Lazio, Taylor: “Non vedo l’ora di giocare il derby a maggio”

Le parole di Taylor a Voetbal International

Kenneth Taylor Lazio

Kenneth Taylor, centrocampista della Lazio, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del portale olandese Voetbal International dove ha parlato di come si sta trovando a Roma, nell’ambiente biancoceleste, ha svelato alcuni retroscena di mercato e non solo.

Le dichiarazioni del centrocampista olandese della Lazio:

Rensch? Parlo spesso con lui, il che ĆØ positivo, ma la prima cosa che mi ha detto ĆØ stata letteralmente: ‘Non possiamo proprio andare in cittĆ  insieme’. L’odio tra Lazio e Roma ĆØ stranamente intenso. Il derby si gioca qui il 17 maggio e non vediamo l’ora entrambi di giocarlo”.

La passione qui alla Lazio? ƈ travolgente. GiĆ  dal debutto contro il Verona ho capito che aria tira a Roma. C’ĆØ una pressione costante, ma ĆØ bellissima. Mi sento giĆ  ben inserito e compagni come Danilo Cataldi mi stanno aiutando tantissimo a capire cosa significhi davvero vestire questa maglia. Ogni partita ĆØ una battaglia e io mi sento pronto a combatterle tutte. Sono davvero soddisfatto (dei primi mesi alla Lazio, ndr). L’Ajax ĆØ stata la mia seconda casa, quindi ovviamente ĆØ stato un po’ più emozionante per come sarebbe andare qui, ma mi fa bene affrontare una nuova sfida. ƈ una bella squadra, molti ragazzi mi hanno aiutato e, naturalmente, sono fortunato che ci sia Tijjani (Noslin, ndr)”.

Sarri? Qui a Formello i primi giorni la testa mi scoppiava. C’ĆØ una mole di informazioni tattiche incredibile. All’Ajax ero abituato a seguire il mio uomo quasi a tutto campo, ma qui ĆØ diverso. Devi imparare a ‘consegnare’ l’avversario al compagno molto più velocemente e concentrarti sulla posizione della palla e della linea difensiva.Ā Se sbagli di un metro, si apre un buco enorme e il mister se ne accorge subito. In una delle prime partite sono dovuto uscire al novantesimo perchĆ© mi sono venuti i crampi. Non mi era mai successo prima. In Serie A l’intensitĆ  difensiva ĆØ logorante, non puoi mai staccare la spina”.

L’italiano? Ci sto lavorando sodo. Devo, perchĆ© anche gli assistenti parlano pochissimo inglese. L’allenatore sƬ, ma fa tutto in italiano. FinchĆ© non mi vede fare una faccia un po’ strana, a volte, e allora traduce per un attimo (ride, ndr)”.

Il ct Koeman? Mi ha scritto un messaggio dopo che ho fatto questo passaggio alla Lazio: ‘Ottimo trasferimento, ti teniamo d’occhio. In bocca al lupo’. ƈ stato un segnale positivo per me. Mi diceva spesso che dovevo diventare più ‘maturo’ e più presente nei duelli, devoĀ dire che adesso capisco cosa intendesse, ĆØ davvero tutta un’altra cosa giocare ogni settimana in un campionato top come questo.Ā In Eredivisie a volte potevo permettermi di giocare solo di fioretto, basandomi sulla tecnica. In Italia, se non metti anche la cattiveria agonistica, vieni travolto. Questa esperienza mi sta trasformando in un giocatore molto più solido.Ā MaĀ non ho fatto questa scelta solo per la Nazionale, volevo semplicemente crescere come persona e come calciatore. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, di un nuovo ambiente e di una nuova sfida”.

Il mio esordio con la Nazionale? L’ho fatto da subentrato e sento di aver fatto bene, ho anche segnato un rigore nella serie. Poi però nella sosta successiva sono andato agli Europei con l’Under 21 e da allora non sono più stato convocato. C’ĆØ molta concorrenza nel mio ruolo, ma sarebbe fantastico tornare in squadra. Penso spesso all’ultimo Mondiale e vorrei rivivere quell’esperienza, ma per farlo devo continuare a fare grandi cose qui alla Lazio”.

Porto? Posso essere sincero: all’epoca volevo davvero andare lƬ. Ero semplicemente pronto per una nuova sfida e desideravo davvero giocare ancora una volta sotto la guida di Farioli. C’era anche un accordo con l’Ajax per una possibile cessione, ma ritenevano che l’offerta del Porto fosse troppo bassa. E cosƬ, alla fine, non se n’ĆØ fatto nulla, anche se ci contavo davvero. Sono rimasto fuori dalla questione per molto tempo, ma gli ultimi giorni sono stati davvero difficili, devo essere sincero”.

Come ho reagito al mancato trasferimento? Ero molto deluso e ho faticato ad accettarlo per un po’. Ma in realtĆ  non c’ĆØ mai stata una vera e propria discussione: l’allenatore ĆØ stato molto comprensivo e mi ha dato lo spazio necessario per affrontare la situazione. Abbiamo avuto delle ottime conversazioni al riguardo; mi ha aiutato molto. Poi ho voltato pagina e ho voluto dare di nuovo il massimo. In definitiva, credo che tutto accada per una ragione e, ovviamente, giocare per l’Ajax non ĆØ stata una punizione: ĆØ il club che amo”.

Farioli? Quando ho firmato per la Lazio, mi ha mandato un messaggio: mi ha scritto che non gli stavo più cosƬ simpatico (ride, ndr.). Ha detto che gli dispiaceva, ma si ĆØ anche congratulato con me, ĆØ stato un bel gesto.Ā Mi sono trovato davvero bene a lavorare con lui, ĆØ davvero un grande allenatore. Non ĆØ un caso che piangevano tutti quando ha salutato l’Ajax.Ā Mi ha anche detto che Sarri sarebbe stato l’allenatore perfetto per me. Vedo molte somiglianze tra loro nel modo di concepire il calcio, nella struttura e nel possesso palla.Ā Mi ha rassicurato sul fatto che lo stile di gioco della Lazio sarebbe stato il passo logico per la mia evoluzione”.

Ajax? Seguo tutto, guardo ogni partita. Non vedo l’ora che arrivi il momento. All’inizio mi sembrava strano seguirla da lontano, ma ora mi piace.Ā Ā Wow, bella maglia, bello stadio , penso sempre. Sapete cosa ĆØ davvero un peccato? Che non potrò guardare il Klassieker domenica prossima… Noi giochiamo contro il Bologna alle 15:00, quindi non funzionerĆ , perchĆ© la partita inizia alle 14:30. ƈ un vero peccato. Idealmente, dopo la partita tornerei subito a casa e la rivedrei senza sapere il risultato. Ma ormai non ĆØ più possibile”.

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Il 22 e il 23 andiamo a votare. NO AL REFERENDUM

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Passa in chiesa…

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1 ora fa

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