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Immobile fa gol ma per tanti non è abbastanza, intanto macina record… #DiamoINumeri

Immobile segna in modo “normale” e per questo stupisce, ha abituato ad altri numeri… #DiamoINumeri

A cura di Daniele Caroleo

È fuor di dubbio che le immagini di ieri sera ci siano certamente rimaste impresse, negli occhi e nella mente. Ciro Immobile, per l’occasione capitano dell’Italia (l’ultima volta che ha avuto la fascia al braccio è stata nella sfida di Nations League contro il Portogallo del 10 settembre 2018, terminata 1-0 per i lusitani), in pieno recupero, calcia ad incrociare il rigore assegnato agli azzurri dal direttore di gara contro la Lituania ed insacca il pallone alla destra dell’estremo difensore avversario. È il raddoppio per la Nazionale di Roberto Mancini, ma l’esultanza di Ciro è per certi versi emblematica: amara, forse rabbiosa per le troppe occasioni mancate nel corso dei novanta minuti di gioco. Sicuramente dettata anche dal chiaro intento di voler chiedere scusa ai propri compagni per una prestazione forse un po’ sottotono.

È vero, le cose ultimamente non stanno girando a dovere per il calciatore di Torre Annunziata. Con la Lazio non segna da 6 giornate consecutive, ma con l’Italia parrebbe aver comunque ritrovato il feeling con il gol già dalla sfida contro l’Irlanda del Nord. E ieri sera ha anche segnato, come detto, la rete del raddoppio azzurro. Due gol che, tra l’altro, gli permettono di salire al 3° posto della classifica all-time dei marcatori della nazionale italiana nelle gare di qualificazione alla Coppa del Mondo: 8 le reti segnate complessivamente dall’attaccante della Lazio, che in questo modo aggancia Daniele De Rossi ed insegue Roberto Bettega, a quota 11 marcature, e Gigi Riva, con 14 gol.

Sostanzialmente, quindi, anche quando le sue prestazioni non sono ai livelli ai quali ci ha ormai abituato negli ultimi anni, la Scarpa d’Oro in carica continua a macinare e a sbriciolare record e primati vari. I numeri sono, come al solito, una certezza, e li andiamo a ricordare volentieri: 144 reti segnate con la maglia della Lazio in 209 presenze (il secondo miglior marcatore biancoceleste in Europa dopo Simone Inzaghi) ad appena 15 lunghezze da Silvio Piola, che detiene il record assoluto con l’aquila sul petto, a quota 159 in 243 partite; 222 reti segnate complessivamente in tutta la sua carriera (in 403 presenze); insieme a Gonzalo Higuain detiene il record di maggior numero di reti segnate in una singola stagione del campionato di Serie A (36); è il calciatore italiano ad aver vinto più classifiche marcatori (3) nel nostro campionato, insieme ad Aldo Boffi, Giuseppe Meazza, Roberto Pruzzo, Paolo Pulici, Gigi Riva e Giuseppe Signori ed è, inoltre, uno dei 3 calciatori della storia della Serie A ad aver vinto il titolo di capocannoniere con 2 maglie diverse (Lazio e Torino), insieme ad Ibrahimovic e Luca Toni (senza dimenticare la vittoria del titolo di capocannoniere in Serie B con la maglia del Pescara e dell’Europa League, nel 2018, con la Lazio).

E potremmo continuare ancora a lungo, sottolineando che, con questi numeri e queste statistiche, i delatori e gli opinionisti da salotto vari, dovrebbero solo tessere le lodi di un giocatore come Ciro Immobile, ed invece molti di loro risultano essere sempre incredibilmente loquaci e rumorosi le poche volte in cui le prestazioni di Ciro sono leggermente al di sotto degli standard, per poi diventare, tutto ad un tratto, particolarmente silenziosi e sfuggenti, le tantissime volte in cui Ciro dovrebbe essere elogiato e celebrato per i suoi incredibili risultati.

Ma anche in queste occasioni, purtroppo, c’è poco da stupirsi

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