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Inter-Lazio, 5 domande a Fulvio Santucci su Champions, de Vrij e non solo

Inter - Lazio, de Vrij

Inter-Lazio, la nostra chiacchierata con il tifoso e blogger nerazzurro seguitissimo sui social

Inter-Lazio, atto terzo. O quarto, se vogliamo considerare ancora l’onda lunga della ‘finale’ Champions dello scorso 20 maggio. Una ‘battaglia campale’ che non esaurisce la propria eco: chiedere a Stefan de Vrij, il grande ex contestato.

Da quel 2-3 dell’Olimpico sono cambiate molte cose, lo stesso vale per il 3-0 esterno dei nerazzurri di fine ottobre. Il dentro o fuori di Coppa Italia ha risarcito – almeno in parte – i biancocelesti dall’amarezza europea. Ma in fin dei conti, questo terzo appuntamento stagionale si nutre dello stesso obiettivo di sempre: guadagnarsi un posto al sole, terzo o quarto purché significhi Champions.

Per affrontare i temi caldi di Inter-Lazio, abbiamo bussato alla porta di Fulvio Santucci. Uno che il mondo nerazzurro lo conosce alla perfezione e che, divertendosi a parlare di Inter nelle vesti di blogger, ha calamitato sul proprio profilo Twitter oltre 13mila follower. Qualcuno lo chiamerebbe influencer, a lui piace definirsi semplicemente un tifoso. E queste sono le nostre 5 domande che gli abbiamo posto:

Fulvio, rispetto a quel 3-0 di ottobre, domenica troveremo due squadre diverse? L’obiettivo Champions invece è sempre lo stesso…

Le cose sono abbastanza cambiate rispetto a un girone fa. In quel momento l’Inter aveva tutti a disposizione, domenica mancheranno de Vrij, Nainggolan e Lautaro. Difficile pensare che Icardi possa partire titolare, Keita prima punta sarebbe un po’ leggerino. Il modo con cui l’Inter affronta gli scontri diretti però non è cambiato, il problema è sempre stato più che altro con le piccole. La Lazio invece sì, ha mutato l’approccio agli scontri diretti, è una squadra più temibile e può dire la sua per la Champions. Sarà una gara cruciale soprattutto per i biancocelesti: se dovessero perdere, rimarrebbe solo Coppa Italia e l’ultimo appello in casa del Milan.

Se nominiamo de Vrij, assente ancora una volta con la sua ex squadra, da interista cosa rispondi?

Che il suo acquisto è stato favoloso, è un difensore dal grandissimo rendimento. Lo considero un valore aggiunto. Ha avuto giusto un passaggio a vuoto con l’Eintracht, ma con Skriniar forma una coppia assortita, più di quanto non fosse già con Miranda. E se l’Inter può giocarsi la Champions, è proprio grazie alla difesa all’altezza dell’obiettivo. Sull’assenza, be’, Spalletti all’andata era stato sincero, al ragazzo era pesato essere protagonista in negativo nell’ultima di campionato. Ma penso proprio che l’infortunio, che non gli permetterà di scendere in campo domenica, sia reale.

Con Lautaro ko e Icardi da ritrovare, si candida un altro grande ex di turno: il colpo Keita ti ha convinto?

Keita aveva suscitato una grande impressione nella Lazio, per quanto mi riguarda soprattutto quando ha giocato da seconda punta. Ci ha messo un bel po’ per abituarsi all’Inter, è venuto fuori in maniera costante a novembre e ha anche risolto una partita ostica come quella di Empoli. Poi si è fatto male, è stato fuori due mesi proprio quando si è creata la questione Icardi. È in prestito e ha un riscatto molto alto. Non è un fuoriclasse, ma è un tipo di giocatore che l’Inter non ha. Spero che abbia la possibilità di disputare un finale di stagione importante, lo scatto Champions deve passare anche da lui.

Dall’altra parte ci sarà Immobile. Ha segnato all’Inter in coppa, torna dall’esperienza chiaroscura della Nazionale: la sua sete di riscatto ti preoccupa?

È sempre un pericolo numero uno e ci ha già segnato. Per quanto riguarda l’Immobile della Lazio, dubbi non ce ne sono. Gioca in un sistema che lo fa rendere, sa come si segna, difficilmente fallisce gli appuntamenti che contano. In Nazionale probabilmente ha qualche difetto di adattamento a situazioni non congeniali a lui, come avvenne al Borussia Dortmund o al Siviglia. Va solo messo nelle condizioni di fare bene. La Lazio, per certi versi, si può permettere di costruire una squadra attorno a lui, in Nazionale questo non accade. Mi dispiace per lui, perché mi piace, spero che non si rifaccia domenica.

Prima di salutarci, spiegaci dal tuo punto di vista la grana scoppiata attorno a San Siro: da tifoso nerazzurro, cosa ti auguri?

L’ideale sarebbe che San Siro resti dov’è e che una delle due squadre si sposti in un altro stadio. Mi sembra difficile che si proceda alla demolizione, uno spazio per il Comune serve. La questione verte proprio su questo: se i due club costruissero uno stadio a testa e venisse demolito San Siro, Milano rimarrebbe senza un impianto comunale. Cercherei allora di fare il possibile per rimanere al Meazza, uno stadio 5 stelle Uefa che appena tre anni fa ha ospitato una finale di Champions e che qualunque tifoso delle altre squadre sogna di visitare almeno una volta nella vita.

 

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