Valentin Castellanos, ex centravanti della Lazio ed attuale attaccante del West Ham, ha rilasciato una lunga intervista a Sebastian Jaleh (ESPN Argentina), durante il format Yo Nunca Nunca, dove è tornato a parlare del suo periodo alla Lazio e, in particolare, delle differenze che ci sono tra la Serie A e la Premier League.
Ecco le dichiarazioni di Castellanos:
“Com’è giocare in Premier League? Pazzesco. Era il campionato in cui non avevo ancora giocato, perché avevo militato nella Liga e in Serie A, e questo era quello che mi mancava. E quando si è presentata l’opportunità di venire qui, ovviamente non ho esitato perché a livello personale era qualcosa di davvero, davvero fantastico, ed era un sogno che coltivavo. È uno spettacolo, è come l’NBA del calcio. Sì, credo che qui ti vedano come ‘Oh, sei un giocatore di Premier League, amico’. È molto diverso, sei di altissimo livello, capisci cosa intendo? E per me questo è spettacolare. Poi, come ho detto, i campi sono spettacolari, l’erba. Beh, per esempio, il campionato, e quando sei a quel livello nei grandi campionati, hai tutto questo, ma ti diverti molto. Mi diverto ancora”.
“La Serie A? È molto difensiva, molto, molto difensiva. Da attaccante, l’ho trovata davvero dura perché è molto difensiva. Le squadre si chiudevano molto in difesa, il che significava che ripartivano spesso in contropiede. Non c’era molto gioco aperto; era più difensivo, più combattivo, più tattico. La Premier League è fisica, fisica al 100%. Sono 90 minuti di gioco, 90 minuti. Certo, devi essere in forma smagliante e mi piace perché da attaccante attacchi molto, hai molte più occasioni. Ad esempio, in Serie A hai tre o quattro occasioni a partita, e ti chiedono anche di segnarne una di queste quattro, e tu dici, ma è piuttosto difficile, sai?”.
“Il mio compagno di mate? Maxi Morales è argentino ed eravamo vicini di casa, quindi a volte andavamo alle partite insieme, andavamo agli allenamenti insieme. Trascorrevamo più tempo insieme, parlavamo, viaggiavamo insieme. Credo di aver condiviso molto con lui. E poi, beh, Matías Vecino alla Lazio, e questo è qualcosa che succede spesso tra uruguaiani e argentini. Cerchi di stare sempre insieme, in viaggio o nella vita di tutti i giorni, condividendo sempre il mate“.
“Scaramanzia? Se gioco bene, cerco sempre di usare le stesse cose. Per esempio, l’anno scorso ho avuto un periodo davvero positivo e indossavo la biancheria intima al rovescio. Una volta li ho indossati al rovescio e il fisioterapista della Lazio mi aveva detto di indossarli in quel modo, che forse mi avrebbe portato fortuna. Ebbene, quel giorno ho segnato e da quel momento ho iniziato a indossarli al rovescio, finché un giorno non ho segnato e ho dovuto smettere”.
“La mia vita da calciatore? La mia ragazza a volte in Italia mi diceva: ‘Perché non sfrutti il fatto che sei il Taty?’. Sai quanto sono pazzi gli italiani lì, la storia della Lazio, sai, non puoi nemmeno camminare lì: la gente è così passionale. Ma mi imbarazza farlo, lo giuro. Mi vergogno davvero a usare il mio nome per ottenere vantaggi, cerco di mantenere un basso profilo. Ed è per questo che a volte mi assillava, perché diceva: ‘Ma perché non approfitti?’, magari per andare a mangiare in un ristorante in cui non c’era posto. Ma se non hanno un tavolo, non hanno un tavolo. Non è che chiami e dici: ‘Ciao, sono Taty Castellanos’. Penso alla persona al telefono che potrebbe dire: ‘Che me ne importa? Sono una tifosa della Roma’. Capisci cosa intendo? È qualcosa di cui non ho mai approfittato, mai”.



Che pretese assurde eh chiedere ad un attaccante di metterne dentro almeno una su 4 occasioni avute…
E con le difese meno chiuse, come in Premier League, fa in media un gol ogni 3 partite, leggermente meglio rispetto all’Italia. Non è un centravanti
Bravo…adesso o vai in serie B col West ham(cosa che non credo perché per fare scelte simili ci vogliono le palle belle grosse),oppure vai a fare il Pezzana .