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Giulio Cardone

Lazio, il Cardopagellone del 2020: Ciro, Sergej e Acerbi top, Strakosha in calo

Lazio, le Cardopagelle dell’anno appena concluso: deludono alcuni acquisti estivi, mentre Reina si è imposto con Akpa

Strakosha 6

Tra i protagonisti della strepitosa serie di 21 risultati utili consecutivi dello scorso campionato con parate & miracoli ormai rimossi dai suoi critici a oltranza, “Polso di ferro” dopo il lockdown ha perso sicurezza e poi il posto, a favore del più esperto Reina. Insomma un 2020 difficile per FanThomas. Le uscite e la comunicazione con i difensori restano il suo punto debole, ma dopo quasi 5 stagioni è ancora a zero papere tra i pali: un record sottovalutato.

Reina 7,5

Acquistato per fare il vice un po’ speciale perché ha carisma unico, Pepe si è conquistato il posto di titolare grazie alla sua abilità nel gioco con i piedi, alle parate (eccezionale quella per deviare il tiro di Estevez sullo 0-0 contro lo Spezia) e alla personalità con cui comanda la difesa. Innesto super.

Luiz Felipe 6,5

Aveva chiuso il 2019 con una prestazione da urlo su Ronaldo in Supercoppa, il 2020 è stato complicato dagli infortuni. Corteggiato dal Barcellona, quando è riuscito a giocare ha dimostrato i suoi evidenti progressi: da applausi la prestazione contro l’Inter a febbraio, contro la Juve a novembre e il contributo decisivo al gol del 2-0 contro il Borussia Dortmund. Titolarissimo, ormai.

Acerbi 8 +

Per lui fa fede quel concetto di Bergomi: “È diventato il miglior difensore italiano”. È così, anno straordinario per il nostro Leone, titolare anche in Nazionale. Senza il pilastro della retroguardia, la Lazio nelle ultime gare ha racimolato 4 punticini in 4 partite. Per fortuna è pronto al rientro. Indispensabile, insostituibile.

Radu 6

La media tra il 7 dei primi mesi dell’anno, fino al lockdown, e il 5 di quelli successivi. Fedelissimo di Inzaghi, ha accusato qualche passaggio a vuoto: grave in particolare l’errore con il Verona. Era finito anche fuori dalla lista della Serie A per un grave infortunio muscolare, ha saputo riprendersi. Gli anni si fanno sentire, ma resta una pedina importante: anche merito suo se la Lazio è stata la seconda migliore difesa dello scorso campionato.

Patric 6

Sempre nel mirino di pubblico e critica, in realtà ha dato un buon contributo quando è stato chiamato in causa. Si è adattato in un ruolo non suo, quello di difensore centrale: Inzaghi lo ha utilizzato lì per sfruttarne quelli che lui ritiene “piedi da mezzala” e quindi la qualità nella costruzione dal basso. Inevitabili gli errori in area, con troppi rigori provocati: quelli di Bruges e San Siro non c’erano, però. Avrebbe meritato un voto in meno per il morso folle di Lecce, soprassediamo.

Hoedt 6

È partito bene, mostrando progressi rispetto alla prima esperienza laziale, poi una flessione e qualche distrazione nelle ultime partite: non a caso, Inzaghi gli ha preferito Luiz Felipe da centrale a Milano. Grave l’errore di Torino, ma prestazioni sempre positive in Champions.

Vavro 4,5

Attenuanti: la pubalgia e la bocciatura precoce da parte di Inzaghi, che gli ha offerto poche occasioni. Per il resto, anno da dimenticare per lo slovacco: a Marassi contro il Genoa, a febbraio, l’unica prestazione sufficiente.

Lazzari 6,5

A dispetto delle statistiche (zero gol e 2 assist lo scorso campionato), Speedy Gonzalez ha avuto un ruolo importante con la sua velocità e gli spunti nel 3-5-2 di Inzaghi nella stagione passata. In questa, invece, è meno efficace, fatica a confezionare giocate decisive. Resta un punto fermo, ma deve migliorare nelle scelte quando arriva sul fondo.

Marusic 6-

Inzaghi lo considera un titolare, però troppo spesso gli infortuni lo hanno frenato, anche nella fase decisiva dello scorso campionato. In questa stagione alterna prove confortanti (bello il cross contro il Napoli) ad altre negative, soprattutto in fase difensiva, per esempio contro l’Atalanta all’Olimpico.

