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Derby, quali saranno le chiavi di Lazio-Roma? La nostra preview tattica

La Lazio soffre un gioco troppo offensivo e arrogante

Derby, l’analisi tattica di Lazio-Roma a cura di Michele Tossani per Sololalazio.it.

Il derby della Capitale si presenta, tatticamente, come una partita che dovrebbe seguire uno spartito chiaro: Roma a cercare di controllare la sfida tramite il controllo del pallone, Lazio pronta a colpire in contropiede.

Il possesso palla dei giallorossi

Il probabile 4-2-3-1 con il quale la Roma dovrebbe affrontare la gara, con Pellegrini trequartista e Zaniolo ancora una volta spostato a destra, è costruito intorno alle idee tattiche del suo allenatore. Di Francesco vuole una squadra offensiva, col baricentro spostato in avanti e la linea difensiva alta.

Il possesso palla è finalizzato alla ricerca della verticalità, sia centrale sia, soprattutto, sugli esterni. In queste zone di campo, sia El Shaarawy che Zaniolo sono abili a tagliare centralmente per venire a giocare al fianco o alle spalle di Dzeko.

Proprio per via di questo tipo di approccio, i giallorossi hanno necessità che la loro linea difensiva sia in grado di leggere correttamente le situazioni di palla coperta/scoperta, cosa che non sempre è avvenuta durante l’era Di Francesco.

L’arma delle ripartenze per Inzaghi

Degli eventuali spazi lasciate dalla retroguardia romanista alle proprie spalle e di eventuali défaillance del loro pressing ultra-offensivo, dovrà cercare di approfittare una Lazio che, com’è noto, ha nelle ripartenze l’arma offensiva più efficace.

Rispetto allo scorso campionato, la squadra di Inzaghi è ancora più verticale e questo finisce per incoraggiare maggiormente la ricerca di Immobile (in dubbio però stasera) e Correa. Un altro fattore che dovrebbe essere sfruttato dai biancocelesti è quello rappresentato dalla presenza di Milinkovic-Savic come interno destro di centrocampo.

Il duello Milinkovic-Nzonzi

Partendo da quella posizione il giocatore serbo, nel ‘gioco delle coppie’, dovrebbe andare ad incrociare spesso Nzonzi. Se nel gioco aereo, ad esempio sui rinvii di Strakosha, il francese è in grado di contrastare Milinkovic-Savic, sul piano della mobilità il laziale si fa preferire. I suoi movimenti quindi potrebbero garantire alla Lazio l’accesso al mezzo spazio destro e anche inserimenti nella zona alle spalle di Nzonzi e De Rossi.

In fase difensiva la Lazio dovrebbe mantenere l’assetto a cinque, con Radu e Bastos pronti ad alzarsi per andare a contrastare i tagli degli esterni offensivi giallorossi nei rispettivi mezzi spazi.

Probabile baricentro medio-basso

Per il resto, come detto, è probabile che la squadra di Inzaghi adotti un atteggiamento difensivo fondato su un baricentro medio-basso che consentirebbe alla Lazio non soltanto di negare accesso alla profondità alla Roma, ma anche di creare i presupposti per lanciare poi Correa e Immobile o Caicedo contro Manolas e, soprattutto, Fazio, difensore che soffre nel coprire il campo alle proprie spalle.

È ovvio che il piano tattico predisposto da Inzaghi non possa prescindere dalla capacità dei suoi di avere la meglio nei duelli individuali. A tal proposito sarà interessante vedere se Acerbi riuscirà a ripetere su Dzeko la prestazione fornita contro Piatek.

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