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Lazio, Protti: “L’ambiente Lazio deve rimanere sereno”

Lazio, l'ex attaccante Igor Protti

L’ex Lazio Igor Protti ha parlato a Radio Incontro Olympia sia della sua esperienza in biancoceleste che del momento che sta vivendo oggi la squadra

Ecco le sue dichiarazioni all’emittente radiofonica:

“La maglia va indossata con senso di appartenenza, rispettando la storia del club: ho sempre giocato con questa mentalità e per questo motivo sono stato rispettato sia dai tifosi della Lazio che da quelli del Livorno”.

Derby – “Ricordi meravigliosi. Un conto è vederlo, un conto è giocarlo. Segnare, all’ultimo e con un uomo in meno, è stato come volare”.

Lazio – “Ho fatto 17 reti, perché quella nel derby ne vale 10. Ho avuto problemi di ambientamento, ma è stata una grande stagione, soprattutto per la rimonta nel girone di ritorno”.

Ritiro – “Molto duro. La preparazione con Zeman è durata tanto, il lavoro è stato intenso. Anche se lavorare non mi spaventa, perché so che le cose vanno conquistate, ho avuto problemi ad entrare nei meccanismi del suo gioco. Inoltre ci sono state cose non mantenute, che quindi non mi fanno ricordare con piacere quel periodo. Zoff invece è un uomo di calcio, quando è arrivato eravamo quintultimi ma ci disse subito che dovevamo entrare in campo e giocare, perché sapevamo farlo, quindi ci diede una grande fiducia e portò entusiasmo. Avevamo una squadra molto forte e nel ritorno di campionato lo abbiamo dimostrato.”

Nedved – “Mi aspettavo diventasse uno dei centrocampisti più forti del mondo. Lo chiamavano ‘computer’, sapeva fare tutto”.

Atalanta-Lazio – “È una ripresa particolare, ci si può aspettare di tutto. L’Atalanta è la squadra più difficile da affrontare ora, segna con una facilità disarmante. Sullo 0-2 ed il terzo gol sfiorato da Immobile, pensavo in un risultato un risultato diverso ma i bergamaschi non si danno mai per vinti”.

Mentalità Lazio – “Se ci sarà un contraccolpo dopo Bergamo? Non ci deve essere, i giocatori devono essere consapevoli del percorso straordinario che stanno facendo. Difficile che la Juve regali punti, ma è bello provarci. Dalle sconfitte si impara molto, quindi l’ambiente Lazio per me deve rimanere sereno. Una sconfitta, con una squadra così forte, ci può stare”.

Beppe Signori – “Appena sono arrivato alla Lazio molti pensavano potesse esserci dualismo tra noi, invece è stato uno di quelli che mi ha fatto ambientare a Roma”.

Tifosi – “Il calcio senza di loro perde il suo fascino. I visi di chi gioisce, i pianti per la sconfitta: questa secondo me è l’essenza del calcio”.

Attaccanti di oggi– “Faccio fatica a fare paragoni, ognuno ha le sue caratteristiche. Forse un nome che potrei fare è Lautaro Martinez, un giocatore che fa sponda e gira intorno all’attaccante centrale: ha caratteristiche simili alle mie”.

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