Fares 5

Finora non ha convinto. Troppo timido, si limita al compitino sulla fascia. Arrivato in ritardo di condizione, fatica a recuperare la forma dei tempi migliori alla Spal. Inzaghi lo aspetta, sicuro che nel 2021 dimostrerà di essere da Lazio.

Djavan Anderson 5

Un segnale positivo contro la Juve allo Stadium, poi solo delusioni. Sarà escluso dalla lista della Serie A e della Champions per fare posto a Lulic o a un nuovo acquisto.

Lulic 6,5

Il voto è per le 5 partite (3 vittorie e 2 pareggi) disputate nel 2020. Il 5 febbraio l’ultima, prima del calvario per i problemi alla caviglia, con tre operazioni. Tutto il mondo Lazio spera che sia il miglior acquisto di gennaio. Ma un “grazie” lo merita a prescindere

Milinkovic 8

Quando gira il Sergente, è un’altra Lazio. Solista che gioca per la squadra, dominante che fa gol, il gigante Sergej è una mezzala moderna perché ha piedi da trequartista e ha imparato a sacrificarsi come un mediano. Decisivo con le grandi, vedi i gol all’Inter sia a febbraio che a novembre, è diventato decisamente più concreto e maturo. Qualche momento di appannamento c’è stato, ma in generale un anno degno del top player che è.

Leiva 7

Dopo il lockdown, Mezzasquadra non ha più giocato perché infortunato e i risultati si sono visti. È l’architrave della Lazio, senza di lui la struttura vacilla. Prima e dopo il guaio al ginocchio, il consueto apporto essenziale con qualche affanno per l’età e gli acciacchi. È unico, Lucas, anche per la capacità di trasmettere la mentalità vincente ai compagni.

Luis Alberto 7,5

Mezzo voto in meno per l’inutile polemica su aereo e stipendi. In campo, una gioia per gli occhi: re degli assist nello scorso campionato, il Toque in questo si è svegliato nelle ultime partite dopo un periodo buio. Adesso che è tornata la Luce, la Lazio può risalire in classifica. Incredibili certe sue gare pre-lockdown, con delizie tecniche da fuoriclasse assoluto.

Parolo 6,5

Dove lo metti, sta. Sempre utile e disponibile, ha giocato bene ovunque con un’eccezione: lo stopper di destra, come col Verona, proprio non può farlo. Anche per il nostro jolly il dato anagrafico pesa, inevitabile, ma Inzaghi lo considera una garanzia e fa bene. Tra i leader del gruppo, il suo contributo è stato importante pure nello spogliatoio.

Cataldi 6

Aveva finito lo scorso anno con la perla su punizione in Supercoppa, si è ripetuto a Marassi a febbraio, poi la sua crescita si è un po’ bloccata, in particolare nella nuova stagione. Male da titolare con l’Udinese, cerca con fatica di ritagliarsi il suo spazio: come vice-Leiva, scavalcato da Escalante. Deve rimontare, come la Lazio.

Akpa Akpro 7

La sorpresa della prima metà della stagione. Preso quasi a zero dalla Salernitana, ingaggio bassissimo, il francoivoriano ha colpito per personalità, abilità nei blitz in area e rapidità di inserimento nei meccanismi della squadra. Bravo nel recuperare palloni, specialista del tackle, ha segnato un gol pesantissimo con il Borussia all’Olimpico. I difetti: troppe ammonizioni e qualche imprecisione nel palleggio.

Escalante 6,5

Inizio promettente, poi un infortunio, infine tre prestazioni confortanti da vice-Leiva. L’impressione è che finalmente sia stato trovato un buon rincalzo per Mezzasquadra, anche se ha caratteristiche diverse, sia dal punto di vista fisico che tattico.

Pereira 6

Io ho la sensazione che sia fortissimo, perché è tecnico, veloce, dinamico e resistente, ma queste doti ancora non le ha mostrate compiutamente. Non avendo un ruolo definito, stenta a trovare spazio nel 3-5-2, Inzaghi però dovrebbe dargli più fiducia: un talento speciale. La sua posizione ideale sarebbe sulla trequarti nel 3-4-2-1: diventerebbe il Mkhitaryan della Lazio, ma con 8 anni di meno…

Correa 6,5

Rendimento non all’altezza del suo enorme talento. È il Kakà della Lazio, a parte tiro e personalità. Ha uno strappo spaccapartita, Inzaghi lo considera spalla ideale per Immobile, contro la Juve e in Champions è stato decisivo ma deve dare (e segnare) di più.

