Gattuso vuole una Lazio fedele a se stessa anche a Venezia. Dopo dieci punti nelle prime quattro giornate, il tecnico chiede umiltà, intensità e continuità, ma soprattutto respinge ancora una volta l’etichetta di “Ringhio”. “Il mio calcio da tecnico è diverso”, ha spiegato, sottolineando come il personaggio costruito negli anni da calciatore non rappresenti più il suo modo di allenare.
L’allenatore rivendica una squadra coraggiosa, capace di pressare alta e di mantenere il baricentro avanzato senza perdere equilibrio. “Uno come me oggi non lo farei giocare”, ha aggiunto con ironia, chiarendo quanto il suo calcio richieda qualità, letture e capacità di gestione oltre all’aggressività.
Noslin avanti su Pinamonti
La Lazio cerca la quarta vittoria stagionale, ma Gattuso teme proprio la leggerezza. Il Venezia è ultimo e arriva da un avvio difficile, e proprio per questo il tecnico pretende attenzione totale: niente presunzione, niente cali. “Dobbiamo continuare con elmetto e veleno”, il concetto ribadito alla vigilia.
In attacco Noslin parte leggermente avanti su Pinamonti. L’olandese ha convinto nelle ultime uscite, mentre l’ex Sassuolo continua a cercare il primo gol biancoceleste. Sulla destra Cancellieri resta favorito, con Isaksen in crescita ma ancora da gestire.
Frattesi ancora titolare
A centrocampo spazio ancora a Frattesi, Belahyane e Taylor. Dietro, con Doekhi non ancora al meglio, Sutalo e Provstgaard sono favoriti davanti a Mandas, con Floriani e Nuno Tavares sulle fasce.
Gattuso ha chiuso anche il caso Icardi: “Abbiamo preso Pinamonti e Gudmundsson”. Prima di tutto vengono gli equilibri. Al Penzo serviranno quindi identità, concentrazione e fame: la Lazio vuole chiudere il primo blocco di stagione continuando a correre.
Al seguito ci saranno circa cinquecento tifosi biancocelesti, pronti a sostenere la squadra nonostante la contestazione alla società. Un altro motivo per non abbassare la tensione: Gattuso vuole una Lazio riconoscibile, feroce nei duelli e lucida quando deve costruire il gioco fino all’ultimo. Il Corriere dello Sport.


