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La conferenza di presentazione di Lazzari e Andre Anderson

Questo pomeriggio a Formello la Lazio presenta ufficialmente i nuovi acquisti Lazzari e Andre Anderson. Ecco come hanno risposto alle domande.

Proseguono le presentazioni in casa Lazio. Ieri è stata la volta di Vavro, oggi è il turno di Manuel Lazzari e Andre Anderson. Rivivi la conferenza stampa di questo pomeriggio a Formello.

Il Ds Tare inizia la conferenza introducendo Manuel Lazzari.

“Buonasera. Presentiamo oggi il secondo nuovo acquisto che è Lazzari. Giocatore cercato, voluto e chiacchierato già dall’anno scorso. Tutti lo volevano, voi in primis, e alla fine è diventato realtà. Siamo felici di averlo in squadra. Ho avuto modo di conoscerlo in questi primi giorni in squadra e la cosa che mi ha colpito è la sa emozione nel’indossare questi colori. Fa molto piacere, sono cose che fanno la differenza. È di poche parole, ci sarà molto utile alla nostra causa e sono sicuro che raggiungerà la nazionale facendo bene con noi”.

Iniziano le domande per Lazzari.

Prima di tutto, come stai? Come va la mano?

“Domenica ho preso una bella botta però siamo riusciti ad organizzarci subito per operarmi il giorno dopo. Il recupero procede veloce, già non sento dolore. Chiaramente però devo giocare con tutore, ma per me non è la prima volta. Ieri mi sono allenato bene con la squadra. Per domenica sono a disposizione”.

Senti la responsabilità passare da Ferrara a Roma?

“Per me è un grosso salto in avanti. Dalla lotta per la salvezza ad una grande squadra, di una grande città come Roma, che lotta per Champions è qualcosa di importante. Io farò di tutto per farmi trovare pronto. Non vedo l’ora di iniziare”.

Cosa ti ha spinto a scegliere la Lazio?

“Sono un paio d’anni che sentivo parlare della Lazio. Quando il mio agente me ne parlava gli occhi mi brillavano. Una società come la Lazio non arriva tutti i giorni. Appena ho avuto la possibilità non ci ho pensato due volte. È stato tutto molto bello”.

Quali obiettivi ti poni? La Lazio secondo te è da Champions?

“Gli obiettivi li sapete tutti. Come squadra puntiamo alla Champions. Il gruppo è forte, ci sono due giocatori per ruolo che potrebbero essere titolari ovunque. Io sono contento di far parte del gruppo e speriamo di partire subito con il piede giusto”.

Cosa hai trovato di nuovo nel sistema e nei metodi di Inzaghi?

“Sono abituato a giocare col 3-5-2. Non ho avuto grandi difficoltà nell’ambientarmi. Il metodo invece è cambiato: qui i ritmi sono altissimi, la qualità è tantissima e in questo non è stato facile. Ma i compagni mi hanno subito integrato. Dico grazie a loro e sono contento”.

Uno difetto che si dice in giro su di te è che segni poco? Pensi sia vero?

“Sì, forse lì devo migliorare un po’. Anche il mister me lo ha detto. Con un modulo e un gioco così devo farli almeno 3-4 gol. Quest’anno lavorerò per migliorare”.

Prima hai detto che hai già giocato col tutore. Quando è successo?

“Due anni fa mi ruppi lo scafoide della mano sinistra. Giocai con il tutore 3-4 mesi senza grandi problemi”.

Che effetto fa giocare al fianco di calciatori che fanno la differenza in campo?

“Non mancano mai gli stimoli con questi giocatori, hai sempre voglia di migliorare. Ogni volta cerchi di rubare qualcosa. Io cercherò di farmi trovare pronto e sfruttare tutte le occasioni”.

Tra due settimane c’è il derby, come ti avvicini? che ne pensi?

“Quando mi sono fatto male il primo pensiero è stato quello. Alla fine è andata bene. Sicuramente il derby di Roma è il più bello d’Italia, chiunque vorrebbe giocarlo e sono felice di essere riuscito a riprendermi presto”.

Con chi hai legato di più?

“Io sono un po’ timido, ma i compagni sono ottimi ragazzi e li ringrazio perché mi hanno subito coinvolto nel gruppo. Magari parlando in italiano parlo di più con Acerbi, Ciro e Danilo Cataldi, mio compagno di stanza”.

Terminate le domande per Lazzari, riprende la parola Tare per introdurre Andre Anderson.

“Andre Anderson è un ragazzo molto giovane, l’ho seguito personalmente negli ultimi due anni. Ha delle caratteristiche importanti che ricordano il modo di giocare di Hernanes. Per la sua crescita pensavamo di fare qualcosa di simile a Luiz Felipe e penso che il passaggio alla Salernitana sia stato molto utile per lui. Ha ampi margini di miglioramento, può giocare in due-tre ruoli e per questo è molto funzionale. Penso che in 2-3 anni farà parlare molto di sé”.

Iniziano le domande per Anderson.

Lo scorso anno non è stato facile a Salerno. Con quali aspettative arrivi?

“Sono troppo felice di essere qui. L’anno scorso è stato difficile, però io sono molto contento e vogoio fare tante cose qui”.

Il ds ti paragona a Hernanes, ti ci rivedi?

“Hernanes è un grande giocatore, io però voglio fare il mio calcio, voglio aiutare la squadra. Sono contento che mi paragonano a lui, ma voglio giocare per come sono io”.

Speri di seguire la stessa crescita di Felipe Anderson?

“Il mio primo obiettivo è aiutare la squadra. Ora sono concentrato solo su questo”.

Hai parlato con Inzaghi? Che ruolo pensi di ritagliarti in stagione?

“Ho parlato col mister, ma non così tanto. Per me non c’è nessun problema di ruolo. Mezz’ala, quinto, attaccante… io voglio giocare. Sono a disposizione del mister”.

Cosa ti ha spinto di lasciare il Santos e venire qui?

“Il Santos è una squadra importante e lì ho imparato tanto. Ora però sono qui in un’altra squadra altrettanto importate in Europa e sono felice”.

Quale brasiliano del passato, che ha giocato in Italia vedi come riferimento?

“Ronaldo il fenomeno, che giocava nell’Inter, per me era troppo forte”.

Cosa ti è rimasto dell’anno scorso alla Salernitana?

“Come ho detto è stata una stagione difficile, ma mi ha dato fiducia. Ho imparato un po’ la lingua e mi ha fatto bene personalmente affrontare qualche difficoltà”.

A chi pensi di assomigliare di più?

“Io veramente non lo so. Tutti mi dicono che sono simile a qualcuno, Hernanes magari, ma non lo so…”

Hai origini italiane, vero? Per la nazionale hai già fatto una scelta col Brasile?

“Sì, mio nonno era abruzzese. Alla nazionale però non ci penso, non so se e con chi giocherò”.

 

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