Stefano Andreotti, figlio di Giulio (più volte Presidente del Consiglio dei Ministri), ha rilasciato un’intervista ai microfoni di La Repubblica, dove ha parlato del fatto che è tifoso della Lazio e non solo.
Le sue dichiarazioni:
“Sono tifoso della Lazio da quando ero bambino, ho 74 anni e sono abbonato da quando ne avevo 12. Quest’anno, per la prima volta, non ci siamo abbonati né io, né mio figlio e mio nipote. È stata una scelta completamente volontaria della mia famiglia: nessuno ci ha costretto e nessuno ha esercitato pressioni indebite. Ora, in base a quello che ho letto e che conosco di questo ambiente, fatico onestamente a capire qualche complotto possa esserci stato”.
“La petizione? È l’apice di una contestazione che cova da tanti anni. L’ultimo episodio che ha inasprito ancora di più una situazione che forse cominciava a mostrare una possibilità di uscita Sull’inchiesta non entro nel merito della giustizia su cui peraltro ho idee che derivano anche da una certa questione familiare”.
“Non andare allo stadio? Per me è un sacrifico enorme. Il fatto che tantissimi miei amici siano nella stessa situazione dovrebbe far riflettere la proprietà. Io non sono un ultrà e come me ci sono migliaia di persone che hanno deciso che sarebbe auspicabile un cambiamento radicale”.


