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Vavro visto dal papà e dalla fidanzata: “La Lazio è il suo salto più grande”

Inizia al 32’ del primo tempo la partita di Denis Vavro

Il calcio che ha prevalso sull’hockey, l’emozione di sentire il suo nome all’Olimpico: papà Augustin e Tamara rivelano tante curiosità su Denis Vavro

Giovedì non è sceso in campo con la sua Slovacchia, era squalificato: Denis Vavro si rifarà domani, nell’amichevole contro il Paraguay al Narodny Futbalovy Stadion di Bratislava.

A circa 140 km dalla capitale, c’è Partizanske: troppo ghiotta l’occasione per non fare un salto nel proprio paese natale, il difensore della Lazio ha fatto una sorpresa ai ragazzi delle squadre giovanili locali. I colleghi slovacchi di Sport.sk ne hanno approfittato per intervistare sia il padre che la fidanzata del centralone biancoceleste.

“Denis vive per il calcio”

In un certo senso, Denis è figlio d’arte: papà Augustin ha giocato a calcio – a Partizanske e non solo – fino ai 25 anni:

“Prima come attaccante, poi mi sono spostato in difesa come mio figlio”.

Nel caso del difensore laziale, il pallone ha avuto la meglio sull’altra sua grande passione sportiva:

“Quando Denis aveva cinque o sei anni, voleva diventare un giocatore di hockey. L’ha praticato per circa sei mesi, poi ha prevalso il calcio. Me lo portavo dietro agli allenamenti e alle partite, rimaneva lì a giocare col pallone per ore.

Mio figlio vive per il calcio, ha fatto tanti sacrifici e superato molti ostacoli. È sempre rimasto molto determinato e con un grande senso di responsabilità. È cresciuto, ora è un uomo adulto. Non voglio assolutamente indirizzare la sua carriera, ma qualche piccolo consiglio glielo do volentieri. Ci rende tutti molto orgogliosi e felici”.

“La concorrenza nella Lazio è enorme”

Il 1° settembre, i genitori di Vavro hanno vissuto il derby direttamente sugli spalti dell’Olimpico:

“C’erano 50mila persone, uno spettacolo. Peccato che Denis sia rimasto in panchina, la concorrenza nella Lazio è enorme.

In estate ha vissuto la svolta più grande della sua carriera. Apprezzo molto il fatto che questo però non l’abbia cambiato, è rimasto con i piedi per terra. È umile, un gran lavoratore”.

L’incidente che è quasi costato la vita a papà Vavro

Di ostacoli, anche Augustin ne ha superati parecchi. Uno su tutti, l’incidente durante il servizio militare che ha messo a serio rischio la sua vita:

“Ero di stanza a Krejnice, nella Boemia meridionale. Durante l’addestramento, il comandante estrasse la pistola in stanza. Armeggiò un po’ con lei, finché non partì un colpo. Mi risvegliai direttamente in ospedale.

Il proiettile mi aveva perforato la clavicola ed era rimbalzato sulle costole, rompendone cinque e fuoriuscendo poi dalla scapola. Sono stato curato e ho avuto un scontro di quattro mesi sui due anni di leva obbligatoria”.

Tamara, il suo amore: “Che emozione quando lo speaker annuncia il suo nome”

Da papà Augustin, la parola passa a Tamara, la fidanzata del gigante biancoceleste:

“Trascorro molto tempo da sola durante la settimana, la Lazio si allena e gioca spesso. Ma accanto a me ho un uomo fantastico, sono orgogliosa di lui. Non pretendo che mi reciti delle poesie, ma mi dedica molte attenzioni. E poi sa guidare benissimo, cosa che a Roma io trovo ancora troppo stressante”.

Nel tempo libero, Denis si diletta anche ai fornelli:

“Sì, mi aiuta spesso a cucinare. A dire il vero, non gli lascio preparare piatti complicati, altrimenti li brucia! Qualche tempo fa si è pure ferito tagliando una cipolla. Però sa preparare benissimo la carne alla griglia, lì è un vero chef”.

Anche per Tamara, tuffarsi nell’atmosfera dell’Olimpico è stato straordinario:

“Quando lo speaker annuncia il suo nome, inizio a piangere di gioia. Certo, mi preoccupo pure quando cade a terra dopo qualche contrasto. Con il Rennes, per esempio, ha preso una gomitata in faccia da un avversario”.

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Non faccio fatica a crederlo🤣😂

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..ma per giocare in serie A..serve ben altro !!@

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..e’ soltanto un Gigante buono..!!@

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È comunque un nazionale. Diamogli tempo (vedi Luis Alberto). Secondo me da centrale non è male.

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oramai c’è……quindi forza ragazzo SFL

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La colpa non è sua ma di chi ha pensato che potesse essere all’altezza della Lazio e del nostro campionato

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Forse x lui un salto troppo grande

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E se vede.

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