Ecco i tre moduli che hanno reso celebre il gioco del tecnico e che possono essere usati da Sarri con i biancocelesti
di Michele Massari
Quando Maurizio Sarri si presentò in conferenza stampa il 9 luglio come nuovo allenatore della Lazio pronunciò queste parole: “Ho fatto per 2-3 anni il 4-2-3-1 e tutti mi dicevano che ero integralista di questo modulo. Poi ho fatto per 2-3 anni col 4-3-1-2 e ancora mi dicevano che ero integralista. Infine dopo 3 anni col 4-3-3 mi dicevano sempre che ero integralista. Mi piacerebbe sapere, integralista di cosa? Bisogna trasmettere una filosofia di calcio, non una serie di schemi. Si può partire con un modulo, ma poi c’ĆØ l’evoluzione”. L’unico dogma che esiste per lui ĆØ “non usare la difesa a 3” perchĆ© “la fase difensiva non funziona bene in questo modo”. Perciò il centrocampo e l’attacco possono essere, anzi devono essere adattati alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.Ā Ecco i tre moduli coi quali si ĆØ più identificato mister Sarri.
4-3-3 – E’ il modulo col quale si ĆØ esaltato a Napoli e che ha iniziato la sua avventura alla Lazio. Secondo il tecnico toscano, per utilizzarlo, serve dinamismo e un lavoro degli esterni offensivi a supporto delle mezzali in fase difensiva. Per questo il centrocampo deve essere pieno di energie per tutta la partita e forse gli interpreti ideali sarebbero Leiva al fianco di Milinkovic e di uno tra Basic e Luis Alberto, sicuramente più tecnico ma meno fisico rispetto al nuovo arrivato croato.
4-3-1-2 – Se Sarri adottasse il modulo che lo ha fatto conoscere al grande calcio con l’Empoli, significherebbe utilizzare i suoi 4 centrocampisti migliori in mezzo al campo, a scapito degli esterni d’attacco, che sarebbero costretti ad adattarsi in altri ruoli. Si opterebbe per 2 intermedi (Milinkovic e Basic), 2 vertici di centrocampo (quello basso sarebbe Leiva e quello alto sarebbe Luis Alberto) e 2 punte (Immobile e uno tra Pedro, Felipe Anderson e Muriqi). L’unica controindicazione, a detta del tecnico, sarebbe che gli interni di centrocampo dovrebbero svolgere un lavoro molto particolare e dispendioso in fase difensiva, a discapito di maggior incisivitĆ in avanti.
4-2-3-1 – Sarri lo utilizzò quando non era ancora famoso, soprattutto nelle categorie inferiori. In questa maniera il responsabile della costruzione delle manovre offensive sarebbe il trequartista (presumibilmente Luis Alberto), con le ali ad allargare il gioco ed il centravanti (Immobile) da servire in profonditĆ . Inoltre ci sarebbero 2 mediani che sarebbero in grado di fare da filtro in mezzo al campo, supportando il pressing alto che chiede l’allenatore, sia quando riesce a farlo che quando viene scavalcato. Tra l’altro la costruzione della manovra da dietro sarebbe facilitata dalla presenza di due centrocampisti, senza dare agli avversari il punto di riferimento del tuo vertice basso per il loro pressing.
Ā Solo Maurizio Sarri ĆØ in grado di capire quale modulo sarĆ adatto per il materiale che ha a disposizione a Formello, fermo restando che la soluzione possa essere anche utilizzare tutti i moduli citati, a seconda delle varie fasi della stagione. Una cosa ĆØ certa: dopo 5 anni con il 3-5-2, adesso si volterĆ pagina.


