Rubrica diversamente diplomatica dedicata ai media che proprio non ce la possono farea citare la Lazio. Neanche parlando di bilanci sani.
Di Micaela Monterosso
Disattenzione: lāessere disattento, mancanza di attenzione. In psicologia, stato psicologico per cui il soggetto cessa di interessarsi a un oggetto per rivolgere lāattenzione a un oggetto diverso. Svista, omissione, errore, causati da scarsa attenzione o distrazione.
Ho selezionato accuratamente ogni parola della mia rubrica, fino a oggi. Avrei voluto utilizzare āmistificazioneā almeno altre cinque volte, ma non mi piace ripetermi. Spesso mi domando se non sia io la complottista della situazione – il che potrebbe anche essere, quindi mi taccio da sola – sapendo che molti di voi magari mi prenderebbero per pazza (più di cosƬ?).
Fatta questa doverosa premessa, mi domando se la disattenzione, lāomissione, la mistificazione, lāoblio, facciano parte del mestiere del giornalista. Mi spiego: capisco le linee editoriali, attaccare lāasino dove vuole il padrone e altre dinamiche comuni a tutti i lavoratori del mondo, ma – ad un certo punto – dovrebbe subentrare anche il concetto di dignitĆ personale, oltre che professionale. Cosa che – pare – non sia più contemplata.
La storia sta più o meno cosƬ: la Superlega ĆØ durata quanto una pizza ai quattro formaggi nel mio piatto (no, forse la pizza dura ancora meno, ma questa ĆØ unāaltra storia) e quei poveretti di Sky che speravano di avere ancora un minimo di potere in termini di diritti tv (dopo lāacquisizione da parte di Dazn dei diritti per la Serie A del prossimo triennio) si sono ritrovati con il cerino in mano, per essere fini. Con la faziositĆ che per nulla li contraddistingue (sono tutti professionisti esemplari senza alcuna sciarpa al collo, attenzione), si sono lanciati in alcune considerazioni sulla situazione finanziaria dei club di Serie A. Il caro Bonan, elencando le societĆ dal bilancio sano, chi mi va a citare? Atalanta, Udinese e Sassuolo.
E la Lazio? Scusate eh⦠Ma ĆØ mai possibile che quando cāĆØ da sbatterci in prima pagina state tutti lƬ con la bava alla bocca e quando cāĆØ da riportare dati oggettivi ci girate intorno? Che cosa vi impedisce di parlare bene di una societĆ il cui bilancio ĆØ forse tra i più sani della Serie A? Quanto vogliamo farla durare ancora questa pantomima? Non vi sentite un poā ridicoli? Capisco abbiate una famiglia e dobbiate tenervi il posto di lavoro, ma ribadisco quanto detto più volte: il giornalismo – per me – ĆØ unāaltra cosa. SarĆ per questo che io sono povera e voi state su Sky a blaterare? Forse ho sbagliato qualcosa io⦠ChissĆ .
Non diamo però a Bonan colpe che non sono sue, non totalmente almeno. La Lazio fa parte delle societĆ che più di altre ha virato verso Dazn nella riunione per lāassegnazione ai diritti tv. Che abbiano il dentino avvelenato ĆØ più che giustificabile. Il problema sorge nel momento in cui gli interessi personali prevaricano lāinformazione che – sempre a mio modesto parere – dovrebbe essere quanto più imparziale e completa possibile.
Nel dubbio, comunque, rilancio dicendovi che ĆØ facile avere i bilanci in ordine quando (ad eccezione dellāAtalanta, sennò i colleghi gemelli mi crocifiggono in sala mensa), il massimo investimento che fai ĆØ pagare la pensione completa, invece che la mezza pensione, quando vai in ritiro prepartita. Il paradosso di questo modo di fare informazione – e la Superlega ne ĆØ lāesempio – ĆØ che avere i bilanci a posto ĆØ visto come un evento eccezionale. Se non hai debiti, in soldoni, non sei nessuno.
Ormai, noi laziali siamo abituati a questo tipo di trattamento. Ć dallāanno scorso che ogni occasione ĆØ buona per denigrare, nonostante di ragioni per elogiare ne avreste diverse. Se per essere elogiata, la Lazio deve indebitarsi e mettere a libro paga certi personaggi, allora mi tengo Lotito, la mia rubrica, i miei (5) lettori e continuo a guardarmi allo specchio senza avere la tentazione di sputarmi in un occhio da sola.
Quanto a voi⦠‘spiaze. Avete perso lāennesima buona occasione per fare corretta informazione.



Il problema si risolverebbe aprendo le porte a un socio, ma questo Lotito non lo vuole fare. Denigrare chi non vuole fare debiti ĆØ stupido, ma se chi non vuole fare debiti non vuole neppure soci che mettano soldi in societĆ , allora chi ĆØ lo stupido? Anzi, più che stupido, molto presuntuoso e anche un po’ furbetto.
E’ storia vecchia