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Giulio Cardone

Lazio le Cardopagelle della stagione. Gli attaccanti: pazzi di Pedrito, Ciro è una leggenda

I voti e i giudizi del direttore Giulio Cardone sui protagonisti della stagione della Lazio. È l’ora degli attaccanti.

 

Felipe Anderson 7,5

Partenza devastante, un lungo e inquietante letargo, poi lo sprint finale. Pipe non ha raggiunto l’agognata continuità, però ha giocato tutte le partite del campionato (38 su 38, di cui 33 da titolare) e ci ha fatto divertire un sacco. Eccezionale la sua prova nel derby d’andata, credo Vina abbia ancora il mal di testa. Immarcabile anche nell’ultima all’Olimpico, contro il Verona, e in diverse altre partite d’inizio stagione. Mi sembra perfino più veloce di quando andò via. Peccato per quella lunga pausa (le polemiche dopo il famoso gol all’Inter in qualche misura lo hanno bloccato), ci ha fatto arrabbiare molto, poi per fortuna è tornato protagonista. Sarri gli ha insegnato a difendere e a sacrificarsi, il mezzo voto in più è per quello. E poi ormai è laziale vero, il Pipe: è un punto fermo della nuova squadra.

Immobile 10

Non avesse saltato 7 partite di campionato, Ciruzzo avrebbe superato i 30 gol anche quest’anno: ma lo score di 27 reti in 31 gare resta pazzesco. Ha sorpassato Piola nella storia della Lazio, lo insegue nella graduatoria all time della Serie A, è diventato l’unico calciatore italiano ad aver vinto 4 volte la classifica marcatori. Semplicemente una leggenda, un privilegio unico che sia il nostro capitano.

Pedro 8

E’ fantastico che un giocatore così sia arrivato a parametro zero e addirittura regalato da Essi. Inevitabile il gol che gli ha rifilato nel primo derby, formidabile il suo rendimento quando condizione e salute non lo hanno bloccato. Siamo tutti pazzi di Pedrito.

Zaccagni 7

Per il talento che ha e che ha dimostrato, dovrebbe segnare di più e confezionare più assist. Malino all’inizio (per gli infortuni) e alla fine (stanchezza, forse), ma tante partite di alto livello giocate nei momenti cruciali della stagione. Bellissimo il gol di tacco a Oporto, grave che la squadra non abbia saputo costruire la qualificazione su quella prodezza. Il più tartassato dai falli del campionato e tra i più forti della Serie A nel dribbling. Acquisto azzeccato, senza dubbio, ma l’anno prossimo mi aspetto numeri (nel senso statistico) più rilevanti. E che giochi (alla grande) il derby: li ha saltati entrambi.

Raul Moro 5

E’ giovanissimo e quindi dovremmo essere più clementi, ma francamente sono molto deluso dallo spagnolo. Sarri gli ha concesso fiducia e spazio, preferendolo a Luka Romero: scelta incomprensibile. Inutile avere velocità e tecnica se non salti mai l’uomo: piuttosto grave per un esterno d’attacco. Andrà in prestito, speriamo cresca perché comunque è costato 6 milioni.

Luka Romero 6

Gli ho messo sempre 7 “a prescindere” perché sono un fan di questo talentuoso puffo di 17 anni, purtroppo però la sua stagione è stata da 6: d’altronde in campionato ha giocato appena 77 minuti, difficile riuscire a incidere. Lo farà l’anno prossimo, ne sono convinto.

Cabral 6

Merita la sufficienza perché – nonostante non abbia praticamente mai visto il campo – ha segnato il gol più importante di Lazio-Verona, quello che ci ha rimesso in partita. Ha tiro, velocità, tecnica, potenza: Sarri avrebbe potuto utilizzarlo anche da esterno, non l’ha mai fatto. Ma dev’essere riscattato solo se il Comandante crede nelle sue qualità (quindi non lo faceva giocare perché in fase di addestramento), altrimenti sarebbe una mossa senza senso.

Domani il pagellone del mister.

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