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Storie di Polisportiva

120 anni di storia biancoceleste: i fondatori, gli eroi, i libri

Giovedì 9 gennaio alle 18.30 presso la sede del Convento dei Cappuccini, in via Veneto 21, sede storica della S.S. Lazio dal maggio 1915 al novembre 1924, la giornata dei festeggiamenti per il 120emo anniversario si conclude con la presentazione dei volumi “La Storia” (redatto da Fabio Argentini), “Casacche e divise – Gli atleti della Lazio nella seconda guerra mondiale” (opera di LazioWiki) e “Società Podistica Lazio, 1920-1926 ideali sportivi olimpici unitari romani e biancocelesti” (scritto da Marco Impiglia).

Tre opere che sottolineano alcuni aspetti specifici, inediti della storia biancoceleste:
L’opera dello storico dello sport Marco Impiglia fornisce uno spaccato sorprendente del primo quarto di secolo della Lazio: le discipline praticate oltre al calcio e, soprattutto, l’attività culturale e assistenziale – sociale con una valenza patriottica nella sua essenza squisita – avviata e sviluppata sotto i 17 anni di presidenza di Fortunato Ballerini. Anni in cui la Lazio divenne un luogo di elaborazione culturale, di valorizzazione del genio femminile, di inclusione sociale, con la promozione fra l’altro di un Asilo Lazio e di altre iniziative che le porteranno il riconoscimento di Ente Morale.
L’opera Casacche Divise completa dopo “Dal Tevere al Piave” la ricerca di LazioWiki dedicata agli atleti della Lazio vittime delle guerre del XX secolo. La S.S. Lazio, nell’unità della sua struttura dirigenziale e sportiva, si trova coinvolta in un’altra guerra di carattere universale e sanguinosissima. Come già nella Grande Guerra gli uomini in biancoceleste lasciano l’agone sportivo per portarsi sui campi di battaglia. Il loro comportamento, dai dati acquisiti, fu esemplare. Dai deserti africani, alle ghiacciate steppe russe, dagli impervi balcani, al mare mediterraneo e al suolo patrio, i nostri atleti-soldati furono protagonisti e troppo spesso vittime di una guerra complessa e feroce. Gli sviluppi del conflitto, susseguenti all’armistizio, lacerarono in modo drammatico le loro coscienze ma essi seppero fare le loro scelte e per queste si batterono con responsabilità e dignità fino al sacrificio più estremo. La S.S. Lazio, in quegli oscuri tempi, fu ancora una volta per loro una luce di riferimento e in un significativo comunicato del 15 agosto 1943 la stessa volle ribadire la sua autonomia prendendo le distanze da tutti gli schieramenti e avendo come unico riferimento l’idea di sport tramandata dai Padri Fondatori il 9 gennaio 1900, ai quali affidò le sue sorti. Nel corso del conflitto perirono, con i colori biancocelesti nel cuore, uomini fedeli al regime, altri che scelsero la Resistenza e altri ancora vittime innocenti dell’Olocausto. La S.S. Lazio ebbe tra le sue file 30 caduti e numerosi feriti e mutilati.
Gli atleti della Società Sportiva Lazio decorati ricordati nel libro hanno ricevuto tre Medaglie d’Oro al Valor Militare, due Medaglie d’Oro al Valor Civile, undici medaglie d’Argento al Valor Militare, quattro Medaglie di Bronzo al Valor Militare, 5 Croci di Guerra e una Promozione al Merito di Guerra. Il totale è di 26 ricompense al valore

Infine l’opera “La Storia” (redatto da Fabio Argentini), non rappresenta un focus su una parte della storia biancoceleste come i libri precedenti ma la sua intera epopea dalla prima pagina dove compare la parola autografa “Lazio” scritta di suo pugno dal fondatore Luigi Bigiarelli ancor prima della fondazione stessa e presente nel diario ritrovato tanti anni fa, fino ai giorni nostri.
Voluto dalla S.S. Lazio Calcio è stato realizzato attingendo ad archivi storici importanti sia per i contenuti che per immagini e documenti: oltre all’archivio stesso della Lazio, quello del Centro Studi Nove Gennaio 1900, del Corriere dello Sport, del Guerin Sportivo, della Polisportiva/Lazio Generale, agenzie prestigiose anche internazionali come Getty Images e molti altri.
È una guida per capire, attraverso le pieghe della storia biancoceleste cosa la Lazio abbia significato per  lo sport capitolino e non solo. Un libro che ha lo scopo di sottolineare a noi stessi e anche a chi non fa parte della famiglia biancoceleste l’orgoglio dell’appartenenza e l’unicità di questo sodalizio

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