Kenneth Taylor, centrocampista olandese della Lazio (appena tornato in nazionale), ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di VoetbalPrimeur, dove ha raccontato di questo inizio di stagione, del lavoro svolto con mister Gattuso e anche sul suo passato all’Ajax.
Le sue dichiarazioni:
“Sto imparando l’italiano, ho un insegnante che viene a casa mia per fare lezione. Per me ĆØ stato positivo lasciare l’Olanda e trasferirmi in un nuovo ambiente per continuare a crescere sia a livello personale che calcistico. Ć un’esperienza interessante. Il cibo? Mangiamo soprattutto al centro sportivo, ma onestamente ho mangiato bene in tutti i ristoranti che ho provato. La mia famiglia viene a trovarmi di tanto in tanto, non ĆØ sempre facile organizzarsi all’ultimo momento, ma mi fa piacere quando sono qui”.
“Serie A e Lazio? Nel campionato italiano si gioca con grande maturitĆ tattica, ho fatto grandi passi avanti sotto questo aspetto. Con Gattuso giochiamo basandoci sul possesso palla e su un pressing alto. Lui vuole che gestisca la costruzione del gioco, ci schieriamo con un ‘doppio pivot’ e si aspetta che sia io il principale punto di raccordo anche in fase offensiva. Cerchiamo molte situazioni di uno contro uno e vuole che siamo spietati in quei momenti, perchĆ© i duelli sono fondamentali. Se si corre tanto? SƬ, ma mi piace”.
“Come gioco? Ora copro molta più distanza, soprattutto ad alta intensitĆ . In Italia non si segnano molti gol, abbiamo vinto le prime partite per 1-0, 0-1 e 2-1. Ci sono meno occasioni da rete. Tuttavia, in questa stagione stiamo creando molte più opportunitĆ . Ed ĆØ giĆ un passo avanti rispetto alla scorsa stagione. Se sono il rigorista? No, quello ĆØ Zaccagni, il capitano. Io sono il secondo in lista. Ne ho calciati due ma durante la serie finale, non nei novanta minuti”.
“L’Ajax? AvrĆ sempre un posto speciale nel mio cuore, sia come giocatore che come tifoso. Cerco sempre di guardare le loro partite. Sono ancora in contatto con alcune persone, ma molti giocatori se ne sono andati. Wijndal ĆØ ancora lƬ, c’era anche Fitz-Jim ma ora ĆØ andato via pure lui. Tanti giocatori olandesi alla Roma e alla Lazio? Riusciamo a malapena a mangiare fuori insieme (ride, ndr.). I tifosi non sarebbero contenti se lo facessimo in pubblico. Ć stata la prima cosa che mi ha detto Rensch quando sono arrivato, che ĆØ una cosa che proprio non si fa. Qui alla Lazio anche Gudmundsson parla olandese”.
“Olanda?Ā Non ho ancora parlato con Xavi individualmente. Abbiamo parlato di quello che chiede alla squadra. Abbiamo provato il suo stile di gioco. Non posso rivelare esattamente cosa comporti, lo scoprirete. Non chiamarmi ĆØ stata una scelta di Koeman, lāex commissario tecnico. La rispetto. Si sa che bisogna dimostrare valore nel club di appartenenza. Spero di imparare molto durante questa pausa per le nazionali e di dimostrare cosa so fare. Ma voglio anche mettermi alla prova, questo ĆØ lāobiettivo”.
“Obiettivi in nazionale? Mi sentirò soddisfatto se avrò giocato il maggior numero di minuti possibile. Ma questo dipende dallāallenatore. Io devo far bene in allenamento. Ogni giocatore vuole giocare, ĆØ ovvio. Conosco molti dei ragazzi, ma parlo con Brobbey tutti i giorni. Parliamo di tutto, non solo di calcio. IlĀ trio Busquets-Xavi-Iniesta? Non ci si può paragonare a nessuno di quei tre. Se proprio devo sceglierne uno… mi piaceva molto guardare Busquets. A chi somiglio io? A Messi (ride, ndr.)”.


