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Bucciantini a SLL: “Correa possiede i segreti del calciatore. Immobile? Ha la mentalità da ciclista, ma segna più di Dzeko e Ronaldo”

Lazio Women, il goornalisata bucciantini parla delle ragazze

Marco Bucciantini, giornalista, scrittore, opinionista Sky Sport, è interevuto in esclusiva ai microfoni di SololaLazio.it, per parlare di questo inizio di stagione della Lazio

Marco Bucciantini è intervenuto ai microfoni di SololaLazio.it, per parlare dell’inizio di stagione dei biancocelesti e di alcuni singoli che stanno permettendo alla squadra di stare al terzo posto in classifica.

“Dovunque tu vada sarai sempre in salita e controvento” frase celebre dello scrittore statunitense, Arthur Bloch. Parole dedicate al ciclismo, sport diverso dal calcio, ma che per certi versi è legato da un filo comune. Marco Bucciantini ha diversi amori e due di questi sono proprio la bicicletta e il bel calcio, quello estetico, quello che ti emoziona. La giocata del campione, che con un brivido lungo la schiena ti fa rivivere le grandi fughe dei ciclisti in solitaria, durante una tappa del Giro delle Dolomiti.

La Lazio sta attraversando in campionato un bel momento: terzo posto in classifica e numeri importanti dalla sua parte, come valuti questo inizio di stagione?

“I biancocelesti sono una delle squadre italiane con più certezze. Sono anni che lavora sempre al meglio sviluppando i suoi punti di forza. Il salto di qualità è arrivato accettando la giusta dimensione di squadra che la Lazio è. Non ha l’ossessione dell’equilibrio, ma ha quello della bellezza. La squadra non sarà mai equilibrata, ma del resto sarà sempre molto bella. Noi tutti chiediamo e ci compiacciamo quando vediamo in campo i quattro assi (Milinkovic, Luis Alberto, Correa e Immobile), normale che con loro sei facilitato nell’estetica del match, d’altro canto subisce un qualcosa di troppo, costringendo i difensori a fare un lavoro importante, in un reparto non tanto consolidato. A mio avviso abbiamo sbagliato negli scorsi anni il modo di vedere e giudicare questa rosa, non possiamo aspettarci il salto di qualità della squadra a livello di equilibrio. Mi piace molto di più in questa stagione perché è più serena, ed ho l’impressione che anche gli stessi giocatori si sono accettati per come sono, non per come qualcuno vorrebbe che siano. L’importante, secondo me, è raccogliere punti quando i biancocelesti giocano a calcio, come spesso fanno”.

Il ruolo di Milinkovic dentro lo scacchiere di Inzaghi è cambiato: meno tacco e suola, più chiamato a fare interdizione e distribuire gioco. Sta diventando un centrocampista totale? Differente da Pogba per interpretazione di ruolo

“Pogba rispetto a Milinkovic ha un’altra cilindrata, non sono due centrocampisti uguali. Al francese puoi chiedere anche tre modi di interpretare una partita in una, al serbo no. Il biancoceleste ha da subito fatto vedere di essere uno decisivo e la sua valutazione sul mercato è esplosa e il ragazzo ci è rimasto anche un po’ intrappolato. Milinkovic è un calciatore di alta qualità, come lo è Luis Alberto. Le grandi squadre hanno un reparto centrale con un tasso di qualità importante. Il centrocampo “politico”, dove c’è un trequartista deve esserci un mediano, oppure dove c’è una mazz’ala di qualità deve esserci un esterno che resta in difesa, non esiste più. Il numero ventuno laziale ha un modo di attaccare tutto suo: ti permette di poter giocare con la palla alta e di arrivare primo sulle seconde fasi dell’attacco. Non sarà mai un giocatore fondamentale perché rincorre l’esterno, oppure gioca il pallone in orizzontale. Sono convinto che Inzaghi lo sta impiegando in una posizione dove lui può arrivare in area di rigore partendo da dietro. Se vuoi giocare con due punte più Luis Alberto è normale che al ragazzo venga chiesto un lavoro diverso tatticamente, ma secondo me il tecnico biancoceleste non lo sta snaturando. Il centrocampo dei capitolini sa fare tutto, è completo: Luis Alberto mette dei palloni perfetti, hanno tiro, forza fisica, colpo di testa e tantissima qualità”.

