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Derby a gennaio: i precedenti dicono Lazio, ma le ultime volte…

Lazio, la società prende le distanze dallo striscione

Nella storia dei derby della Capitale, i precedenti disputati a gennaio vedono la Lazio in vantaggio netto. Ma che beffe negli ultimi due.

Ci scusiamo in anticipo con i più scaramantici: sono autorizzati a qualsiasi gesto apotropaico. Gli amanti della statistica, invece, possono sorridere. Nella storia dei derby della Capitale i precedenti disputati a gennaio dicono Lazio.

Dal 1933 ad oggi, cioè da quando si è giocata la prima stracittadina tra Lazio e Roma, è successo 11 volte: 4 in Coppa Italia, 6 in Campionato e 1 nel campionato romano di guerra. 6 le vittorie biancocelesti, 3 quelle giallorosse e 2 i pari.

Come avverrà anche domani, in 7 casi la Roma è stata padrona di casa. E proprio tra le mura amiche dei lupi sono maturate tutte le loro vittorie nel primo mese dell’anno e i due pareggi, contro i 2 successi in trasferta delle aquile. Il primo dei quali lontanissimo nel tempo: il 15 gennaio del ’39 la decisero Zucconi e Busanti. Esattamente 50 anni prima che, a campo invertito, Paolo di Canio esultasse in faccia a tutta la Curva Sud. Il secondo segno 2 per la prima squadra della Capitale è invece quello indimenticabile targato Guerino Gottardi, nel ritorno dei quarti di finale della Coppa Italia 1997-1998 (allora si giocava tutto il tabellone su andata e ritorno).

Nel 2005, con la Lazio padrona di casa, ci pensò di nuovo Di Canio, insieme a Cesar e Rocchi, a rendere dolcissima l’epifania biancoceleste. Ma è quello anche il più recente dei successi in questo mese del calendario. Le ultime due occasioni per i laziali, infatti, sono state delle autentiche beffe.

Negli ottavi della coppa nazionale del 2011, in gara secca, i rigori trasformati da Borriello e Hernanes avevano fissato il punteggio sull’1-1. Poi una zampata improvvisa di Fabio Simplicio, a un quarto d’ora dalla fine, ha condannato i ragazzi allenati da Edy Reja.

L’11 gennaio del 2015 invece, dopo il doppio vantaggio nel primo tempo firmato Mauri e F. Anderson, una doppietta di Francesco Totti rimise in parità un match che sembrava già deciso. Famosa ed emblematica è rimasta l’esultanza del capitano romanista con il selfie scattato sotto la curva dei propri sostenitori dopo la seconda marcatura personale. Uno dei tanti gesti goliardici, mal digeriti dalla parte avversa, che hanno condito gli incroci tra le due sponde calcistiche del Tevere. La speranza è che, dopo questi passi falsi, da domani il mese di gennaio torni a sorridere alle aquile.

 

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