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L'angolo dell'Éducateur

Quanto avrei voluto vincere con il Genoa. Ma non per la Champions

Lazio, la rubrica "L'Angolo dell'Éducateur"

La prima puntata della rubrica “L’Angolo dell’Éducateur”, grande tifoso biancoceleste che in molti di voi già conosceranno grazie a Twitter. Buona lettura!

L’Éducateur –

Avrei voluto vincerla questa partita contro il Genoa. Quanto avrei voluto vincerla.

26 febbraio 1984. Noi, contro loro. Filisetti, Della Martira, Vinazzani e Podavini contro Falcao, Conti, Di Bartolomei e Cerezo. A casa con la febbre, la radio un termometro che segna 90. Avanti 2 a 0. Poi 40 minuti in 10. Pareggiano. Ma abbiamo vinto. Esulto come se non ci fosse un domani. Sono felice quanto lo sarà Grobbelaar pochi mesi dopo. Dilettanti allo sbaraglio contro i campioni d’Italia, contro i possibili campioni d’Europa. Resteremo in Seria A. Solo questo ci è concesso urlare, con orgoglio.

Quanto avrei voluto vincerla contro il Genoa. Non per restare incollati alle posizioni che contano. Non per sognare la CL. No. Avrei esultato per Patric, per Marusic, per Cataldi. Il tutto con le dovute proporzioni. Con il Genoa che non è paragonabile alla squadra che festeggiò la sconfitta al Circo Massimo. La Lazio, probabilmente, in A per quest’anno ci rimane tranquillamente. Ma, con le dovute proporzioni, rimango legato ai pareggi che sanno di vittoria. Agli scarpari che sputano sangue non avendo la ventura di bere sorsi di qualità e tecnica sopraffina. Non so quanto tutto questo sia mediocre retorica. Non lo so. Me lo chiedo spesso nel rancore che trasudo nei confronti degli ipercritici, di coloro che giudico disfattisti.

Non lo so, ma avrei voluto vincerla per gli inadeguati, gli inadatti, i bolliti. Nessuno vuole essere Robin, ma io faccio fatica a provare empatia per il Batman aristocratico.

SoloLaLazio. Sempre.

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