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Giannichedda: “Per lo scudetto ora le possibilità sono 50-50 tra Juve e Lazio”

Giuliano Giannichedda

Giannichedda è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia commentando la finale di ieri e ha parlato anche degli obiettivi della Lazio.

Giuliano Giannichedda, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Incontro Olympia. Questa la sua confessione su come ha trascorso il periodo di isolamento nei mesi scorsi.

Durante la quarantena ho rivisto tutte le vecchie finali di Champions League e quelle dei Mondiali che hanno trasmesso in televisione

L’ex centrocampista della Lazio, ha poi commentato così la finale di Coppa Italia di ieri sera:

Prestazione di entrambe influenzata dai mesi di inattività. Quando durante l’estate ti fermi, per riprendere la forma fisica serve almeno un altro mese e qualche partita per riprendere l’intensità. La partita è stata bruttina. Dalla Juventus ci si aspetta sempre molto, ma il Napoli era tutto nei propri 35 metri, quindi era difficile. Troppo lenta la manovra bianconera, il Napoli è ripartito come doveva fare e alla fine ha meritato, per le occasioni in più che ha creato. La Juve è in difficoltà. Non fa le cose che siamo abituati vedere da Sarri. E’ una squadra muscolare e per come gioca l’allenatore non ci si può aspettare un gioco corale“.

Giannichedda ha parlato anche di quali ambizioni possa avere la Lazio in questo finale di Serie A.

La Champions League è a portata di mano, sarebbe un delitto non andarci con tutti questi punti di vantaggio. Per lo scudetto vedevo la Juventus leggermente favorita prima dell’emergenza. Adesso invece, se la Lazio dovesse ripartire con lo stesso entusiasmo, le possibilità sono 50 e 50, anche se ora pure i biancocelesti giocheranno ogni 3 giorni. Occhio inoltre all’Inter. Sei punti non sono pochi e gli scontri diretti non la premiano, ma il calendario è più favorevole. Si riparte tutti dalla stessa posizione. L’incognita resta sopratutto per le prime cinque o sei partite: chi parte indenne, si porta il vantaggio fino alla fine. Sarebbe stato meglio giocare qualche partita prima dell’Atalanta. Per un fattore fisico. Tre mesi senza giocare sono tanti, anche se si sono allenati non è uguale a giocare una partita“.

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