La Lazio arriva alla sfida con il Milan davanti a un bivio affascinante: vincere significherebbe centrare il quarto successo consecutivo e stabilire un record mai riuscito nella storia biancoceleste. Gennaro Gattuso, dopo Bologna, Genoa e Udinese, può superare gli avvii di Maestrelli e Petkovic, entrambi fermati alla quarta giornata.
Il Milan, il passato di Rino
Il paradosso rende tutto ancora più suggestivo. Gattuso affronta il club che ha segnato la sua carriera da calciatore e che ha anche allenato. Con il Milan ha vissuto oltre dodici anni, ma oggi pensa soltanto alla Lazio. Dopo il successo di Udine aveva chiesto altri tre punti: adesso può trasformarli in dodici e prendersi, almeno temporaneamente, il primato solitario.
Da avversario, il bilancio contro i rossoneri non lo aiuta: un pareggio e una sconfitta. Ma questa Lazio arriva alla gara con fiducia, numeri e convinzioni che poche settimane fa sembravano lontanissimi.
Frattesi e Pinamonti ancora al centro
Il tecnico non vuole però cambiare identità. La Lazio dovrebbe ripartire dalla squadra vista in Friuli, con Tavares confermato sulla sinistra, Frattesi nel cuore del centrocampo e Pinamonti riferimento offensivo. Gattuso continua a chiedere maggiore precisione negli ultimi metri, senza rinunciare ad aggressività, pressing e coraggio.
“Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno”
C’è poi il tema dell’Olimpico. La protesta dei tifosi prosegue e molti sostenitori biancocelesti accompagneranno il pullman della squadra prima della partita, senza però entrare allo stadio. Sugli spalti è prevista una forte presenza milanista. Una situazione che Gattuso vive con dispiacere: “Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno”.
Europa e nuove aspettative
Intanto le aspettative attorno alla Lazio sono cresciute rapidamente. Fabiani ha indicato l’Europa come obiettivo minimo e ha valutato la rosa circa 400 milioni. Gattuso preferisce frenare: “Non conta dove arriveremo, ma la mentalità”. Contro il Milan vuole proprio questo: riconoscibilità, carattere e una squadra capace di non snaturarsi davanti al primo grande esame della stagione. Il Corriere dello Sport.


