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Parola ai tifosi

In difesa del soldato Parolo: una vittima, non un colpevole

Dopo Inter – Lazio , tra i tifosi biancocelesti è scoppiata un la caccia all’uomo alla ricerca dei colpevoli. Ma Parolo è una vittima, non va accusato.

Facile prendersela con chi è sempre disponibile, con chi si immola per la squadra ed è disposto a fare una figuraccia pur di mettersi in gioco.
Lukaku è tra i primi tre attaccanti del nostro campionato e uno dei più quotati a livello europeo. Non solo, indubbiamente a livello fisico primeggia a livello mondiale. Parolo lo sapeva e Inzaghi pure.
Il problema è che Marco ha dovuto raccogliere ‘l’eredità’ lasciata dal povero Hoedt, ancora una volta attore di una serata poco fortunata, consecutivamente a quella di Bergamo in Coppa Italia. Tralasciando che la ricerca del colpevole non sembra il più costruttivo degli atteggiamenti e che la Lazio è caduta dopo sei vittorie consecutive a casa dei primi in classifica, analizziamo a fondo la questione, cosa che dai più non è stata fatta.

Hoedt ha causato il calcio di rigore figlio, però, di una bambola difensiva generale che ha visto partecipi in primis l’olandese ma anche i ritardi di Patric e forse di Acerbi, in ritardo e tenuto distante dal fisico di Lukaku. Questo non assolve Hoedt ma ricorda solamente che il penalty causato è ben diverso da quello di Bergamo.
Passiamo al secondo gol. Nessuno discute mai Milinkovic (sbagliando?) ma a gran voce si è parlato della fortuna nel rimpallo decisivo interista. Vero, la palla carambola su Lukaku che non può sbagliare.
Ma come non dire che Sergej subisce una prepotenza in fase di ricostruzione dopo il passaggio di Pepe Reina? Come si può NON dire soprattutto se nel terzo gol viene giudicata pericolosa la palla persa in attacco da Immobile quando è venuta a mancare tutta la difesa preventiva del reparto biancoceleste. In ogni caso, sul terzo gol è avvenuto quello che ha reso – da parte dei romanisti soprattutto – oggetto di scherno il nostro Marco Parolo.

Beh, non c’è problema. C’è ancora il brutto ricordo di quanto causato da Lazzari nel derby e ora ogni sorpasso sulla fascia va evidenziato e ridicolizzato.
Lukaku è una forza della natura, nel vero senso della parola e non sarà certo Parolo a doverlo fermare a campo aperto, a 36 anni e in un ruolo che ovviamente non è il suo.
Non ha giocato Musacchio e si sospetta che fosse perché non di ruolo come centrale… figuriamoci Parolo.
Marco ha giocato praticamente in tutti i ruoli fuorché attaccante e portiere. E pensare che c’è chi come Felipe Anderson passeggiò in mezzo al campo perché non gradiva il ruolo di quinto di fascia.

Parolo non si tocca

Sia per quello che ha dato e ancora potrà dare alla Lazio ma soprattutto per il cuore e il coraggio che continua a mettere a disposizione anche a tutela di chi forse non se lo merita.
Anche perché parliamoci chiaro: la totale mancata presa in considerazione di Musacchio resta un mistero.
Sia perché non è stato scelto al posto di Patric, sia perché l’uscita di Radu non l ha visto protagonista ma soprattutto perché nell’emergenza totale è stato scelto Parolo ultimo difensore.
Da titolare a ultima scelta? Solo il tempo ci dirà se Musacchio verrà considerato come un vero acquisto o semplicemente – a sorpresa – come un nome in più in caso di emergenza.
Tutti speriamo – e in fondo sappiamo – che la seconda chance non è da prendere in considerazione.

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