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Liverani al CorSport: “Alla Lazio 5 anni speciali. Una scuola di vita”

Liverani, un passato da laziale e un presente da tifoso romanista

Fabio Liverani intervistato in redazione dal Corriere dello Sport racconta i suoi anni alla Lazio. “Lazio casa mia, una scuola di vita“.

Domani all’Olimpico la sfida tra Lazio e Lecce per Fabio Liverani sarà una partita del cuore. Il mister dei salentini, ospite della redazione del Corriere dello Sport, ha parlato dei suoi trascorsi in maglia biancoceleste e descritto le sue emozioni in vista del match.

Di seguito un estratto del lungo racconto pubblicato oggi dal quotidiano.

Con la Lazio una partita diversa dalle altre

“È stata casa mia per 5 anni, nel momento più importante della mia carriera. Bello tornare a casa. I primi due anni sono stati duri, ma ho avuto la fortuna di avere grandi uomini accanto. Ho finito da capitano: è stata una delle mie vittorie più belle”.

La Coppa Italia nel 2004 e l’assist per Di Canio nel derby

“Ero arrivato nel 2001 e alcune difficoltà già si intuivano. La vicenda del ‘piano Baraldi’ unì la squadra. Mentre giocavamo sapevamo che sarebbe stato l’ultimo anno e che era finito un ciclo. Certi campioni dovevano andare via e volevamo concludere vincendo un trofeo. Un mese e mezzo dopo la finale eravamo rimasti in quattro oltre me: Oddo, Peruzzi, Giannichedda e Zauri”.

“Quel derby coincise con tante cose. Il ritorno di Paolo, il gol sotto la Sud, come un film già scritto. Se lo rigiochiamo dieci volte, nove lo perdiamo. Venivamo dalla sconfitta di Udine dove avevamo toccato il fondo. Eravamo morti. Sono le storie belle del calcio. Ricordo l’assist per Di Canio, ma anche il secondo per il 3-1 di Rocchi”.

A Liverani la Lazio è rimasta dentro

“Quando stai dentro una società così piena di storia, cinque anni non si possono cancellare. Ti leghi al magazziniere, al guardiano, al giardiniere. Dei compagni di allora devo molto a Peruzzi. uno degli uomini con più carisma, attaccamento e personalità che abbia mai conosciuto. Un leader vero da cui ho appreso tanto in quei cinque anni”.

Rossi l’esempio da seguire in panchina

“A Delio ho rubato la cura dei particolari, le nozioni, dire al tuo giocatore cosa deve fare e come farlo. Rossi mi ha aiutato tanto. Qui a Roma si è creato una strada con professionalità e serietà per proseguire in altri club”.

Come si ferma questa Lazio?

“Sono una squadra forte. L’ho vista a Milano, quando si accendono quei 4-5 sono difficili da limitare. Non conosco benissimo le alternative, ma nei 13-14 titolari, tolta la Juve, la Lazio non è inferiore alle altre”.

“Immobile è il vero bomber. Segna tanto da 3 tre anni, è generoso, non si ferma mai, aiuta la squadra. Luis Alberto mi entusiasma. vede il gioco prima degli altri. Rispetto a me è più dinamico: possiede velocità di pensiero e di esecuzione. L’assist a Correa è di qualità ma non difficile per uno come lui. La palla veramente geniale è quella data a Immobile quando ha preso la traversa. Una delizia”.

 

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se domani pressi alto come ha fatto il Celtic, con la penuria tecnica che contraddistingue il pacchetto difensivo della Lazio e la pazzia di voler far ripartire l’azione a tutti i costi dai piedi (scarsi) del portiere (schema che è alla base deila maggior parte dei gol subiti) allora con un po’ di fortuna puoi prenderti i 3 punti

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