovunque perché è lì che si è raggiunta la mentalità vincente”.
Illusione Lazio?
“Personalmente non mi sono illuso ma tutto l’ambiente Lazio non si è illuso: non ci siamo esaltati con risultati straordinari e non ci siamo abbattuti dopo risultati come il Bologna. Dobbiamo dare seguito ai risultati e portare avanti una mentalità vincente, non c’entra la rosa che è comunque affamata e deve dare ancora qualcosa a livello calcistico. Io faccio affidamento sulla rabbia calcistica e sui giocatori giovani, confido molto in loro. La Lazio secondo me nei prossimi anni sarà qualcosa di buono e credo che la strada che abbiamo intrapreso sia quella giusta. Non ci sono squadre imbattibili perché chi prende 3/4 milioni di euro di stipendio non è superiore al ventenne che ne prende 500mila. Io ne faccio sempre una questione di mentalità vincente. Mercato di gennaio? Fino alla sessione di riparazione il gruppo aveva fatto delle cose ottime. Certamente non abbiamo inserito elementi che alterassero il gruppo e abbiamo preso dei giovani di straordinario futuro. Belahyane è un centrocampista con tecnica molto importante, Provstgaard è un 2003 con un futuro roseo. Abbiamo tanti giovani da far fiorire che usciranno come Rovella e tanti altri. Abbiamo solo integrato alcuni calciatori”.
Fabiani e il prossimo calendario della Lazio
“Non c’è pessimismo in casa Lazio, ho sentito che avremmo fatto delle scelte in base alla Coppa Italia, Europa. Ci è andata male con l’Inter perché volevamo continuare nella competizione. Ora dobbiamo affrontare sfide importanti sui due fronti: il calendario sarà di fuoco fra Torino, Atalanta, Europa League con il Bodo e il derby. Cercheremo di onorare tutte le competizioni al massimo, dando il 100% delle nostre capacità mentali e fisiche. Sarà difficile perché le partite col Bodo sono in mezzo a due partite importanti. Non mi meravigliano i risultati dei giallorossi e andremo a Bergamo contro una squadra ormai consolidata fra campionato ed Europa. Speriamo di avere forza nelle gambe e nella testa per affrontare le prossime sfide”.
La situazione Tavares, i singoli e il confronto con la Roma
“Roma alle spalle? Io mi sono meravigliato del ritardo e i risultati che stanno conseguendo sono la prova dell’ottima rosa che ha. Hanno trovato un tecnico che ha ristabilito un equilibrio giusto per una rosa che vale. Cercheremo di preservare questo vantaggio che abbiamo e poi vedremo chi la spunterà. Nuno Tavares? Il tema è che tutte le nazionali vogliono i calciatori in ritiro e l’esame fatto a Nuno ha dimostrato una piccola sofferenza e farà rientro a Roma. A Bologna voleva esserci, ha sentito fastidio ed è uscito. Così come Zaccagni che aveva qualche problema e tornerà, noi abbiamo l’obbligo di mandarli a verificare le loro condizioni fisiche. Castellanos? Speriamo che ne avrà per 10/15 giorni ma contiamo di recuperarlo prima. Pellegrini? Ognuno nella Lazio ha il suo ruolo, lì lo decide il tecnico e la lista la fa lui perché poi gli equilibri nello spogliatoio li gestisce lui. Se vorrà modificare la lista, ce lo dirà lui. Belahyane non inserito nella lista UEFA? Credo che Baroni abbia voluto premiare chi ha contribuito al primo posto nella fase campionato di Europa League. Io credo fortemente in Noslin, Dia e Tchaouna e alcuni di loro non hanno avuto lo spazio giusto e sono convinto che verranno fuori anche loro. Un conto giocare nel Verona o nella Salernitana, un conto è farlo nella Lazio. Lo faranno bene con noi e si toglieranno delle grandi soddisfazioni. Rovella? Ci fa piacere per lui come per Zaccagni e vestire la maglia azzurra sia il sogno di ogni giocatore e speriamo che torni sano. Siamo di fronte a due giocatori che meritano l’attenzione di Luciano Spalletti”.



Lecca lecca
Faccia da pesce lesso….che scarso
Glie l’ ha mai detto Nessuno a questo Mediocre Ds che la mentalità vincente si acquisisce ingaggiando giocatori di spessore e con le palle? Ma per fare questo devi cacciare i soldi veri non che prendi Noslin Tchouna che nemmeno col Frosinone giocherebbero
A caxxaro
MALEDETTO TE, CHI TI PAGA E CHI TI FA PARLARE! SFL 🦅
Per la campagna acquisti vergognosa e al ribasso Magalli non è in discussione???