Sulle colonne del Il Tempo, il direttore del giornale, Daniele Capezzone, ha voluto rispondere a chi, secondo il suo punto di vista, sta provando a far passare il messaggio che il suo quotidiano abbia “inventato” la protesta dei tifosi della Lazio contro Lotito.
Ecco un estratto dell’editoriale di Capezzone su Lotito e la protesta:
“La protesta dei tifosi della Lazio esiste da anni. Semmai (e questo dovrebbe far sorgere interrogativi su un certo giornalismo) la vera anomalia è che quasi nessuno, prima che lo facesse Il Tempo, l’avesse ascoltata e raccontata, come sarebbe stato intellettualmente onesto”.
“Ben prima degli articoli di Luigi Bisignani, di qualche mio editoriale, della nostra iniziativa “Agorà Lazio”, nei mesi precedenti erano state raccolte 47mila firme in calce a una petizione popolare. Da gennaio 2026 (cinque o sei mesi prima degli articoli de Il Tempo) i tifosi laziali avevano compiuto le loro scelte sulla loro non presenza allo stadio”.
“Ma quali “mandanti”, dunque? Semmai, c’è da accendere i riflettori su anni di inspiegabile censura, in cui una storia giornalisticamente interessante era stata misteriosamente occultata. Insomma, esisteva (ed esiste) un dissenso civile, pacifico, diffuso, dei laziali verso il loro Presidente, che il nostro giornale ha raccontato. E continueremo a farlo. Cos’è stata la nostra iniziativa “Agorà Lazio”? È stata per settimane una tribuna libera a disposizione di chiunque volesse esprimersi”.
“Abbiamo invitato pubblicamente e privatamente il presidente Claudio Lotito a dire la sua sul nostro giornale (non lo ha fatto); lo ha fatto invece (e ben volentieri abbiamo pubblicato un suo intervento) il capo della comunicazione della S.S. Lazio Emanuele Floridi; abbiamo reso pubbliche 10 domande (rimaste purtroppo senza risposta) su un possibile e quanto mai necessario rilancio del progetto della Lazio. E abbiamo ascoltato decine di voci: giornalisti, artisti, ex calciatori, laziali storici. Continueremo a farlo”.