Caicedo 7,5

Fenomenale la sua media realizzativa rispetto ai minuti giocati. Ha inventato la “Zona Caicedo” per quei gol nel recupero e dintorni, è diventato uno dei beniamini della tifoseria biancoceleste e ha firmato reti d’autore – bellissime – contro Juve e Verona. Spero sinceramente non vada via, abbiamo bisogno del Panterone nostro.

Immobile 9

L’anno indimenticabile di Ciro, nonostante il maledetto Covid. Ha eguagliato il record di Higuain in campionato, ha vinto la Scarpa d’oro come più prolifico goleador europeo, ha segnato 34 reti nel 2020 e non ha intenzione di fermarsi. Si è trasformato in leader autentico, anche, capace di trascinare la squadra nei momenti difficili. Gli è mancato solo lo scudetto, forse senza pandemia avrebbe centrato pure quello. Simpatico, generoso, vero: ce l’abbiamo solo noi, Ciro l’Implacabile, e ce lo godiamo. Imparerà a farlo anche il ct Mancini, prima o poi.

Muriqi 5

Penalizzato da due infortuni muscolari – i primi in carriera – e dal Covid, arrivato senza preparazione, il kosovaro ha deluso. In particolare, deve cancellare dalla mente di tutti la pessima prestazione del Meazza, l’ultima dell’anno, e dimostrare che valeva la pena investire quei famosi 20 milioni (17.5 più bonus): il 2021 sarà il suo anno, scommettiamo?

Inzaghi 8

Sarebbe arrivato al 9 senza gli errori da Lazio-Udinese in poi. Ma nel 2020 ha battuto tutti i record della storia della Biancoceleste, ci ha riportato in Champions dopo 13 anni, agli ottavi dopo 20, ha fatto sognare un popolo con la cavalcata dello scorso campionato, valorizzato giocatori, mostrato un gioco bellissimo. Solo grazie, Simone: buon 2021 a te e alla tua Lazio da amare!

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Massimiliano
Massimiliano
1 mese fa

Caro Giulio Cardone, i tuoi giudizi OBIETTIVI ED ONESTI ti fanno meritare un ‘sentito’ mio ringraziamento per la tua bella rubrica; PORGO A TE E A TUTTI I VERI LAZIALI.. TANTE BUONE COSE E TANTA FELICITÀ’ ‘SU TUTTI I PIANI’, LAZIO COMPRESA(OVVIAMENTE..),PER IL NUOVO ANNO 2021 !!!

Gabriele
Gabriele
1 mese fa

Ho fatto lo screenshot del giudizio su Muriqi,sarà mia cura al termine della stagione riproporlo sperando che Lei abbia ragione. Solo una domanda che chiaramente non sarà evasa,ma la pongo ugualmente. Secondo lei a 27 anni si può migliorare la tecnica di base personale? A mio modesto parere,no…sei quello che sei,punto.

Massimiliano
Massimiliano
1 mese fa
Reply to  Gabriele

P.s Prima di ‘sentenziare’ giustamente…. a fine stagione sul Pirata Muriqi e sul suo ‘ACQUISTO FALLIMENTARE’ … ti inviterei però a considerare il prezzo del suo cartellino, circa 18 milioni. Oggettivamente con questa cifra non lo prendevi MAI in condizioni normali; con il COVID, la già ‘pesante’ situazione economica del Fenerbahce e la FORTE VOLONTÀ DI VEDAT di venire a Roma, sponda Lazio ovviamente.. È STATO POSSIBILE. IL GIOCATORE ERA VICINISSIMO ALLO STRA-RICCO-AMBIZIOSO TOTTENHAM E C’ERA UN CONCRETO INTERESSE DEL REAL MADRID E DELLA JUVENTUS; NONOSTANTE NON SIA MAI STATO COME CRISTIANO RONALDO A LIVELLO TECNICO …. IL SUO PREZZO… Leggi il resto »

Massimiliano
Massimiliano
1 mese fa
Reply to  Gabriele

Vedat Muriqi HA 26 ANNI… e ti dico chiaramente che NON ABBIAMO VISTO ANCORA NULLA DI QUELLO CHE POTRÀ FARE( SE LASCIATO SERENO….)E CHE, NATURALMENTE, A LIVELLO TECNICO-FISICO, SA’ GIÀ FARE…. MA PER MILLE MOTIVI NON HA POTUTO ANCORA MOSTRARE IN ITALIA !!! Ti Saluto

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