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Le Cardopagelle

Lazio – Verona, le Cardopagelle: Patric aiuta Casale, Zaccagni super

Lazio – Verona, i voti e le pagelle dei biancocelesti a cura del direttore Giulio Cardone

 

Provedel 7

Oggi è stato il regista difensivo della squadra. A parte un errore, sempre lucido nelle scelte di passaggio. Sicuro in uscita e in quella parata spaccacuore all’85’. Sempre meglio, Ivan.

Lazzari 7-

Nel primo tempo è stata la nostra arma offensiva migliore. Si è fatto male, roba muscolare, speriamo torni presto perché Speedy è indispensabile.

Casale 6,5

Debutto a sorpresa ma tutto sommato positivo. A Henry lascia solo un colpo di testa innocuo, a Lasagna un tiretto prevedibile. Azzarda e sbaglia una percussione nel finale, ma ha dimostrato che in questa Lazio può ritagliarsi il suo spazio: non era facile sostituire Romagnoli, leader della difesa. Bravo Patric ad aiutarlo sempre.

Patric 7+

Di nuovo uno dei migliori, stavolta addirittura fa il Romagnoli come leader della difesa e giocando sul centro-sinistra. Ma non mi sorpende più: applausi.

Marusic 6+

Risente della faticaccia di Coppa, avrebbe bisogno di un turno di riposo e invece l’infortunio di Lazzari lo costringerà agli straordinari.

Milinkovic 7,5

Gli piazzano un uomo sopra, lui combatte dal primo all’ultimo secondo tra falli, spinte, corpo a corpo tremendi. E come nulla fosse, inventa il quarto assist del campionato con un cross infinito che Ciro trasforma in oro. Che coppia, quei due.

Marcos Antonio 6,5

Partita intelligente: Cioffi lo marca a uomo con Lazovic, allora il piccolo brasiliano gioca semplice, è attentissimo a non perdere palloni letali in quella zona cruciale, insomma regia di sostanza e va bene così.

Basic 6,5

Che missile, Toma! Peccato che, come quella volta con il Sassuolo, il siluro non finisca a segno per millimetri. Anche una bella diagonale, oltre alla corsa costante: quando osa, ci piace di più.

Felipe Anderson 6,5

Pensavo avrebbe segnato quando è riuscito ad andare al tiro di sinistro nella ripresa. Non il migliore Pipe, ma anche oggi ha creato pericoli.

Immobile 8

Ciro l’implacabile, davvero. Quando iniziava a innervosirsi per l’andamento della partita, arriva questa parabolona di Sergej: la palla, perfettamente colpita con la fronte, gonfia la rete e ci fa esultare come matti. Siamo a 185 in Serie A, e potevano essere 186 se Montipò non gli avesse negato la doppietta: ci accontentiamo, vero Ciru’?

Zaccagni 7,5

Non arriva all’8 perché sbaglia di nuovo un paio di rifiniture (una per Ciro, una per Luis) che non deve sbagliare, ma ragazzi, quando parte in dribbling Mattia è uno spettacolo, a Sarrilandia si accendono gli special, proprio. Immarcabile, a forza di scatti e serpentine sfinisce i difensori e quelli dormono sul cross letale di Sergej.

Sarri 7

Un voto in meno per il “dito medio” rivolto al dirigente del Verona. Comandante, ci stai facendo vincere e divertire, però non devi sbroccare ogni volta, anche dopo un successo: calma, la tua Lazio cresce, gioca da Squadra, è già risalita a tre punti dalle prime, questi gestacci non servono. I tuoi ragazzi sono diventati anche pazienti, sanno aspettare e colpire al momento giusto, e manovrano rapidamente palla a terra nonostante il campo orrendo. Insomma, goditela Comandante!

Luis Alberto 7,5

Entra e si accende la luce. In modalità part-time è veramente letale per le difese, le terrorizza con i colpi di classe e la forza delle idee. E piazza pure la ciliegina sulla torta, all’ultimo secondo, con tunnel sul “rivale” Ilic, quello che avremmo dovuto comprare al suo posto: grande Toque, avanti così.

Vecino 7

La concretezza al potere, anche da playmaker. Difende, cuce, aiuta, sostiene, contrasta, vince. Preziosissimo. Decisivo, poi, quel tackle su Ilic che rischiava di andare in porta.

Hysaj 6

Una stupidaggine nel finale, ma una dai, lo perdoniamo. A destra rende molto meglio, si è visto giovedì scorso.

Cancellieri 6,5

A parte lo spavento finale (ma i rigorini ini ini non si danno più), il ragazzo si scatena sulla fascia e va vicino al gol. In contropiede è veramente una risorsa super.

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