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Scarpa d’Oro, dite ai giornali che Ciro ha vinto la sua Champions: mica mi sta bene!

Mica...mi sta bene

Rubrica diversamente diplomatica dedicata alle testate nazionali che hanno deciso di ignorare la consegna della Scarpa d’Oro a Immobile.

Prima pagina: è la pagina di apertura di un giornale, in particolare di un quotidiano. In generale, la prima pagina presenta sempre: la testata; il corpo della pagina, che contiene gli articoli sulle principali notizie della giornata. Spesso gli articoli sono affiancati da immagini fotografiche.

Interno giorno, colazione. Il solito triste caffellatte con due biscotti (tristi pure loro) e un sonno apocalittico. Scorro rapidamente le prime pagine dei giornali e, tra un lockdown totale e un bonus monopattini senza ruote, arrivo finalmente a quelle che mi interessano: le testate sportive. Dopo aver bevuto tutto il caffè ed essermi lavata la faccia, per essere sicura di essere sveglia, ripeto pedissequamente i passaggi. Per un attimo, sembravo Morgan nell’ormai celebre “Che succede?”, solo che al posto di Bugo, io cercavo Ciro.

Nessuna traccia dell’evento di ieri in Campidoglio. La consegna della Scarpa d’Oro non è mai avvenuta. Forse fa parte di una delle tante allucinazioni da lockdown, ma mi pare di ricordare un servizio del Tg2 (Rocco Tolfa sempre sul pezzo) in cui addirittura c’erano la Raggi e Lotito. Il dubbio, a questo punto, mi sorge spontaneo. Cristiano Ronaldo ha un qualche accordo con le testate nazionali per comparire anche quando sarebbe meglio nascondersi? Oppure pur di non celebrare la Scarpa d’Oro vinta dal bomber sbagliato (secondo molti) è meglio parlare dei denti (bellissimi, peraltro) di Cristiano?

Ora, non che mi aspettassi i tappeti rossi e la banda dei Carabinieri in alta uniforme, ma neppure un taglio bassissimo a pagina 19 (dell’edizione nazionale, che vivendo in Valdichiana, è l’unica che riesco a reperire). Eppure la cerimonia c’è stata, ho le prove, posso dire di conoscere chi era presente. Il premio a Ciro è stato consegnato da Virginia Raggi in Campidoglio, non da Gigi il benzinaio al distributore sulla Cassia. Non capisco. O forse capisco ma fingo di non capire. Quello che mi lascia interdetta, per non dire altro di poco giornalistico (ormai mi sono imborghesita, dopo venti bavagli), è la totale assenza di onestà intellettuale.

Se lo stesso premio lo avesse vinto quello che sperava de mori’ prima (e che ha vinto più premi con il film che in tutta la carriera), a quest’ora ci sarebbero DVD allegati anche a Famiglia Cristiana, tappeti rossi stesi sul G.R.A., statua d’oro a Porta Metronia con processione dei fedeli e telecamere puntate in casa per controllare la frequenza con la quale chiede alla moglie dove sono i calzini. Per carità, noi non siamo loro e ne sono non orgogliosa, di più, ma penso a Ciro e a come si debba sentire in questo momento.

Se un po’ ha assimilato il significato dell’essere laziale, non deve essersela presa più di tanto, doveva aspettarselo, in fondo. Quello che a me non sta bene, nemmeno un pochino, è che debba pagare lui il prezzo di una guerra (che sembra più uno scontro tra due bambini dell’asilo nido che litigano per chi debba dormire con l’orsacchiotto più grande) che non gli appartiene.

È triste pensare come la notizia spesso passi in secondo piano, rispetto agli interessi personali di uno o dell’altro, e che a farne le spero sia Ciro oggi e tanti altri prima (e dopo) di lui. La mia idea di giornalismo è diversa. L’informazione dovrebbe prescindere dalla fede calcistica e dagli interessi editoriali, qualunque essi siano. Fantascienza eh? Si, forse sono io che ho troppa fiducia nel mondo.

Resta il fatto che, prima pagina o no, Ciro Immobile ha vinto la Scarpa d’Oro, è in bella mostra a casa sua (come la Coppa Italia a Formello, del resto) e non sarà una prima (o ultima) pagina a cambiare la realtà. E pensare che gli sarebbe bastato sostituire la scritta su quella bella copertina colorata di qualche mese fa… ERA VERO. È VERO. La Scarpa d’Oro è di Ciro Immobile. E di tutti i laziali. L’ordine naturale.

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