Lazio, Repubblica: “Sprint mercato: Miranchuk e Ghoulam a zero”

Con la cessione di Muriqi, assalto al russo. E occhio al terzino del Napoli

Vedat Muriqi saluterà la Lazio nelle prossime ore per accasarsi al Mallorca. Il suo prestito oneroso da 900 mila euro, coi risparmi di 2 milioni sugli ingaggi degli esuberi ceduti, permetterà alla Lazio di muoversi sul mercato. E dare l’assalto ad Aleksej Miranchuk, trequartista dell’Atalanta, attualmente infortunato ma, eventualmente, recuperabile per Lazio – Porto. Da risolvere anche la situazione Kamenovic, con la promessa di tesseramento, a lordo un costo di circa 6 milioni tra cartellino e ingaggio. Aperta la pista Casale, occhio però a Ghoulam, in scadenza col Napoli e acquistabile a zero. Fronte stadio, il Flaminio è una possibilità ma, come dichiarato dall’assessore Onorato, la Lazio non ha ancora fatto proposte al comune.

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Aquila 68
4 anni fa

Un’analisi perfetta, che rispecchia pienamente la realtà socio/politico/ culturale della Capitale. Resta il rammarico per il degrado dello stadio Flaminio, opera di un grande architetto del XX secolo, in un quartiere non solo di impronta laziale ma che sta diventando un autentico contenitore culturale dopo l’inaugurazione del MAXXI e dell’auditorium. Essere laziali non è facile soprattutto a Roma, dove abbiamo finito per diventare ospiti ( malsopportati) a casa nostra . Mio nonno, partigiano pluridecorato, nato nel 1914, ha giocato nelle giovanili della SS LAZIO nell’antenato di quello stadio. Per me, che al quartiere Flaminio ci sono nato 53 anni fa, vedere uno stadio della Lazio in loco resterà un sogno sfumato a fronte della cruda opposta realtà.

Val
4 anni fa
Reply to  Aquila 68

È un grandissimo rammarico quello del Flaminio, ma purtroppo per cambiare la realtà bisogna anzitutto accettarla.

Se la Lazio veramente si mettesse a spingere per ottenerne l’affido e la ristrutturazione, con progetto eventualmente preparato e seguito da Renzo Piano, forse ci sarebbe uno spiraglio.

Piano, non è solo estremamente bravo e concreto, ma ha dalla sua anche il fatto che, vista la sua fama, nessuna amministrazione comunale (men che meno una a forte trazione PD) direbbe no oppure saboterebbe il suo progetto.

Anche perchè ne uscirebbe fuori sicuramente un’ottima riqualificazione urbana messa in “dialogo” architettonico con l’Auditorium ed il Maxxi che hai citato, fruibile così come lo sono tutte le opere da lui realizzate.

Questa però è una mia fantasia che ha zero possibilità concrete di realizzarsi: ce lo vedi Lotito allo stesso tavolo di Renzo Piano?

Val
4 anni fa

Sul Flaminio é un discorso lunare. Credo da ambo le parti.

Lotito vorrebbe fare lo stadio (con annesso progetto di espansione urbana) sull’area di sua proprietà destinata all’esondazione acque del Tevere; è sulla Tiberina appena a monte della diga di Castel Giubileo: zona B1 del bacino idrogeologico.

Dirimpetto quell’area (sulla Salaria) già han fatto un abuso in tal senso, di cui ci Isi ricorderà i vari servizi giornalistici —ivi incluso mi sembra uno di Report.

Sarebbe un’ottima area da urbanizzare e destinare allo stadio, visto che é servita da autostrada, GRA e rete ferroviaria, ma c’é il problema di cui sopra.

Non proprio semplice da risolvere, e di grosso rilievo: ciò in virtù del dissesto idrogeologico di cui anche Roma inizia a soffrire visti gli eventi meteorologici dovuti ai cambiamenti climatici ed allo sviluppo urbano senza pianificazione dei decenni scorsi.

Quell’area la potrebbe destinare a parco eolico, perché non é urbanizzabile a meno di fare altri interventi in tema di protezione idrogeologica a monte (bacini di laminazione, e/o ulteriore diga, etc.).
Mi sa prenderebbe pure incentivi europei col PNNR.

Tornando alla questione Flaminio: se l’amministrazione pone dei vincoli che ne inficiassero la fattibilità economica per un privato, resterà un rudere per altri decenni a venire.

Ad esempio se chiedessero di non demolire l’attuale struttura in favore di una completamente nuova, ciò creerebbe parecchi problemi sia realizzativi (copertura, parcheggi, etc. ) che di sostenibilità economica (realizzazione di spazi commerciali annessi).
In tal senso dovrebbero quindi proporre importantissimi sgravi fiscali al realizzatore e/o finanziamenti a fondo perduto allocati come risorse per la riqualificazione urbana.

In soldoni non se ne farà nulla viste le parti in causa Amministrazione Gualtieri (orientata più verso la cultura che lo sport, guidata da un ex burocrate), Lotito imprenditore “old-school” non certo vicino politicamente all’attuale giunta, con nel portabagagli un progetto completamente diverso per lo stadio della Lazio, la SS Lazio notoriamente società sportiva calpestata ad ogni pié sospinto nella sua immagine nonostante sia una Polisportiva tra le più importanti d’Europa, sia la prima società professionistica di calcio nata a Roma, il Flaminio sia nato dalle cenerei dello stadio Rondinella che era il primo impianto sorto a Roma ed inizialmente di proprietà della SS Lazio (finché non dovemmo pure ospitarci la neonata AS Fusion).

Fabrix
4 anni fa
Reply to  Val

Leggi l’interessantissimo articolo a proposito dell’area in questione su Millenovecento sslaziofans.it a firma di Stefano Greco. Purtroppo visto come vanno le cose in questo paese (vedi anche elezioni del cd Pres. Rep), non abbiamo speranze

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