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Champions League, il Borussia non è solo Haaland

Champions League: analisi sulla prossima avversaria della Lazio

Domani sera torna la Champions League, con la quinta giornata della fase a gironi. La Lazio volerà in Germania a sfidare il Borussia Dortmund, capolista del girone. La gara di andata è finita con un convincente 3-1 per la squadra di Inzaghi, grazie ai gol di Immobile, Luiz Felipe e Akpa Akpro, per gli ospiti Haaland. I tedeschi però hanno dimostrato nel corso della competizione di essersi ripresi alla grande, con tre vittorie in tre gare, tanto da prendersi la vetta del girone.

Nel weekend entrambe le squadre hanno perso in casa: 2-1 contro il Colonia i gialloneri, 1-3 contro l’Udinese i biancocelesti. Entrambe le squadre sono apparse stanche e con poche idee, forse avevano la testa a mercoledì sera.

Concentriamoci sul Borussia Dortmund: se si pensa a questa squadra, il primo pensiero va sul Golden Boy Erling Braut Haaland, anche giustamente. Ma attenzione, il Borussia non è solo Haaland. La squadra di Lucien Favre è un perfetto mix tra giovani di talento e giocatori di esperienza, in più il tecnico conosce bene lo sport e sa adattare il proprio gioco in base all’avversario che ha di fronte. Lo dimostra il fatto che riesce a passare da un 343 ad un 4231 con molta semplicità, senza snaturare i calciatori.

In difesa ci sono Hummels, Schmelzer e Piszczek che fanno da chioccia ai vari Akanji, Zagadou e Passlack, tutti abili dal passare da tre a quattro in linea. A questi si aggiunge anche Emre Can, vero jolly visto in Italia con la Juve, ma anche a Liverpool, che può ricoprire più ruoli in base alle necessità

Il regista della squadra è Dahoud, ma non è l’unico a creare gioco: i vari Hazard, Brandt e Reus infatti possono prendere le redini del gioco se il centrocampista di origine siriane è assente o marcato. A portare centimetri e chili, oltre a Can, ci pensano Axel Witsel, Bellingham e Delaney. Sugli esterni invece Meunier e Guerreiro risultano essere un’arma importante in fase di spinta che spesso e volentieri salgono per creare superiorità. Ultimo, ma non per importanza, c’è l’elemento fantasia: Reyna e Sancho sono due elementi capaci di illuminare la scena con una giocata individuale, in più c’è Reinier, talentino arrivato in prestito dal Real Madrid. Infine, come terminale, c’è il norvegese, micidiale sotto porta, e che in Champions ha numeri sbalorditivi.

 

PUNTI FORTI:

  • Lucien Favre: il tecnico è bravo a far capire ai suoi giocatori cosa vuole, parla poco ma quando lo fa, lo fa bene;
  • Gioco aereo: Hummels, Witsel, Haaland, Bellingham, Akanji, tutti bravi nel gioco aereo che possono risultare un’arma in più;
  • Gioco individuale: Reus, Reyna e Sancho possono sbloccare la gara con una giocata improvvisa.

PUNTI DEBOLI:

  • Difesa lenta: Hummels e Akanji soffrono i giocatori brevilinei, veloci nel breve e pronti ad attaccare lo spazio;
  • Fase difensiva degli esterni: Meunier e Guerreiro sono bravissimi ad attaccare, ma concedono molto nelle marcature (il belga lo ha dimostrato all’andata)
  • Alternative in attacco: come terminale offensivo non ci sono alternative al norvegese; se la gara si mette male, Favre ha a disposizione solo giocatori tecnici.
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4 mesi fa

Sono fortissimi, andiamo a giocare con umiltà e come sappiamo fare, altrimenti sono guai..

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