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Lazio, Lazzari: “Dobbiamo approcciare contro il Cagliari come abbiamo fatto contro il Celtic”

Lazio, le parole di Lazzari in conferenza alla vigilia della sfida di campionato contro il Cagliari

Manuel Lazzari, terzino della Lazio, è intervenuto in conferenza stampa, nel centro sportivo di Formello, per presentare la gara di campionato contro il Cagliari, che si disputerà domani alle ore 18 all’Olimpico di Roma.

Cosa lascia la vittoria contro il Celtic?

“Speriamo che ci lasci tanta energia e tanta adrenalina per risalire in campionato. Non sappiamo ancora perché della differenza di rendimento tra campionato ed Europa. Sicuramente il passaggio del turno è qualcosa di importante. Già domani contro il Cagliari ci aspetta una partita da dentro o fuori, dovremo approcciarla come martedì sera”.

All’inizio hai avuto problemi con Sarri, ora senti di essere diventato un terzino vero e proprio?

“Si perché ho fatto tutta la carriera da esterno a centrocampo a 5. Con Sarri mi sono dovuto adattare e adesso penso di più a difendere che ad attaccare. Personalmente sono cambiato molto e spero di continuare a crescere”.

Pensi di avere più chance per la Nazionale?

Certamente ci spero perché è il sogno di ogni calciatore, ma io mi devo concentrare sulla Lazio. Solo andando bene con la Lazio, potrò essere convocato in Nazionale, magari anche per Euro 2024. Ma non mi focalizzo più di tanto“.

L’anno scorso la Lazio faceva bene in campionato e non in Europa, quest’anno il contrario…

“Si è vero, ma è una cosa che nemmeno capiamo noi. L’unica cosa che possiamo fare ora è rimboccarci le maniche perché sappiamo di essere indietro in campionato e solo arrivando tra le prime 4 potremo giocare nuovamente la Champions”.

Come hai vissuto l’alternanza?

“Quando un giocatore non gioca perde un po’ di fiducia, è meno contento, ma in questi 3 anni sono cresciuto a livello mentale, soprattutto nei momenti più difficili. Una stagione è sempre lunga e ci sono momenti sia positivi che negativi  L’importante è allenarsi sempre al meglio e cogliere le opportunità che hai”.

Perdere un calciatore come Milinkovic, per te e Felipe Anderson, ha cambiato qualcosa? Chi può sostituirlo in quel ruolo?

“Chiaramente con Sergio (Milinkovic) giocavamo insieme da 5 anni e giocavamo a memoria. Bastava uno sguardo per capirci. Però sono arrivati grandi giocatori in mezzo al campo che possono diventare come, come Mattéo Guendouzi. Pur essendo diverso da Milinkovic, si sta ambientando e la Lazio ha fatto un grande affare a prenderlo”.

Peccato di presunzione per essere arrivati secondi in campionato?

“No perché, conoscendo bene i miei compagni, non ci è mancata l’umiltà. Anche se uno che ha guardato la gara di Salerno può pensare che è mancata cattiveria e personalità. Sta tutto lì, cercare di approcciare le partite come abbiamo fatto in Champions. Sappiamo che adesso ci dobbiamo dare una svegliata soprattutto in campionato”.

Come li stai vedendo i nuovi?

“Tanti calciatori che sono arrivati quest’anno arrivano da contesti diversi e da Paesi diversi, a parte Rovella. Quindi è normale che ci voglia più tempo. Il mister chiede determinate cose, basta che qualcuno non le faccia e salta tutto. Serve tempo e pazienza, dobbiamo imparare al più presto quello che chiede il mister e riportarlo in campo”.

Come cambia il tuo modo di attaccare? Isaksen?

“Da terzino, partendo molto più distante dalla porta avversaria, arrivo meno lucido in attacco, però ho più campo da attaccare. Ci sono pro e contro. È un calcio che mi piace molto e posso sfruttare le mie caratteristiche. Isaksen è un ragazzo intelligente, che ha messo in mostra le sue qualità. Speriamo che faccia la differenza anche in campionato”.

Come vedi il dualismo Immobile-Castellanos?

“Ciro lo vedo sempre molto sereno e felice, soprattutto dopo i due gol contro il Celtic. L’umore è ottimo, sta bene, è in fiducia. Anche se non ha giocato dall’inizio, ha fatto la differenza con i suoi gol. Ci sono state tante critiche, ma lui è molto forte, fisicamente e mentalmente, ed è stato bravo a guardare avanti: l’ha dimostrato a tutti noi. Per quanto riguarda le differenze tra lui e Taty, sicuramente Ciro è più bravo ad attaccare la profondità mentre Castellanos viene più incontro. Però siamo fortunati ad averli perché sono entrambi molto forti. In base alla partita che avremo davanti, il mister deciderà chi schierare”.

Dove pensi di dover ancora crescere?

“Anche se ho appena compiuto 30 anni, in questo mondo calcistico non si smette mai di imparare. Non avrei mai immaginato di poter fare il terzino di una difesa a quattro, quindi sono molto orgoglioso. Il mio pallino sarà sempre crescere sotto il punto di vista difensivo”.

 

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