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Lazio nelle scuole, Parolo e Durmisi all’Istituto Nino Rota

Marco Parolo e Riza Durmisi Lazio nelle scuole

Lazio, i calciatori ospiti dell’Istituto Comprensivo Nino Rota – dal nostro inviato Riccardo Caponetti

Torna l’appuntamento della Lazio nelle scuole. Nell’ambito del tour “Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”, Marco Parolo e Riza Durmisi sono i due ‘ambasciatori’ di questa mattina a Villa Bonelli (quadrante sud-ovest di Roma).

Ad accogliere Marco Parolo e Riza Durmisi della squadra e l’aquila Olympia, gli studenti dell’Istituto Comprensivo Nino Rota – Scuola Primaria Leonardo Sciascia di via Domenico Lupatelli 1. Insieme a loro, anche il falconiere Juan Bernabé, i team manager Maurizio Manzini e Stefan Derkum, il preparatore atletico Adriano Bianchini e il portavoce del club Arturo Diaconale.

“L’aquila è il simbolo delle vostre origini”

La truppa della Lazio è stata accolta da un bellissimo video, in cui sono passate anche le immagini della vittoria della Supercoppa Italiana del 2017: immagini che hanno catturato lo sguardo di Marco Parolo, uno dei protagonisti di quel trionfo.

A rompere il ghiaccio è stato Maurizio Manzini, che ha presentato gli ospiti ai bambini. Arturo Diaconale ha spiegato invece il significato di avere come simbolo l’aquila:

Romolo guardò in cielo per cercare un simbolo da dare alla gente. Vide volare un’aquila. Di questo simbolo dovete essere fieri, è il simbolo delle vostre origini. Salutiamo Olympia. Ai bimbi romanisti presenti dico: voi avete un lupetto lì sul petto, ma l’aquila gli vola sopra (ride, ndi)“.

Le domande degli studenti

Tantissime le domande che i piccoli studenti dell’Istituto hanno rivolto a Parolo, Durmisi e gli altri ambasciatori biancocelesti.

L’alimentazione è importante, cosa mangiate prima delle partite?

Parolo:Seguiamo un’alimentazione controllata, abbiamo un dietologo nutrizionista. Il giorno della partita pranziamo tre ore prima, mangiamo pasta o toast, bresaola o petto di pollo. Molti carboidrati per avere le energie per correre“.

Quali emozioni trasmette lo sport?

Durmisi:È qualcosa d’indescrivibile, un sentimento unico che non si può esprimere con le parole“.

Chi ha scelto il nome di Olympia?

Bernabé: “I tifosi tramite un sondaggio. C’erano tre opzioni – Libera, Vittoria e Olympia – e ha vinto Olympia“.

Come si fa ad accettare la sconfitta?

Parolo: “Non è facile, ma si impara. Da piccoli ci si arrabbia sempre. Mio figlio piccolo non vuole mai perdere, ma poi crescendo ti abitui e capisci che dalla sconfitta devi imparare. La volta successiva ti allenerai di più e capirai i tuoi errori. Nella sconfitta c’è sempre qualcosa di positivo, come nei compiti in classe che vanno male. La volta dopo studi di più e andrai meglio“.

Nonostante ci siano le regole, ogni tanto si vedono delle scorrettezze gravi in campo. Perché?

Parolo:È sbagliato, bisogna sempre essere corretti. Ogni tanto però si sbaglia. Magari troppa adrenalina genera tensioni. Ma bisogna rendersi conto degli errori e chiedere scusa. Non dovrebbe succedere, dispiace, ma capita comunque poche volte. Sono molti di più i comportamenti corretti“.

Avete mai assistito a episodi di razzismo mentre eravate in campo?

Durmisi: “Una volta con la Danimarca è successo con Pione Sisto. Mi sono sentito male, siamo tutti uguali. Dobbiamo affrontare questo problema. Tutto il calcio sta migliorando però“.

Voi calciatori vi sentite un simbolo contro il bullismo?

