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Parola ai tifosi

Il web ha parlato e il messaggio deve risaltare: la Lazio non è fascista

Lazio, la società prende le distanze dallo striscione

Meriterebbero più risalto i laziali che sul web prendono le distanze dai vergognosi episodi seguiti al Bella Ciao cantato da Hysaj.

Di Micaela Monterosso e Tommaso Fefè

#IostoconHysaj spopola sui social. Anche se una buona parte della stampa sportiva sembra ignorare la netta presa di posizione dei laziali sul web, è impossibile non notare come la gente si stia dissociando da un certo tipo di tifo. Per alcuni forse appare scontato e banale, invece non lo è affatto. Soprattutto perché, visto il risalto che si è dato ai recenti episodi, quella biancoceleste viene dipinta come una tifoseria di camerati e camicie nere. Ed è evidente che non sia così.

È vero, il neo acquisto biancoceleste Elseid Hysaj, dopo aver cantato “Bella Ciao” durante la cena con la squadra – per motivi, giova ricordarlo, tutt’altro che politici, legati solo alla colonna sonora di una serie TV – è stato bersagliato da critiche e insulti. Addirittura dichiarazioni all’ADN Kronos. In ultimo, è stato oggetto di un vergognoso – così lo definisce la Lazio nel comunicato rilasciato questa mattina – striscione appeso ieri sera. La solerzia con cui si è titolato, scritto, discusso e cinguettato ovunque di questi incresciosi fatti, però, non è paragonabile alla poca eco concessa a chi da quelle manifestazioni ha preso le distanze.

Sarebbe invece doveroso sottolineare a gran voce che la maggior parte dei tifosi biancocelesti ripudia quell’etichetta. E non perché ne preferisca un’altra. Magari di segno opposto. Ma perché quelle parole offensive, quegli atteggiamenti intimidatori e posizioni oltranziste sono dette e assunte da chi pensa di poter parlare a nome di una tifoseria (e di una società) intera. Qualcuno che si arroga il diritto di rappresentare centinaia di migliaia di persone, accomunandole, senza alcun fondamento, a qualche anacronistico credo pseudo-politico.

Sia d’esempio, tra i tanti, il post pubblicato su Facebook questa mattina dal Lazio Club di Monaco di Baviera, una città il cui passato non è certo il caso di stare a ricordare:

Il Lazio Club München si dissocia dallo striscione degli Ultras della Lazio in merito alla connotazione politica dei suoi tifosi ed esprime la più completa solidarietà al calciatore Hysaj.

La Lazio non ha colori, se non quelli biancocelesti. La storia della Lazio ha 121 anni e non appartiene a nessuna fazione politica. Giù le mani dalla Lazio! la Lazio è solo di chi la ama“.

Perciò, “la Lazio è fascista”, scusate, ma anche no. Voi siete fascisti non la Lazio. E sempre voi siete in netta minoranza. La valanga di Tweet e post social arrivati tra la notte e la mattinata di oggi (quasi 17mila) dimostra, ancora una volta, che l’assioma laziale-fascista non funziona. Il messaggio arrivato da internet è inequivocabile: “Parlate a nome vostro, non a nome di un intero popolo. Non infilate la Lazio nelle vostre bieche manifestazioni di delirio di onnipotenza. La Lazio è di tutti, non vostra”.

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