Josip Sutalo si sta prendendo la Lazio un intervento alla volta. Arrivato in estate per aumentare qualità ed esperienza al centro della difesa, il croato ha sfruttato l’occasione concessa da Gattuso e contro il Venezia ha offerto una prova di grande solidità, confermando le buone sensazioni lasciate già all’esordio con il Milan.
Al Penzo il centrale ha dato sicurezza al reparto, leggendo con attenzione le situazioni più pericolose e vincendo diversi duelli. Rispetto alla prima presenza in biancoceleste ha aumentato il numero degli interventi difensivi e si è fatto trovare pronto soprattutto sulle palle sporche e nelle chiusure dentro l’area. Una prestazione che alimenta il ballottaggio per una maglia da titolare.
Gattuso si gode la concorrenza
Gattuso apprezza la sua capacità di difendere in avanti, ma anche la freddezza nella gestione del pallone. Sutalo non è soltanto un marcatore: sa accompagnare l’azione, accorciare in anticipo e giocare con coraggio quando la Lazio alza il baricentro. Caratteristiche che possono diventare preziose in una squadra costruita per pressare e tenere la linea difensiva lontana dalla propria porta.
La concorrenza, però, resta forte. Provstgaard ha iniziato bene la stagione, Doekhi sta recuperando dopo il problema alla mano e Diogo Leite offre a Gattuso un’alternativa mancina. Proprio questa abbondanza permette al tecnico di scegliere in base all’avversario senza abbassare il livello del reparto.
Una candidatura vera
Sutalo, intanto, continua a guadagnare terreno. Dopo un’estate di inserimento e qualche settimana necessaria per adattarsi, il croato sembra pronto a trasformare la concorrenza in un’occasione. La prova di Venezia può rappresentare il punto di svolta: il muro regge e Gattuso ha trovato un altro centrale affidabile per una stagione che richiederà rotazioni, continuità e personalità.
Adesso toccherà agli allenamenti stabilire le nuove gerarchie, ma il messaggio è chiaro: Sutalo non è più soltanto una soluzione di emergenza. È diventato un candidato vero per partire dall’inizio. Il Messaggero.


