Il giuoco del calcio non ĆØ il backgammon, non ĆØ il tennis, non sono gli scacchi. Non basta avere una disposizione tattica furba e arguta, non ĆØ sufficiente finire il primo tempo con il 73% di possesso di palla se non sei stato capace di costruire lo straccio di unāazione. Se non riesci a calciare in porta contro una squadra modestissima nemmeno in superioritĆ numerica, il minimo che ti può capitare ĆØ beccare una pappina al 70esimo e tornartene a casa col più inutile dei pareggi.
Adesso ĆØ chiaro: le tre vittorie consecutive erano state un brodino illusorio, un pallido sole ingannatore che ĆØ stato oscurato dalle prime nubi passeggere di questo inverno incipiente. Del resto, a ben vedere, non cāera da stappare troppi Moet Chandon: si era vinto stentando contro un Celtic alla canna del gas, contro il Cagliari in 10 (salvati da un miracolo di Provedel) e contro il Genoa 2. Sempre soffrendo.
La veritĆ ĆØ che questāanno il gioco non gira, non ha mai girato se non in un paio di occasioni (Napoli, Atalanta e poco più); e si fatica a capirne il motivo, visto che siamo gli stessi dellāanno scorso, tolto Sergej che ĆØ peraltro stato sostituito dallāacquisto più indovinato della campagna acquisti, Guendouzi. Eppure il gioco ĆØ sempre asfittico, involuto, sterile: un tiki-taka conservativo in cui il possesso di palla ĆØ tanto schiacciante quanto fine a sĆ© stesso. Diciamoci la veritĆ : la Lazio ĆØ diventata una squadra prevedibile e noiosa (tanto da spingere qualche nostalgico a rimpiangere paradossalmente le direzioni tecniche di Reja e Delio Rossi!). Un gioco in cui ā fateci caso ā sono assenti le sovrapposizioni dei terzini sulla fascia, che ā come ognun sa ā sono il sugo del sale di questo sport: mettere in inferioritĆ numerica la difesa avversaria per raggiungere la linea dal fondo (Inzaghi coi suoi āquintiā ci vince la maggior parte delle partite). Qui abbiamo Marusic bloccato in difesa (questāanno credo che non abbia effettuato nemmeno un cross in area di rigore, anche perchĆ© ĆØ gioca col piede inverso) e Lazzari, che pure sta facendo una discreta stagione, ĆØ notoriamente poco avvezzo al traversone. Quanto a Pellegrini si ĆØ esaurientemente spiegato, in lacrime, dopo la partita di coppa.
Però, come si diceva, non può essere solo una questione tattica, giacchĆ© cogli stessi uomini o quasi (giova ricordare che lo scorso anno Ciro ha saltato molte partite causa infortunio), nella passata stagione siamo arrivati secondi giocando spesso sontuosamente. E allora se non ĆØ una questione di uomini, si deve trattare di un problema di mentalitĆ , di serenitĆ dellāambiente. Qualche scricchiolio del resto si ĆØ iniziato a sentire: la plateale intemerata di Sarri che ha minacciato di fare le valigie dopo il clamoroso tracollo di Salerno, il nervosismo di Martuscello dopo i fischi dellāOlimpico, la punizione di Vecino per un peccato veniale⦠Ad onta dellāamore eterno giurato dal tecnico napoletano, sembrerebbe insomma di cogliere qualche ruggine che, dopo lāaddio di Tare, sembrava archiviata. Tornano allora in mente le parole sibilline dello stesso Sarri che si fece sfuggire, tra le righe, un moto di disappunto in relazione a una sessione di mercato estivo in cui egli aveva chiesto Milik, ZieliÅski, Ricci e Berardi; e gli sono stati presi Castellanos, Kamada, Guendouzi e Isaksen. Le dietrologie sono sempre un poā tossiche però come disse quello āa pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzeccaā¦ā
ChecchĆ© sia di ciò, ĆØ evidente che ormai il campionato ĆØ compromesso (abbiamo perso con lāultima in classifica, pareggiato con la penultima e battuto 1-0 la terzultima in 10 e grazie a un miracolo del portiere), non resta che aggrapparsi alle coppe. Ma se le nubi del Bentegodi non si diradano sarĆ durissima.



Anche basta con ‘sta storia di BerardiZielinskyRicci, su! Se non gli stava bene la campagna acquisti poteva pure dimettersi! Ma figurati se rinuncia ai bei soldoni che gli paghiamo per stare a scaccolarsi e riempire taccuini! #SarriOut!!!
Urge arrivare il prima possibile a 40 punti. Almeno questo non dovrebbe essere un problema insormontabile. Ma servono attaccanti veri, non i fantasmi che abbiamo davanti. Oggi la fiera dello straccio bagnato, avessimo avuto non dico un Lautaro ma anche solo un centravanti decente finiva minimo 3 a 1
Del tecnico credo ormai che sia arrivato al capolinea, che nonostante i suoi proclami d’amore stia qui solo per l’argent e che la squadra non lo segua più. Gli schemi sono prevedibili, il gioco noioso, tiki taka irritante e le sue dichiarazioni pre o post gara poco lucide e sconcertanti. Il suo nuovo nick name Caccola la dice lunga sui rapporti logori con i tifosi (stanchissimi). Difficile che Lotirchio, il generalissimo gestore, lo esoneri x il denaro che dovrebbe pagargli appunto (se trovasse oggi un’altra squadra il nostro partirebbe di corsa). Scritto ciò, molti giocatori sono fuori dal progetto x etĆ (e andrebbero gestiti in altro modo) o ambizione di voler calcare altre scene (il tira e molla sul rinnovo contratti parla chiaro). Non c’ĆØ cattiveria, agonismo, tiriamo poco, siamo arruffoni e imprecisi e Provedel non può fare miracoli ogni partita