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Lazio, il rapporto tra investimenti e trofei parla chiaro: tra le migliori in A… #DiamoINumeri

Lazio, i numeri sono dalla tua parte: investimenti mirati e bilancio in regola… #DiamoINumeri

A cura di Daniele Caroleo

Il fattore numerico, nel mondo del calcio, è certamente preponderante. In epoca moderna, poi, ai classici dati statistici relativi ai risultati sul campo dei rispettivi club, è necessario anche associare tutta una serie di numeri, formule e conteggi legati ai bilanci di ogni singola società. Tutto questo per comprendere ancor più pienamente in che modo questa o quella squadra è riuscita a conseguire questo o quel risultato. Oppure (nelle maggior parte dei casi) in che modo questo o quel club ha fallito miseramente i propri obiettivi, nonostante gli ingenti investimenti profusi all’inizio (ed in corso) della stagione.

Nel nostro caso, ovviamente, parliamo nello specifico della Lazio, e ci affacciamo ai numeri che andremo a sciorinare a breve, con una certa curiosità, dettata anche dai recenti dati statistici diramati dal prestigioso IFHHS che hanno posto la squadra biancoceleste nella top30 dei club più forti del mondo degli ultimi 10 anni, ed al 3° posto tra le squadre di Serie A, dietro solo alla Juventus ed al Napoli e piazzandosi davanti (nell’ordine) ad Inter, Milan e Roma.
Un risultato che abbiamo già avuto modo di definire straordinario (ma non inaspettato), ma che acquisisce certamente più valore alla luce della netta differenza tra gli investimenti economici effettuati dalla Lazio nel corso di questi anni rapportati con quelli delle sue dirette concorrenti.

Un primo parametro, ad esempio, ci è stato fornito dal CIES Football Observatory, l’organizzazione di ricerca ed istruzione che si occupa di analizzare e diramare diversi dati statistici sul calcio. Nelle scorse settimane, tale prestigiosa istituzione ha preso in analisi i soldi spesi ed incassati dalle squadre dei 5 principali campionati europei nelle ultime 10 finestre di calciomercato, ovvero dal gennaio 2016 ad oggi, ed ha stilato una speciale graduatoria iniziando dai club che hanno registrato il maggior disavanzo e terminando con quelli che invece hanno chiuso il proprio fatturato in attivo.
Tra le prime 5 squadre d’Europa con il bilancio in rosso, troviamo immediatamente un club italiano: l’Inter. La squadra nerazzurra, con -386 milioni di euro, si piazza al quinto posto, dietro il Manchester City, il Manchester United, il Barcellona ed il PSG. Scorrendo ulteriormente la classifica, ecco che appare il Milan, all’8° posto, con un passivo di -311 milioni di euro. La terza italiana con il bilancio in rosso, poi, è la Juventus, (al 13esimo posto in Europa), con il dato di -249 milioni di euro, ma con dei risultati ottenuti sul campo nettamente migliori rispetto alle due squadre milanesi. Al 19esimo posto ecco poi il Napoli, con un passivo di -165 milioni di euro, seguito a ruota dal Parma, al 20esimo posto, con -158 milioni di euro.

E la Lazio?
Secondo i dati del CIES, il suo disavanzo negli ultimi 5 anni sarebbe di appena 24 milioni di euro, che la pone, in Italia, addirittura dietro a squadre come Cagliari, Bologna, Benevento e Fiorentina. Ma che, soprattutto, avvalora ancora di più i risultati conseguiti sul terreno di gioco in questo lasso di tempo (dal 2016 ad oggi sono state vinte 2 Supercoppe ed una Coppa Italia) dalla formazione biancoceleste guidata da Simone Inzaghi, capace di imporsi ai vertici del calcio nazionale (la Lazio è la seconda squadra più titolata d’Italia in questo determinato periodo) senza spendere cifre astronomiche e con investimenti certamente più oculati rispetto alla maggior parte delle squadre avversarie.
Nello specifico, tra l’altro, La Repubblica, recentemente aveva anche avuto modo di mettere in evidenza semplicemente le uscite per l’acquisto dei calciatori delle squadre di Serie A proprio negli ultimi 5 anni, e anche in questo caso la Lazio si piazza dietro a tutte le sue dirette concorrenti, al 7° posto, con appena 170,8 milioni di euro investiti, preceduta, rispettivamente, dalla Juventus (con 957,13 milioni), l’Inter (685,08), il Milan (544), la Roma (532,10), il Napoli (506) e l’Atalanta (con 245,86).

Se poi volessimo prendere in esame il periodo di tempo analizzato proprio dall’IFHHS, ecco che ci viene in aiuto anche il celebre sito Transfermarkt, sulle cui pagine sono stati recentemente pubblicati i dati relativi al “bilancio trasferimenti” (cioè i guadagni e le perdite di una società sommando tutti i suoi trasferimenti di una stagione) degli ultimi 10 anni delle squadre dell’attuale Serie A.
E anche in questo caso i risultati sono molto interessanti: al primo posto dei bilanci in rosso, troviamo la Juventus con -443,77 milioni di euro, ma che, come detto, compensa comunque il suo passivo con i risultati conseguiti sul campo. Cosa che invece non possono fare, almeno per il momento, il Milan e l’Inter, rispettivamente in seconda e terza posizione con un -413,47 e -379,24. Poco sotto a questo ipotetico podio, ecco nuovamente il Napoli, con -222,93 milioni di euro, seguito dal Parma con un passivo di 94 milioni. In sesta posizione la Roma, con un passivo di -59,26 milioni di euro, seguita dal Bologna, con -55,73 e dal Sassuolo con -47,42 milioni. Al 9° posto, ecco poi finalmente la Lazio, con un passivo (relativo, lo ricordiamo, esclusivamente alla compravendita dei calciatori negli ultimi 10 anni) di -44,70 milioni di euro, che testimoniano, anche in questo caso, la netta differenza di investimenti tra la società capitolina e le altre squadre di Serie A. Soprattutto se poi, a questi dati, si aggiungono, come detto, i risultati e i titoli conquistati sul manto erboso (ben 7 delle 8 squadre che precedono la Lazio nel bilancio in passivo hanno vinto meno della squadra biancoceleste, e solo la Juventus può vantare, ovviamente, un palmares nettamente superiore nell’ultimo decennio).
Anche in questo caso, quindi, le chiacchere stanno sostanzialmente a zero.
E nonostante qualcuno si ostini impunemente ad ignorare questi dati oggettivi, la realtà dei fatti, come abbiamo già avuto modo di ribadire, è questa.
E certi personaggi in cerca d’autore, prima o poi, dovranno farsene una ragione.

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