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Lazio, Leiva: “Anni bellissimi. Con Radu e Inzaghi un rapporto speciale. Da Sarri ho imparato molto”

Lucas Leiva ha parlato questa mattina ai microfoni di Radiosei. Il brasiliano ha ripercorso la sua avventura alla Lazio di questi anni.

Mattinata di saluti e di nostalgia a Radiosei, con l’intervento in diretta di Lucas Leiva che ha ripercorso la sua avventura appena conclusa con la Lazio:

Ho tanti bei ricordi, sono arrivato in un momento di grandi cambiamento per la Lazio. Sono stati anni bellissimi. Il Liverpool per me è stata la squadra che mi ha dato l’opportunità di fare una grande carriera qui in Europa, che è il sogno per ogni giocatore brasiliano. Trionfare in europa è un sogno per tutti. Ho passato 10 anni di carriera lì, i miei figli sono nati lì e il rapporto è ancora vivo. Sono stato a Parigi a vederli ed è stato bellissimo. Ma questo rapporto l’ho creato in tutte e tre le squadre in cui ho giocato in carriera. Io cerco sempre di dare tutto in campo e la gente lo apprezza. Spero possa essere così anche nella prossima squadra in cui andò.

La mia parima partita alla Lazio, con la vittoria in supercoppa è stato il primo momento importantissimo. Poi ci metto sicuramente la Coppa Italia dopo una stagione difficile e un campionato in cui non abbiamo fatto benissimo e poi la Supercoppa in Arabia e tutto quell’anno, prima della pandemia, che è stato incredibile. Alla fine gli eventi ci hanno un po’ frenato, ma fino a quel punto avevamo fatto grandi cose e battuto record. Poi ci siamo fermati 2-3 mesi e abbiamo perso quel momento di fiducia totale che la squadra aveva. Forse senza pandemia avremmo lottato fino alla fine. Non so se avremmo vinto, ma sicuro ci avremmo provato.

In generale posso solo palrare bene di Roma. Molti tifosi sono diventati amici e l’ambiente è veramente speciale. Ho avuto un rapporto  importantissimo e forte con Inzaghi. Fiducia reciproca e anche amicizia, pur con i limiti imposti dai ruoli. Però Inzaghi mi ha dato la fiducia per dimostrare il mio valore. Quando andai via dal Liverpool ne avevo bisogno e penso di aver fatto la scelta giusta. Con Sarri quest’anno ho imparato cose nuove. Lui è un po’ più chiuso nei rapporti, ma è un allenatore che capisce tanto di calcio e la squadra negli ultimi mesi ha dimostrato miglioramenti importanti. L’anno è stato positivo anche se non sono stato sempre titolare. Alla fine è stata un’annata buona per me.

Con i compagni ci siamo scambiati esperienze per cinque anni. Per esempio, Sergej ogni anno sta migliorando tanto e mi fa piacere averlo visto crescere fino a diventare un top player come ora. Con Radu ho creato un rapporto stretto e me lo porterò con me per sempre. Lui è il simbolo della squadra. Mi è sempre stato a fianco, mi ha speigato come funzionavano le cose nell’ambiente. Anche Luiz Felipe l’ho visto crescre. Andrà via ora, ma ha fatto benissimo in questi anni.  Su Ciro paralano i numeri, è un giocatore forte che ha trovato nella Lazio l’ambiente giusto per sfruttare le sue qualità. Con la Lazio è un matrimonio perfetto. Ora è anche il capitano e si sente importante per l’ambiente, la società i tifosi. Tutti lo fanno sentire amato e lui ogni anno supera se stesso e ha ancora tanto da dare.

Io segno poco, ma mi rendevo conto quando recuperavo la palla o facevo qualche giocata che la gente esultava come un gol. In una squadra c’è bisogno anche di giocatori che fanno il lavoro sporco e aiutano a fare il gioco, ma fa parrte del sacrificio e del ruolo. Io ho potuto salutare i tifosi nell’ultima partita ed è stato bellissimo. Posso dire solo grazie alla gente, sono stati cinque anni bellissimi e Roma la sentirò sempre come casa mia. Magari in futuro tornerò, non si sa mai. Si chiude un capitolo professionale, perché il calcio è fatto così, ma affetto e gratitudine continueranno“.

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