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Siviglia-Lazio, perché credere nell’impresa?

Lazio, allenamento

Alle 18.00 la Lazio affronterà gli spagnoli al Ramón Sánchez Pizjuán. Si riparte dallo 0-1 dell’Olimpico: per passare agli ottavi di finale di Europa League servirà vincere segnando due gol.

C’è un’aria strana questa mattina a Roma, la Lazio gioca tra poche ore ma nessuno ne parla. “Forse non interessa nessuno”, errore. Interessa e come. Ma il sentimento che più contraddistingue il tifoso biancoceleste oggi è la rassegnazione. Al bar, tra un cornetto e un caffè, lo sguardo è quello. Nessuno crede nell’impresa, perché di impresa bisogna parlare dato che la Lazio dovrà vincere in casa del Siviglia segnando almeno due gol (qui per i precedenti delle italiane in Andalusia).

C’è davvero speranza per la Lazio?

La speranza c’è, esiste. Ma è flebile, sopratutto davanti a degli ostacoli che sembrano insormontabili. Il Siviglia è una squadra forte, spagnola, in grado di palleggiare anche per 90 minuti. In casa, nel caldissimo Ramón Sánchez Pizjuán, ha perso soltanto 2 volte in questa stagione. In più la Lazio non è al top della condizione, sia mentale ma sopratutto fisica, con tanti giocatori in infermeria. Nonostante pensare alla qualificazione sia solo un sogno, proviamo a essere ottimisti con dei motivi per credere nell’impresa.

1 – L’imprevedibilità del calcio

La vittoria dello United in finale di Coppa dei Campioni a Barcellona nel ’99 contro il Bayern Monaco: 2 gol nei minuti di recupero. La rete di Klose nel derby con la corsa di Reja sotto la Nord, era il 2011. Lo Scudetto del Leicester di Ranieri e l’incredibile vittoria del Liverpool, in rimonta da 0-3, sul Milan a Istanbul in finale di Champions. E, purtroppo, come non ricordare la sconfitta del Barcellona all’Olimpico contro la Roma, che con il 3-0 è passata in semifinale. “E quindi?”, lecita la domanda. Apparentemente sono vittorie, frammenti di storia non collegati tra loro. Eppure c’è un filo conduttore che li unisce. Sono alcune tra le mille testimonianze più nitide che nel calcio non è mai detta l’ultima parola. È troppo strano, imprevedibile ed episodico. E davvero, a volte, può succedere l’incredibile. Per testimonianza chiedere al tifoso laziale lumi sul 14 maggio 2000. Uno Scudetto vinto grazie alla pioggia, al cuore e al sacrificio. Una follia sportiva.

2 – I recuperi

Rispetto alla gara d’andata si rivedrà in campo Milinkovic, che darà sicuramente uno spessore ben diverso al centrocampo della Lazio. Stesso discorso per Immobile, out per precauzione giovedì scorso: farà la staffetta con Correa. Parolo è ancora in dubbio, la caviglia non è al meglio, ma è comunque a disposizione di Inzaghi. Sono tre recuperi, quattro se ci mettiamo Radu che a Genova ha chiesto il cambio, che potranno dare qualcosa in più alla squadra. Dal punto di vista tecnico, certo, ma anche sul piano della personalità e del coraggio. E di coraggio, oggi, ce ne vorrà tanto.

3 – Il momento del Siviglia: non è imbattibile

‘Estadio Deportivo’, portale molto vicino alla squadra biancorossa, ha usato il termine ‘miraggio’ per definire la vittoria all’Olimpico per 0-1 di giovedì sera. Questo perché come la Lazio, anche il Siviglia non sta attraversando un momento di forma esaltante. Lo dicono le prestazioni, in Liga molto sottotono, ma sopratutto lo confermano i numeri. Nei 12 match giocato nel nuovo anno, gli andalusi hanno collezionato 2 pareggi, 4 vittorie e 6 sconfitte. L’ultima, pesantissima, contro il Villarreal domenica scorsa per 3-0.

4 – La voglia degli ex

Immobile e Correa sono due ex Siviglia e, in quanto tali, è logico e innegabile che saranno spinti da un desiderio di rivincita e di rivalsa. Soprattutto Ciro, che in Andalusia non ha fatto bene: 4 gol e 1 assist in 15 presenze. Perché poi si sa, nel calcio quella degli ex è una delle leggi che più vale…

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2 anni fa

Voglio credere è non sperare che ce la mettano tutta anche perché sono un po’ a pezzi per partite un po’ troppo vicine comunque vada sempre forza lazio

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2 anni fa

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