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Lazio, impressioni Accardo: una sconfitta che sa di resa

Le impressioni Accardo di Juventus - Lazio

La vittoria al fotofinish di sabato ci aveva illuso.

Diciamola tutta: la Lazio di Sarri era diventata una macchina inceppata dai troppo cogenti dettami tattici del Comandante che i suoi calciatori non erano più in grado di eseguire. Lo ha detto Orsi: più o meno consapevolmente alla lunga certi schematismi tattici estremi possono portare a una crisi di rigetto: così fu ai suoi tempi con Zeman, così è stato quasi sempre durante questa stagione. Sembrava esser sufficiente una disposizione tattica meno dogmatica, come quella imposta in un niente da Igor Tudor, per liberare energie agonistiche troppo a lungo represse. Oggi però abbiamo capito che non basta, se davanti hai la Juventus giunta al match che decide una stagione. Perché non è sufficiente un discreto ordine tattico unito da un’incessante foga agonistica se a farti difetto e’ la qualità degli interpreti.

In particolare in attacco dove Ciro è apparso ancora una volta la brutta copia del campione applaudito per anni; e Luis Alberto è stato per lo più surclassato fisicamente, senza mai riuscire ad accendere la luce.

A questo punto servirebbe un miracolo per passare il turno e raggiungere una finale di Coppa Italia per cui la squadra non pare del tutto attrezzata.

Resta dunque un derby da giocare col coltello tra i denti, perché almeno quello, la ferocia dell’applicazione, l’allenatore croato sembrerebbe esser riuscito a trasmetterlo.

Poi un campionato in cui l’ambizione massima è ridotta alla conquista di un posto in Europa League, tutt’altro che scontato, se Atalanta e Bologna continuano a viaggiare a questi ritmi.

Quindi sarà più o meno rivoluzione, grazie a un paio di addii pesanti che sembrano ormai inevitabili, e una campagna acquisti capace di accontentare i gusti tattici del nuovo mister.

Ecco, l’unica buona notizia mi sembra proprio questa: il 3-4-2-1 di Tudor, in grado di mutarsi nel corso della gara in 4-4-2 o in 4-2-3-1, e’ un modulo che ci libera dall’alea della costruzione dal basso (col rischio sempre incombente di harakiri) e ci permette di riempire l’area con più effettivi.

Ma per applicarlo decentemente, appunto, servono i giusti interpreti, quelli che mancano. E qualche settimana in più per sperimentarlo.

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Marco
Marco
11 giorni fa

finche ci sara’ Lotito ogni anno si propone lo stesso film con interpreti diversi ma stesso regista…se ai laziali va bene cosi’ buon film a tutti

Fabrix
Fabrix
11 giorni fa

Credo che questi ultimi due mesi servano soprattutto a capire che tipo di gioco si farà l’anno prox senza coppe, a definire gli obiettivi realistici e a cominciare a piazzare/dismettere 8/9 giocatori al capolinea (più quelli di rientro dai prestiti). Si la sconfitta sa di resa: non so quante possibilità abbiamo contro una squadra chiusa a riccio come la Juve partendo dal 2-0 sfavorevole. Cmq come hai scritto non siamo al momento attrezzati per una finale di coppa: mentalmente e fisicamente non ci siamo.

Free Eagle
11 giorni fa

“Ma per applicarlo decentemente, appunto, servono i giusti interpreti, quelli che mancano…”. Costante del lotitismo ,qualsiasi burattino ci sia in panchina o in campo…

Val
Val
12 giorni fa

La domanda è: quanti harakiri abbiamo visto con la costruzione dal basso?

Praticamente zero in 3 anni.

Ci si è fissati con Sarri, il problema è che non sono stati fatti i cambiamenti in organico necessari a ripetere o quantomeno andare vicini a quanto fatto lo scorso anno,

Solito reset Lotitesco.

Qualcuno già credeva di avere la Coppa Italia in tasca.

Sono molto preoccupato per il derby.

Val
Val
12 giorni fa
Reply to  Val

Dimenticavo: stasera Luis Alberto in quella posizione ha tolto tutti i dubbi. Inzaghi lo aveva inventato mezz’ala, Sarri lo aveva rifinito a giocatore completo.

Ruggero
Ruggero
11 giorni fa
Reply to  Val

E Tudor sarà il prossimo sulla graticola,perchè lui inganna tutti gli stupidi che lo finanziano con l’abilità di spostare gli argomenti,Oggi non esce con l’articolo tudor l’ho preso io o Guendonzi l’ho firmato ,o lanimadelimorta…cci…sui

Val
Val
10 giorni fa
Reply to  Ruggero

Tudor é perfetto per il reset Lotitesco: non ha grandi pretese a livello di giocatori, è uno che sa lavorare abbastanza bene con ciò che gli viene dato dalla società (lo si è visto benissimo a Verona).

Il suo impianto di gioco inoltre è più vantaggioso economicamente a livello di mercato per caratteristiche dei giocatori e ruoli.

Credo che nel giro di un paio di anni o poco più (in cui si starà di nuovo a galla con forse qualche scossone) anche la Lazio di Tudor potrebbe sfiorare di nuovo il momento del salto di qualità.

Che ovviamente non avverrà.

Lo abbiamo visto con Sarri quest’anno: non sono bastati un secondo posto e la cessione in extremis di Milinkovich, quindi un’ottima quadratura economica, a far sì che Lotito desse più retta al tecnico e facesse per una volta un mercato meno opportunistico sul momento.

Io però non me la prendo con Lotito: è come chiedere ad un pavone di fare l’aquila. Non ha alcun senso.

Mi danno invece molto fastidio i “Lazialoni” che in questi anni hanno difeso l’indifendibile, se la sono presa con i vari Delio Rossi, Pioli, Inzaghi ed ora con Sarri, anziché semplicemente prendere atto della situazione di mediocrità in cui la Lazio permane, facendo al contrario discorsi come se fossimo il Real Madrid o il Manchester City.

In tutto ciò sull’altro lato del Tevere c’è una proprietà molto facoltosa che potrebbe, una volta individuati i giusti ruoli chiave da coprire in società con le giuste persone, portarli molto in alto.

Da questo punto di vista, anche per la legge dei grandi numeri, non è che agli “Americani a Roma” puoi sempre mettere l’anello al naso come avvenuto fino ad ora.

Asrm
Asrm
10 giorni fa
Reply to  Val

Analisi perfetta, hai qualche proposta per uscire da questa situazione o dobbiamo aspettare, con rassegnazione, la dipartita del suino ?

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