Una delle principali caratteristiche emerse in questo avvio di stagione della Lazio riguarda la profondità dell’organico. Il lavoro di Rino Gattuso, infatti, non si è limitato alla costruzione di un undici titolare ben definito, ma ha coinvolto praticamente tutti gli elementi della rosa. Il risultato è una squadra con più alternative e, soprattutto, con gerarchie che sembrano meno rigide rispetto alle attese iniziali.
Come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport, diversi giocatori che sembravano destinati a ricoprire un ruolo secondario hanno trovato spazio e hanno risposto positivamente alle opportunità ricevute. Una situazione che permette all’allenatore di gestire meglio le energie e di variare gli interpreti senza abbassare necessariamente il livello della formazione.
Difesa, tante soluzioni per ogni ruolo
Tra i protagonisti di questo inizio di campionato c’è Mandas, autore di prestazioni che lo hanno portato sotto i riflettori. Alle sue spalle resta Motta, pronto a farsi trovare a disposizione quando necessario.
Sulle corsie esterne la concorrenza è altrettanto significativa. Marusic, Floriani e Lazzari si contendono spazio sulla fascia destra, mentre sul versante opposto Tavares ha assunto un ruolo centrale nelle scelte di Gattuso. Pedraza rappresenta però una valida alternativa e consente al tecnico di effettuare rotazioni.
Anche al centro della retroguardia le opzioni non mancano. Sutalo e Provstgaard sembrano avere inizialmente un ruolo di primo piano, ma Doekhi e Leite hanno dimostrato di poter essere impiegati con continuità.
Centrocampo, le alternative aumentano
Il reparto mediano ha dovuto fare i conti con l’infortunio di Rovella, una situazione che ha spalancato le porte a Belahyane. Il centrocampista ha sfruttato l’occasione, offrendo risposte positive e garantendo una soluzione differente.
Dele-Bashiru, invece, ha trovato spazio come alternativa a Frattesi, mentre il ritorno di Cataldi potrebbe ampliare ulteriormente il ventaglio di scelte a disposizione dell’allenatore. Frattesi, Rovella e Taylor rimangono riferimenti importanti, ma la crescita delle seconde linee rende il reparto più competitivo e offre a Gattuso maggiori possibilità di gestione.
Attacco, le gerarchie sono cambiate
È soprattutto nel reparto offensivo che il quadro sembra essersi modificato rispetto alle previsioni iniziali. Il tridente composto da Isaksen, Pinamonti e Zaccagni sembrava rappresentare il punto di partenza, ma le prestazioni di Cancellieri e Noslin hanno cambiato rapidamente gli equilibri.
I due hanno guadagnato terreno nelle gerarchie, conquistando spazio rispettivamente sulla fascia destra e al centro dell’attacco. Zaccagni continua invece a rappresentare un punto di riferimento sulla corsia mancina.
A completare il quadro c’è Gudmundsson, elemento particolarmente duttile: può essere impiegato in diverse posizioni del tridente offensivo e, all’occorrenza, anche in mezzo al campo.
Gattuso e una Lazio più competitiva
La vera novità, dunque, sembra essere rappresentata dalla possibilità di avere più interpreti affidabili per ogni zona del campo. Gattuso ha dato spazio a giocatori che partivano più indietro nelle gerarchie e le risposte ottenute hanno aumentato la concorrenza interna.
Per la Lazio questo significa poter affrontare un calendario fitto con maggiori possibilità di rotazione, mantenendo alta la competitività all’interno della rosa. Le gerarchie, però, restano in continua evoluzione: ogni prestazione può modificare gli equilibri e offrire nuovi scenari nelle scelte del tecnico.


