La Lazio si avvicina alla sfida contro la Fiorentina in un contesto tutt’altro che semplice. Il campo si intreccia con il mercato e le scelte tecniche diventano inevitabilmente condizionate da una rosa che, numericamente e qualitativamente, offre margini ridotti. Maurizio Sarri continua a lavorare con il gruppo a disposizione, ma la sensazione è quella di un tecnico chiamato ancora una volta a gestire l’emergenza più che a sviluppare il progetto.
Guendouzi punto fermo, ma osservato speciale
In mezzo al campo la certezza resta Matteo Guendouzi. Il centrocampista francese è destinato a partire titolare anche contro la Fiorentina, confermandosi uno degli uomini chiave nello scacchiere di Sarri. Allo stesso tempo, il suo nome continua a essere al centro delle attenzioni internazionali. L’interesse del Fenerbahçe è noto, ma la posizione del club biancoceleste resta rigida.
La linea della società
Il presidente Claudio Lotito non ha mai abbassato le pretese: per privarsi di Guendouzi serve un’offerta ritenuta all’altezza, segnale chiaro di come la Lazio non voglia indebolirsi ulteriormente senza garanzie economiche adeguate. Una linea che tutela il patrimonio tecnico, ma che allo stesso tempo lascia Sarri a gestire un clima di continua incertezza.
Scelte tattiche e poche alternative
Sul piano tecnico, Sarri prepara la gara puntando su equilibrio e organizzazione. Le scelte sono in gran parte obbligate, con rotazioni limitate e la necessità di spremere al massimo i titolari. Contro una Fiorentina aggressiva e in crescita servirà una Lazio compatta, capace di restare dentro la partita anche nei momenti di difficoltà.
Una prova di maturità
La partita dell’Olimpoco rappresenta molto più di tre punti. È un test di solidità per una squadra chiamata a reagire alle difficoltà esterne e un banco di prova per Sarri, che continua a portare avanti la sua idea di calcio nonostante un contesto complesso. La Lazio prova a rispondere sul campo, mentre il mercato resta sullo sfondo, pronto a incidere ancora. Il Corriere dello Sport.



Da un certo punto di vista Sarri se lo merita pure perchè di fatto ha parato il deretano alla società in estate restando al suo posto dopo aver scoperto che lo pigliavano per i fondelli. Si e’ rovinato la carriera la prima volta ed ora se la è giocata del tutto. Contento lui…
Quindi non ci servivano i soldi?
Quindi non ci stiamo indebolendo?
Ha fatto lo sborone alla cena di Natale,( dove tra l’altro ha anche detto che “sto a costruì il Flaminio”),il figlio ha suonato la campana al nasdaq e a al mercato di gennaio stiamo sempre alla solita realtà.
Ma questi giornalai un minimo di vergogna no eh? Mi fanno ancora più pena i professionisti dello stadio…
Ai ‘giornalisti’ importa solo lo stipendio. Dicono che c’e’ poca libertà di stampa in Italia, in realtà non ci sono giornalisti che non si vendono
Che tristezza che siete