Quartetto che sta vedendo protagonista Correa, arrivato a Roma in sordina prendendo un’eredità importante del partente Anderson. L’argentino non smette di stupire..

“La Lazio ha sbagliato pochissimo sul mercato. Correa è un giocatore perfetto per questa squadra. Felipe Anderson è un giocatore che ha bisogno di campo, la sua stagione migliore è stata con Pioli quando lui, Keita e Candreva contrattaccavano le difese avversarie grazie ai movimenti di Klose e Mauri. L’argentino è perfetto per giocare al fianco di una punta, alla Sampdoria non ha fatto bene era molto giovane. Quando Tare ha portato il giocatore a Roma, ognuno di  noi aveva negli occhi un altro Correa. Bravo Inzaghi  a  plasmarlo e bravo il ragazzo a far emergere tutte le qualità che possiede. Adesso stiamo parlando di una seconda punta che rientra nei piani dei selezionatori della nazionale argentina, di uno che affronta, come piace a me, il “traffico” delle difese centrali con la testa alta e il petto in fuori, attacca sempre gli spazi in maniera impeccabile. Molte volte si giudica il suo modo di  giocare come un esibizionista fine a se stesso, a mio avviso chi pensa così valuta solo una piccola parte del lavoro che svolge durante tutta la gara. Non stiamo parlando di un calciatore da venti reti, ma se solo dovesse raggiungere le dodici reti e quello accanto a lui ne fa trenta la Lazio è in una botte di ferro. Nessuno palla al piede è bravo come lui. Invece, per completare il discorso, sono molto deluso da Felipe Anderson. In Inghilterra, un calcio a lui più congeniale sta trovando qualche difficoltà contro ogni previsione. A livello di mercato è stata una grande scelta vedere il brasiliano per tanti soldi e una parte investirla per il “Tucu”.

Da amante del ciclismo quale sei, Immobile può essere paragonato ad un ciclista per la sua generosità che mette in campo?

“Immobile è un ciclista, ho sempre seguito questo sport e la cosa che mi ha colpito sempre di loro è la loro voglia di vincere e arrivare. Per un ciclista non esiste una pausa durante la corsa, come non è ammessa la sconfitta. Ti racconto un aneddoto divertente: una volta ho seguito una tappa del giro d’Italia sul “campo”. Ero in macchina e infilai l’ascesa di una salita per vedere meglio, in realtà la macchina deve andare prima dell’atleta, per questo motivo venni anche squalificato (ride, ndr). Mi trovai a litigare con un ciclista olandese, perché con la macchina gli complicai un po’ una curva e gli chiesi immediatamente scusa. Arrivato al traguardo questo ragazzo mi denunciò e perciò venni di fatto squalificato. Andai a vedere la classifica, curioso di vedere come si fosse classificato. Scoprii che arrivò al novantatreesimo posto, feci fatica a crederci visto che lo avevo seguito per tutta la tappa e soprattutto vidi come spingeva in salita senza prendere fiato. Tutto questo per dire che Immobile non è contento se in campo non ha dato tutto, proprio come un ciclista. Affronta la partita con un’intensità mentale mai vista prima. Molte volte abbiamo giudicato il ragazzo come un attaccante generoso, per la sua caratteristica di non risparmiarsi mai, ma signori chi negli ultimi anni ha segnato più di tutti è proprio lui. In una Serie A, che ha visto protagonista Mauro Icardi, che vede protagonista Gonzalo Higuain e Cristiano Ronaldo, molte volte mi domando: “Davvero siamo così rimbambiti a criticare un giocatore così?”, uno che corre più di tutti e segna più degli altri. Gli manca magari un po’ di tecnica, per arrivare a determinati livelli, però nient’altro. Immobile non è un giocatore che ti cambia la squadra, l’abbiamo visto con l’Italia. Ciro non ti manda ai Mondiali da solo non è quel tipo di giocatore. Mancini ha trovato la squadra e il ragazzo si esalta. Ripeto, gli mancherà il physique du rôle del grande centravanti, ma lui con una mentalità da ciclista fa più goal di tutti, perciò?”.

 

 

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Dajeeeee che sempre grandi

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