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“I quasi laziali” di Lazio – Atalanta: la Dea gelosa dei suoi talenti

Bastos e Papu Gomez

Nuovo appuntamento con “i quasi laziali”. Scopriamo chi sono i calciatori dell’Atalanta in passato vicini a vestirsi di biancoceleste.

Dopo la pausa per le nazionali, torna puntuale l’appuntamento con i quasi laziali. In occasione di Lazio – Atalanta, scopriamo che non sono pochi gli intrecci di mercato che non hanno portato alcuni giocatori dei bergamaschi a vestirsi di bianco e celeste.

Come ogni Dea che si rispetti, anche quella orobica ha il suo tratto distintivo. Se ad Afrodite è toccato l’amore e la bellezza e ad Atena la sapienza, alla ninfa che accompagnò Giasone è spettato il talento sui campi da calcio. Tanti i nomi nella rosa atalantina finiti sui taccuini dei ds di mezza Europa, compreso quello di Tare. Persino l’allenatore è stato oggetto di desiderio di molti club. Ultima la Roma, snobbata in estate. Ma in passato anche la Lazio aveva pensato a Gasperini.

Già ai tempi di Reja, sui giornali si ipotizzava un possibile arrivo dell’allora tecnico del Genoa per sostituire il friulano. Successivamente, il suo nome tornò in auge nella primavera del 2016. Inzaghi si era da poco insediato come traghettatore dopo l’esonero di Pioli e ben prima che scoppiasse la bufera Bielsa, tra i possibili candidati per il nuovo ciclo c’era proprio il mister di Grusgliasco.

Le divinità, si sa, sono capricciose, e vogliono per se tutti i monili. Quando se ne litigarono uno, millenni fa, scoppiò la guerra di Troia. Senza arrivare a tanta violenza, Lotito e Tare hanno provato a portar via all’Atalanta, con scarso successo, il più prezioso dei suoi gioielli: quel Papu tanto desiderato da Inzaghi, sia nell’estate del 2016, sia in quella del 2018. Alla fine, la bramosia di Simone si è dovuta “accontentare” di Correa. E della coccarda tricolore che il Tucu ha contribuito a cucire sulle maglie, vicino all’aquila. Proprio ai danni di Gomez e compagni.

Il duo dirigenziale biancoceleste ci ha poi riprovato con altri tre elementi della rosa nerazzurra. Hateboer era un nome sulla lista dei possibili rinforzi a destra lo scorso inverno. A giugno fu invece la volta di Castagne, come possibile piano B, nel caso non si fosse concretizzato Lazzari. E insieme a lui, a centrocampo, se fosse andato via uno tra Milinkovic o Luis Alberto, nel mirino c’era Remo Freuler. Il procuratore di entrambi questi ultimi “quasi laziali”, Ulisse Savini, parlò persino di “destinazione gradita. Ma non c’è stato niente da fare. La Dea rimane gelosa dei suoi talenti.

Domani però è l’occasione giusta per ricordarle che l’aquila non è solo il  simbolo della prima squadra della Capitale. Ma anche un animale caro a Zeus, il re degli dei.

 

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Me tengo i miei con tutte le loro mancanze un allenatore che piagne e offende i NS.giocatori mi fa schifo calcisticamente…per non parlare del Papu grande giocatore ma grande antisportivo ieri si è lamentato tutta la partita e a simulato di stare male mentre…

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