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Scotti: “Vavro fortissimo. Il difensore del futuro? Kouassi: fenomeno”

Calciomercato, l'ag. di Vecino: "Matias sta molto bene all'Inter"

Prosegue la nostra avventura nel mondo dei procuratori e dei talent scout. Dopo l’agente di Kiyne, Malagnini, ai nostri microfoni è intervenuto in esclusiva Paolo Scotti, agente Fifa e grande esperto di talenti giovanili a livello mondiale.

Molte le operazioni da lui fatte con i club di Serie A: l’ultima ha visto protagonista la Spal che si è assicurata un talento cristallino, Georgi Tunjov classe 2001, che ha già debuttato nella massima categoria contro la Roma allo stadio Olimpico.

Secondo lei, Scotti, il calciomercato risentirà della crisi economica dovuta al Covid-19?

“Faccio una premessa che reputo obbligatoria: a mio avviso le società di calcio piangono sempre. Ho giocato a calcio per vent’anni e sono da dieci che esercito la professione di procuratore e le dirigenze hanno sempre detto di non avere mai soldi (ride, ndr). Francamente non credo cambi molto rispetto alle sessioni precedenti di calciomercato. Qualche prezzo potrà abbassarsi al massimo del 20%, non credo di più, altrimenti come società non cedo un giocatore bravo. Faccio un esempio: se sono la Fiorentina e valuto Chiesa 70 milioni di euro, massimo posso scendere a 55-60, altrimenti il ragazzo resta dov’è. Come d’altro canto non penso che i top club, anche in una situazione poco felice in termine economici, facciano fatica a prendere un calciatore tipo Chiesa. Alla fine i soldi, come per magia, escono sempre ma operazioni stile Cristiano Ronaldo, per lo meno in Italia, non le vedremo più”.

Nelle prossime sessioni di mercato che verranno, avere un abile direttore sportivo sarà fondamentale…

“Qui si entra nelle capacità personali dei direttori sportivi e non dev’essere il problema del Covid-19 a giustificare o meno alcuni addetti ai lavori. Un ds dev’essere bravo sempre, facciamo un altro esempio: Tare. Ha sempre fatto grandissime cose con il budget limitato imposto dalla società. Molte volte ha operato bene, alcune ha sbagliato, ma è sempre arrivato all’obiettivo. I soldi ci vorranno sempre per fare mercato, altrimenti ognuno si terrà le proprie rose e buonanotte. Sicuramente la Lazio, anche su questo fronte, avrà più certezze di una squadra come il Milan che dovrà rivedere, per l’ennesima volta, tutti i piani, in primis quello della guida tecnica. Alcuni club ricominceranno ad investire solo nei giovani e non posso escludere che i rossoneri rientrino proprio in questa categoria. Sono convinto che vedremo meno rose “galattiche” modello Real Madrid e più rose proiettate verso il futuro stile Feyenoord di dieci anni fa”.

A livello giovanile quali sono i migliori prospetti in circolazione?

“Il mondo è grande (ride, ndr). A livello di club chi lavora meglio di tutti è il Borussia Dortmund dopo il ritorno di Sammer come direttore sportivo. Come dico sempre, i giovani vanno visti sul campo e seguiti per molto tempo prima di dare un giudizio definitivo. Personalmente ho seguito Haaland ai Mondiali Under 17 in Croazia e non mi fece nessuna impressione, adesso è diventato un giocatore pazzesco”.

Molti top club, tra cui la Lazio, sono interessati alla stella del PSG Kouassi classe 2002. Stiamo parlando di un possibile crack?

“Fortissimo, giocatore incredibile. Su di lui ti racconto una storia: lo vidi giocare per la prima volta in un torneo a Roma sul campo del Tor Tre Teste e immediatamente ho visto in lui una qualità superiore alla media. Molti direttori sportivi invece hanno avuto da ridire sul talento di questo ragazzo e adesso lo troviamo a giocare in una delle squadre più forti al mondo”.

Un colpo alla Tare…

“Se la Lazio dovesse prenderlo farebbe un colpo da urlo. Il giocatore è fenomenale e va in scadenza nel prossimo 30 giugno. Non rinnoverà il suo contratto con il PSG, anche se comunque resta un’operazione economica importante”.

Quali sono le sue caratteristiche principali?

“Un giocatore davvero bello da vedere. Molto alto, ma veloce. Mi piace tantissimo la sua eleganza nei movimenti e soprattutto quando porta palla al piede. Assomiglia molto a Vavro, che tra l’altro mi fa impazzire e vedrete che uscirà fuori, forse rispetto allo slovacco ha una fibra muscolare molto sviluppata”.

Quale società italiana continuerà nel futuro ad investire meglio nel settore giovanile?

“L’Atalanta lavora troppo bene. Sono poche persone e hanno qualità indiscusse nell’individuare e far crescere i ragazzi. Hanno un gruppo fortissimo a partire dai 2003, in più ci sono bei prospetti nei 2001. Poi hanno il talento più forte europeo che esista in questo momento: Traoré, attaccante ivoriano classe 2002”.

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