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Parola ai tifosi

Lazio da sola contro la Nuova Alleanza Pallonara

Luis-Alberto-esultanza

Lazio, il nostro lettore Gianluca ‘BACCARIUs’ Bacchi ci parla della Nuova Alleanza Pallonara, che raccoglie gli invidiosi della squadra biancoceleste

Il gesto del Mago Luis Alberto è la versione elegante ed educata del gesto dell’ombrello, che tutti noi abbiamo fatto dopo il gol dello spagnolo per i 3 punti (fondamentali) contro i Viola. Mi viene in mente il detto “Chi di gesto dell’ombrello ferisce del gesto dell’ombrello perisce” riferito alla Fiorentina perché anni addietro, come ben ricordiamo noi biancocelesti, una simpatica signora di terza età ce lo riservò nella partita che di fatto ci soffiò lo scudetto 1998/1999. Un gesto che tutti noi abbiamo “dedicato” alla Nuova Santa Alleanza Pallonara. Alleanza che vede sedute al proprio tavolo, una vicina all’altra, le tifoserie di Juventus, Roma, Inter e Milan: un poker al comando di un movimento che raccoglie sotto la propria ala protettrice i tifosi di quasi la maggior parte delle squadre italiane.

Mi sta bene che i sostenitori giallorossi cerchino di gufarci ed augurarci il peggio. Posso capire i tifosi bianconeri che, vedendo nella Lazio una seria e forse la più credibile candidata a contendergli lo scudetto, stiano cercando di far passare il messaggio che noi siamo la squadra del potere e loro le povere vittime del sistema. Capisco gli interisti, da quasi favoriti al titolo si trovano addirittura dietro di noi in una deludente terza piazza e quindi devono necessariamente trovare un capro espiatorio per giustificare la fin qui  l’amara stagione. Dei milanisti che dire, a spingerli è un’inimicizia atavica e datata che li porta a darci contro a prescindere. Aggiungo a queste come loro prima associata la tifoseria bergamasca che non ci può vedere dopo il doppio schiaffone ricevuto in finale di Coppa Italia del maggio scorso.

Quello di cui non mi capacito è l’astio che hanno nei nostri confronti i milioni di tifosi della altre squadre del nostro campionato. Perché fino a poco tempo fa era la Juve il loro principale rivale, non solo da un punto di vista sportivo ma anche da quello di un’antipatia dovuta al fatto che i bianconeri vincono sempre e a detta loro spesso anche non “limpidamente”. Per anni ci si è lamentati del monopolio bianconero e si è sperato che qualcuno potesse prendere il suo posto in vetta alla classifica. Quando in passato Napoli e Roma hanno provato, timidamente direi, a scalzare la Vecchia Signora dal trono hanno avuto a sostenerli milioni di tifosi da tutta Italia stufi dello strapotere ormai consolidato. Ora assodato che mai giallorossi e partenopei abbiano realmente insidiato le zebre, mi viene spontaneo chiedere perché, ora che c’è una squadra mai così vicina alla Juve, questa non riceve la stessa spinta e simpatia riservate a Roma e Napoli? Come mai anche i media non incoraggiano questo cambio al vertice?

Mi vengono in mente alcune motivazioni sempre collegate ai soliti luoghi comuni che da anni etichettano i tifosi della Lazio. E ultimamente vedono il presidente Lotito come il burattinaio del calcio italiano. In altri paesi le sorprese sono sempre state viste come una ventata di novità, come una favola al cui lieto fine sperano tutti, come il bello del calcio e la conferma che il pallone è rotondo e che non sempre vince il più ricco, bello e forte. Da noi no, o meglio, il cambio della guardia lo si spera solo a targhe alterne e quando di mezzo non c’è la squadra biancoceleste. Chiaro che nessuno, se non Dio, sa cosa potrà succedere da qui a fine campionato. Noi tifosi della Lazio sappiamo però che la formazione di questa Nuova Alleanza Pallonara è motivo di vanto ed orgoglio: è il segnale che hanno paura e temono quella che per loro sarebbe una vera e propria catastrofe sportiva che creerebbe disagio e stati d’ansia aventi. La vittoria con la Fiorentina è il messaggio che abbiamo recapitato e fatto arrivare sul tavolo di questa unione variopinta. Lo spettacolo e la goduria è leggere sui social quanto questa “amicizia” sia sempre più solida e quanto il comun denominatore dei commenti postati sui vari social network sia che la Lazio ruba e che Lotito se la comanda. Che 15 rigori in 28 gare siano uno scandalo e che il calcio non sia più uno sport credibile. Sorrido nel leggerli e rido a crepapelle – a 32 denti (31 nell’attesa che il dentista faccia il suo lavoro) – ma, allo stesso tempo, sono realmente preoccupato per così tanta cattiveria in questo meraviglioso gioco. Si può accettare il sano sfottò ed una sana goliardia ma se si trascende – ed emergono sentimenti tra cui l’odio – allora non ci si diverte più. In chiusura alla Nuova Santa Alleanza Pallonare le vorrei dire di stare tranquilla, perché vedere al suo interno tante diverse scuole di pensiero, varietà di colori, bandiere e mentalità è per noi il segno che quest’anno niente nulla sarà impossibile.

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