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Giuseppe Signori

Beppe Signori, 5 gol per descrivere il Re della Lazio (VIDEO)

Se nel titolo di un’edizione nazionale di un quotidiano viene usato il termine ‘finimondo’ – accanto al nome Beppe Signori e a quello della Lazio –  vuol dire che è successo qualcosa di grave. Di pesante. Un evento inusuale che merita tutta l’attenzione del caso perché passerà alla storia.

E ciò che accadde nella Capitale l’11 giugno del 1995 rimane impresso nella mente di tutti i tifosi della Lazio e degli appassionati di calcio. A distanza di quasi 24 anni l’espressione ‘Finimondo Signori’, utilizzata a pagina 3 da ‘La Gazzetta dello Sport’ il giorno seguente, risulta dannatamente appropriata. Perché il mondo non è finito, ci mancherebbe, ma le normali dinamiche del calcio sono state ribaltate: i tifosi della Lazio, in massa, sono scesi per le strade e hanno impedito la cessione di Giuseppe Signori al Parma. Il resto è storia nota.

Lazio, i 5 gol per descrivere Signori

Ieri il ‘Re’ con la chioma folta e col numero 11 sulla schiena ha spento 51 candeline e tutti i tifosi della Lazio – prima o dopo l’amarezza di Marassi – gli avranno sicuramente rivolto un pensiero, ricordando quanto accaduto a via Novaro, la vecchia sede della società di Cragnotti.

Ma era così forte Signori?” , la domanda che qualsiasi bambino ha fatto o legittimamente farà. ““, è la risposta che bisognerà dare, ma sarà molto complicato spiegare il motivo. Sfido chiunque di voi a raccontare e descrivere Beppe Signori a chi non l’ha mai visto giocare. Si potrà rendere soltanto l’idea di questo fantastico attaccante che con l’aquila sul petto ha segnato 127 gol su 195 presenze (è secondo, dietro Piola, nella classifica marcatori all time della Lazio). Ma l’immaginazione non corrisponderà mai veramente alla realtà. Così per aiutare a capire perché più di 5mila persone hanno invaso le vie di Roma quell’11 giugno del 1995, abbiamo scelto 5 delle sue reti biancocelesti per andare a evidenziare le singole caratteristiche:

1 – Classe e tecnica (Ancona-Lazio 0-3, gennaio 1993)

Pallonetto di fino a scavalcare il portiere tra la neve di Ancona: un gesto che soltanto in pochi possono eseguire con questa naturalezza. E poi il pallone arancione rende tutto ancora più magico.

2 – Imprevedibilità (Lazio-Inter 3-1, dicembre 1992)

Punta la porta, ora si allargherà a destra che c’è spazio. No, torna sul sinistro e salta un avversario. Ne salta un altro, poi si defila: sinistro secco all’angolino basso e rete. Da solo fa impazzire la difesa dell’Inter, in balia del suo estro.

3 – Potenza (Napoli-Lazio 3-1, gennaio 1993)

Bolide di sinistro sotto l’incrocio al San Paolo di Napoli. What else?

4 – Istinto da bomber (Cagliari-Lazio 1-1, settembre 1992)

Centoventisette gol lì fanno gli attaccanti veri, quelli sempre positivi e sempre pronti a ribattere in rete. Perché Signori ha fatto gioire i tifosi con giocate fantastiche, ma ha fatto tanche tante reti sporche, da vero 9 d’area di rigore. Questo a Cagliari è un esempio: è il più lesto ad avventarsi sulla respinta corte del portiere, anticipando di testa i difensori rossoblù.

5 – Personalità (Lazio-Roma 1-0, marzo 1994)

Qui per la verità c’è tutto: la fantasia, la coordinazione, la tecnica di calcio, il tempismo e la potenza. Ma la cosa che vorremmo mettere in evidenza è la personalità. Perché questi gol, sotto la Sud, in un derby non possono fare tutti.

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