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Calciomercato, i consigli di Ernesto Calisti per i rinforzi di gennaio

Calciomercato, i consigli di Ernesto Calisti per i rinforzi di gennaio

L’ex difensore Ernesto Calisti è intervenuto in esclusiva per TMW in merito al calciomercato invernale. Necessari rinforzi in attacco e difesa

Il calciomercato di gennaio si avvicina incessantemente. Per le squadre è necessario ormai fare un bilancio per decidere se e quale reparto è necessario rinforzare.

Nell’attesa che i primi intrecci inizino a delinearsi, le voci e le opinioni si rincorrono. Così l’ex biancoceleste Ernesto Calisti è intervenuto in esclusiva per Tuttomercatoweb.com per dare qualche consiglio alla squadra capitolina. L’ex difensore infatti, reputerebbe necessario un attaccante vice Immobile e un ulteriore elemento in difesa.

Leggiamo insieme le sue dichiarazioni:

“Prenderei un attaccante perchè serve quando Immobile ha un problema. Caicedo fa bene la sua parte ma occorrerebbe un attaccante da doppia cifra visto che comunque la Lazio crea tanto e finalizza meno. E poi cercherei anche un centrale difensivo forte.

Tuttavia non è facile trovare un attaccante a gennaio. In estate la carta Llorente era interessante e mi sarebbe piaciuto anche Lapadula,  in area ci sa fare. Se invece deve esser preso un calciatore tanto per far numero, allora meglio restare così”.

Se il calciomercato può servire per rinforzare i reparti più deboli, è necessario considerare anche la possibilità che qualche elemento possa lasciare la Capitale. Tra questi secondo Calisti, a dover dubitare della propria permanenza potrebbero essere Berisha, Jony e Vavro.

“Va valutata la questione Berisha. Mi dispiace che fino a questo momento non sia riuscito a fornire prestazioni convincenti. E’ stato sfortunato, gli infortuni lo hanno condizionato e inoltre ha giocato poco.  Quando vieni impiegato per cinque o dieci minuti soltanto, è dura. Occorre decidere se puntare su di lui. Poi bisognerà analizzare la situazione di Jony che non ha fornito ottime prestazioni e anche quella di Vavro che è stato pagato dodici milioni ma non ha fatto bene”

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