Parolo: “Be’, è un compito non facile. Noi dobbiamo trasmettere il rispetto. Siamo l’esempio di un gruppo unito che lotta per un unico obiettivo. È questo che deve passare come messaggio: l’importanza di stare insieme. Bisogna saper coinvolgere tutti e tirar fuori il meglio da ciascuno“.

Come fate a conciliare famiglia e lavoro?

Parolo:Per Durmisi è facile, lui è single (risate generali, ndi). Io ho un bambino piccolo, pian piano si impara a gestire i proprio tempi e a organizzarsi. Bisogna imparare anche ad essere genitori e non è facile. Pensate che dopo il primo anno che sono stato parecchio fuori, mio figlio mi chiamava ‘nonno’ perché aveva visto più tempo lui che me (altre risate, ndi). Ma ora stiamo recuperando“.

Come si abbatte il muro della diversità?

Parolo: “Facendo vedere che si gioca con tutti, che si sta con tutti e si coinvolgono tutti. Dobbiamo trasmettere questi esempi. Noi lo facciamo con lo sport, ma deve essere uguale anche nella vita in generale“.

Come ci si sente ad allenarsi le prime volte con calciatori famosi?

Durmisi:All’inizio ero emozionato al pensiero di allenarmi con Immobile, Parolo e gli altri, dicevo ‘wow’. Poi però, dopo un paio di allenamenti, ci si abitua e non ci pensi più“.

Avete mai assistito ad atti di bullismo o violenza?

Parolo:Io no, non in prima persona. Da piccolo ho sempre cercato di non escludere nessuno. Vengo da una formazione da oratorio. Anche come educatore ti dico che il bullismo è sbagliato, non è simbolo di forza escludere qualcuno“.

Il rapporto con il mister è come quello nostro con le maestre. Come si accettano le decisioni che non ti piacciono?

Parolo: “Eh, bisogna farlo per forza. Se non ci fosse la maestra, ognuno di voi farebbe come vuole e sarebbe impossibile imparare qualcosa. Negli allenamenti è uguale, per riuscire a lavorare bene insieme in gruppo“.

Olympia dove vive e cosa mangia?

(In sottofondo Parolo dice: “Mangia i bambini”, risate di tutti, ndi)
Bernabé:Vive nel centro sportivo, riposa molto di giorno e la sera vola nel parco. Lì è bellissimo in mezzo al verde e alla natura. Mangia pollo, il suo preferito, è una volta a settimana anche il salmone. Non bisogna dimenticare che in natura, almeno una volta l’anno, le aquile mangiano moltissimo salmone dai fiumi. Lei è nata e cresciuta in cattività, non è stata presa dalla natura, quindi per via dell’imprinting è abituata a vivere con l’uomo, come fossimo una famiglia“.

Come si affronta lo sbaglio di un compagno?

Parolo:È bello gioire con tutti quando si fa qualcosa di bello. Allo stesso modo bisogna condividere gli errori e le cose negative. In campo quasi mai è colpa di uno solo se succede qualcosa di negativo per la squadra. Bisogna aiutarsi e sostenersi ancora di più nella difficoltà“.

Visti i guadagni generosi, siete anche voi generosi con chi è in difficoltà?

Parolo: “Sì, ognuno di noi, in privato, dona o sostiene cause benefiche. Chi più chi meno, lo facciamo. Spesso però lo si fa in privato, senza dire niente in giro. In generale non è bello vantarsi o raccontare ‘io faccio questo, io faccio quello’. Ma tanti di noiaiutano gli altri e lo facciamo con gioia“.

Quali interventi sono presi contro il razzismo?

Diaconale:Esistono delle norme punitive nei confronti di chi compie questi atti. Ma le punizioni non sono tutto. L’unico modo per impedirlo è l’educazione nelle scuole, è quello il modo migliore per capire cosa non si deve fare. Poi ci sono tante multe a causa dei tifosi intemperanti e le società devono pagarle“.

Leggi anche le dichiarazioni di Marco Parolo a margine dell’evento…

Lazio, la ricetta Champions di Parolo: “Dobbiamo vivere un grande aprile” (VIDEO)

… e anche quelle di Riza Durmisi

Lazio, Durmisi: “Inter? Giochiamo come nel derby o col Parma!”

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