Lazio, Gabriele Pulici a Lotito: “I tifosi non si sentono più rappresentati”

Il figlio di Felice Pulici scrive al quotidiano Il Tempo denunciando una frattura profonda tra società e tifoseria

Aquila Flaminia Lazio

Nell’edizione odierna de Il Tempo trova ampio spazio una lettera molto dura e sentita firmata da Gabriele Pulici, figlio dell’ex portiere biancoceleste Felice Pulici. Il testo è indirizzato al presidente Claudio Lotito e rappresenta una riflessione profonda sul momento attuale della Lazio, tra contestazione, distanza con la tifoseria e senso di appartenenza sempre più fragile.

La lettera di Gabriele Pulici

Il passaggio centrale della lettera è un atto d’accusa diretto e senza filtri:

“Caro Direttore, quello che il mondo Lazio sta vivendo in questo momento è, con ogni probabilità, il punto più basso dei suoi 126 anni di storia. Io ne ho vissuti 52, di questi anni. Ho visto Lazio belle, ho visto Lazio brutte, ho attraversato gioie e amarezze. Ma una situazione disperata come quella di oggi, da parte dei tifosi, non l’avevo mai vissuta. Per un laziale, disertare lo stadio è andare contro natura”.

“Non andare al derby è stata una delle pagine più nere della nostra storia recente. E tutto questo accade per colpa di una gestione che da anni, ma soprattutto negli ultimi periodi, sta andando in una direzione che il tifoso fatica a riconoscere come propria. Il problema non è soltanto tecnico, pur essendo vero che il depauperamento della rosa ha portato la Lazio ai margini del campionato italiano. La verità più grave è un’altra: i tifosi non si sentono più rappresentati da questo presidente.”

Nel proseguo del suo intervento, Pulici sottolinea il distacco tra società e tifosi, evidenziando come il rapporto si sia progressivamente incrinato:

“Un presidente della Lazio dovrebbe essere orgoglioso della propria tifoseria, e i tifosi dovrebbero essere orgogliosi di chi li guida. Invece tra dichiarazioni discutibili sui sostenitori, sui giocatori e soprattutto sulla nostra storia, questa proprietà ha mostrato di non amare la Lazio, di non amare chi la segue, di non amare nemmeno il suo passato.”

Pulici su Lotito

Non manca un passaggio polemico anche su alcune dichiarazioni recenti del presidente Lotito:

“Quando dichiara “ce ne faremo una ragione se i tifosi non vengono” si capisce tutto: una situazione che a lui, in fondo, sembra andare bene.”

Pulici rivendica poi il legame storico tra la tifoseria e la squadra, ricordando i grandi nomi del passato e sottolineando il valore identitario del club:

“Il tifoso laziale è uno che, storicamente, è sempre stato vicino al presidente, alla proprietà, alla dirigenza. […] Chiede di essere orgoglioso dei propri colori, di una storia lunga 126 anni, di nomi come Piola, Lovati, Mihajlovic, Giuliano Fiorini, Giorgio Chinaglia, Vincenzo D’Amico, e anche, lasciatemelo dire, di mio padre.”

Infine, un appello diretto alla società e al presidente:

“Ditegli di fare un passo indietro. Ditegli di ascoltare. Ditegli che deve farlo per il bene della Lazio, dei tifosi, dell’intero ambiente.”

E ancora:

“La Lazio è più grande di lui. La Lazio è immortale […] Tutti insieme, però, possiamo renderla grande. Questo, purtroppo, lui non l’ha mai capito.”

La lettera si chiude con un messaggio di speranza per il futuro e con il desiderio di un ritorno allo stadio vissuto come festa collettiva, in un clima di unità tra squadra e tifosi.

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