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Mica… mi sta bene il confronto impari tra re

Mica...mi sta bene

Nuovo appuntamento con la rubrica diversamente diplomatica che oggi se la prende con una discutibile scelta editoriale.

Di Micaela Monterosso

Distorsione cognitiva: in psicologia, il modo errato di processare le informazioni in nostro possesso, restituendo una cattiva interpretazione della realtà che ci circonda. No, non sto parlando di quella cosa colorata, sennò il direttore mi imbavaglia un’altra volta e la rubrica la ripubblico nel 2024.

Premetto che, vivendo in Toscana (lo sapete ormai, no?) sono ufficialmente in zona arancione da mercoledì. Di conseguenza, non posso più uscire dal Comune (è per quello che il direttore sta festeggiando ininterrottamente sotto la coppola) e – per impegnare il tempo – ho fatto un rifornimento di libri tale che basterebbe ad alfabetizzare il 60% dell’elettorato americano. Voi penserete… e sti ca**i? Eh no, invece! Perché tra un libro di uno youtuber e uno di un’esperta di tendenze, sbuca fuori questo qui: il libro su Zaniolo.

Nulla di male eh, per carità. Come io ho diritto a una rubrica (finché bavaglio non ci separi) anche l’autore di cotanta meraviglia ha il medesimo diritto di pubblicare (spero autofinanziandosi) una storia così interessante come l’ascesa di Nicolò al calcio. Testualmente, in copertina, titola: “Ho visto un re – Come arriva al calcio Nicolò Zaniolo”.

A prescindere dal fatto che prima di essere chiamato re devi mangiare tanta di quella polvere da far concorrenza al Dyson, cosa ha fatto di così maestoso da meritarsi in primis l’appellativo di re e, in seconda battuta, un libro che ne elogi l’ascesa al calcio? Come arriva… esattamente dove? A Trigoria? Con la macchina, come tutti, immagino.

Non ho nulla contro il povero (?) Nicolò, né contro l’autore del libro, ma se non è distorsione cognitiva questa, allora cos’è?

Sarei curiosa di leggerlo, sicuramente sarà anche interessante. La cosa buona è che, quantomeno, Zaniolo compare in copertina con la maglia della Nazionale e non con quella di “essi”, è un punto a favore. Il problema è che per me – e molti altri – di Re, a Roma, ce n’è stato solo uno. Non Ciro, non Beppe ma Luciano Re Cecconi. Il libro di Carlo D’Amicis dedicato all’indimenticato eroe della Banda Maestrelli, titolava esattamente come questo. Con un altro spessore, un’altra delicatezza e un’altra storia.

Può starmi bene un confronto tanto impari? Direi proprio di no. Scusate, ma a qualcuno lo dovevo dire.

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5 mesi fa

Cara Micaela, a “esso” devi mostrare un luccichio, sono il popolo dell’abbaglio!
Non a caso vincono tutto ad agosto e hanno almeno un paio di candidati al pallone d’oro !!

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