Il mercato della Lazio ruota attorno a nomi come Toth, Timber e, sullo sfondo, Fabbian, ma ogni operazione importante potrebbe dipendere da un’eventuale cessione. A rischiare di partire, in questo contesto, è soprattutto Alessio Romagnoli. Non si tratta di una decisione attiva della società, ma la sua scadenza fissata al 2027 rende la permanenza complessa. Se non cio sarà il rinnovo, il difensore potrebbe essere spinto inevitabilmente lontano.
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’Al-Sadd di Roberto Mancini sta valutando la possibilità di portarlo in Qatar subito, anticipando l’ipotetico trasferimento previsto inizialmente per giugno. L’offerta economica, superiore ai tre milioni, ha il potenziale di destabilizzare anche i piani più concreti della dirigenza biancoceleste, mettendo pressione sulla Lazio.
Romagnoli, dal canto suo, ha sempre dimostrato fedeltà e attaccamento alla sua squadra, scegliendo la Lazio come casa per la sua carriera. Nel 2023 è arrivato uno strappo con Lotito, accusato di non aver rispettato la promessa di rinnovo fatta al momento della firma del primo contratto, poi accettato al ribasso. I contatti degli ultimi sei mesi non hanno portato a una soluzione, e l’Al-Sadd potrebbe formalizzare a breve un’offerta ufficiale.
Maurizio Sarri osserva la situazione con crescente apprensione. Per lui Romagnoli è l’incedibile per l’eccellenza, un pilastro difensivo difficile da sostituire e centrale nella sua Lazio.



Qual è il problema? La linea della società è arcinota. Di fronte a una buona offerta, chiunque può essere ceduto. Si provvederà poi a trovare un giocatore con caratteristiche grosso modo simili, acquistabile chiaramente a un prezzo inferiore; poi sta all’allenatore farlo giocare bene. Sennò i due milioni e passa dati all’allenatore a che servono? E i tifosi devono fare la loro parte: abbonamento e presenza allo stadio.
Devono anche fare la preghiera a prima di coricarsi affinché Dele-a Bashiru esploda… Ossia si faccia saltare nel salotto di Villa San Sebastiano.
Questo non succederà. Ormai siamo diventati come il Torino, squadra eternamente in stato comatoso. Infatti siamo lì in classifica. Ed i giornalisti omaggiano tutti il senatore per ingraziarsi il politico di turno.